Cos'è DokeV, il videogioco ispirato (ma non troppo) ai Pokémon

Cos'è DokeV, il videogioco ispirato (ma non troppo) ai Pokémon
SmartWorld team
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I Pokémon hanno letteralmente ispirato intere generazioni di videogiochi, confermandosi indiscutibilmente tra i titoli di maggiore successo dell’intero panorama videoludico. Infarcito di proposte e alternative, il genere dei "mostriciattoli" da collezionare (più precisamente, i cosiddetti creature collection games) non sembra affatto passare di moda e DokeV, l'ultimo tra i tantissimi titoli ad entrare nello specifico settore, ambisce a ripercorrere le fortune dello storico franchise di Nintendo.

Puntando tutto su evidenti elementi di assonanza e al tempo stesso di differenziazione, ma soprattutto sulla costruzione di una propria forte identità.

Sarebbe riduttivo etichettarlo come il “solito” alter-ego dei Pokémon. Il trailer del gioco ha illuminato l’Opening Night Live della Gamescom 2021, conquistando ampi consensi e destando particolare curiosità per via di alcuni profili molto differenti se confrontati con le primissime informazioni risalenti al 2019: colori sgargianti, azioni rapidissime ed effetti suggestivi hanno infatti riempito di contenuto i quattro minuti di presentazione e rilanciato le ambizioni dell’action/open-world di proprietà della sud coreana Pearl Abyss, già salita alla ribalta per il suo Black Desert.

A caccia dei Dokebi

Purtroppo non c’è ancora una data di uscita per DokeV, ma sappiamo quantomeno che arriverà su PC e console e che presenterà evidenti punti di rottura rispetto agli iniziali intendimenti dello stesso sviluppatore asiatico. Che nel 2019 aveva immaginato DokeV come un semplice MMO (l'acronimo di massively multiplayer online). Due anni più tardi, la sorprendente trasformazione in un’avventura single-player, motivata dai ragazzi di Pearl Abyss dalla necessità di rendere il videogioco maggiormente aperto ad un pubblico differenziato, grandi o piccoli che siano. Un progetto, quindi, che non guarda solamente a una ben precisa fascia di videogiocatori, ma punta invece a coinvolgere le famiglie.

Alcuni elementi sono poi ripresi, in effetti, dai Pokémon, ma non interamente ad onor del vero. La meccanica del gioco è infatti improntata sulla "classica" ricerca, cattura e collezione dei Dokebi, dei piccoli mostriciattoli che, secondo la mitologia coreana, impersonano i sogni e le passioni dell’umanità e, di conseguenza, traggono forza dai desideri dell’uomo. Detta in questo modo, appare evidente la stretta affinità con gli altri creature collection games e con i Pokémon in particolare. Ma c’è tuttavia un dettaglio che, più che accumunare DokeV al celebre franchise di Nintendo, sembra invece strizzare l’occhio all’altrettanto celebre Yokai Watch di Level-5: i Dokebi sono infatti esseri invisibili e potranno essere individuati dentro al gioco soltanto da coloro che indossano degli speciali occhiali. Altra differenza rispetto ai Pokémon è determinata dalla mancanza di combattimento a turni.

DokeV tra combattimenti, armi bizzarre e attività collaterali

Una scena del trailer di DokeV

Una scena del trailer di DokeV

Ci sono ancora molti dettagli da chiarire per ciò che riguarda il gameplay. Per effetto delle informazioni riportate dal trailer e dalle piccole "molliche" disseminate abilmente dai ragazzi di Pearl Abyss, sappiamo soltanto che DokeV sarà ambientato in una monumentale città ispirata ai paesaggi al neon delle metropoli coreane; l’utente impersonerà una bambina o un bambino e dovrà muoversi nel contesto circostante per cercare e catturare i Dokebi. I piccoli mostriciattori, peraltro, torneranno di grande aiuto in occasione delle missioni e dei combattimenti contro i boss: si potranno schierare fino a tre Dokebi e utilizzare contemporaneamente un cospicuo arsenale composto da martelli giganti, pistole ad acqua, bombe, aspirapolveri e altri stravaganti e bizzarri oggetti.

Ci si potrà muovere in autonomia nell’ambiente attingendo anche ad alcuni mezzi di trasporto, che faciliteranno l’utente nell’esplorazione del mondo di gioco: skateboard, rollerblade, cavalli e macchinine saranno infatti gli strumenti di riferimento per spostarsi nella mappa. E anche in questo caso appare necessario rimarcare la specialità o particolarità dei mezzi progettati dagli sviluppatori, in un mondo dunque estremamente variegato e denso di sorprese.

Abbiamo finora parlato della ricerca e della cattura dei Dokebi e delle sfide che il videogiocatore dovrà affrontare man mano che si muoverà dentro al gioco. DokeV sarà comunque molto di più. La casa sud coreana ha infatti voluto realizzare un titolo versatile, capace di estendere le proprie potenzialità al di là degli ovvi e naturali confini del combattimento. Che sarà certamente il fulcro centrale dell'esperienza videoludica, ma che potrà tuttavia essere affiancato a tantissime attività secondarie e completamente diverse, come il lancio di aquiloni e delle lanterne, ma anche l’attività di pesca e di nuoto. E chissà quante altre, considerata ancora l'assenza di informazioni ulteriori e aggiuntive rispetto al trailer.

DokeV si dimostra dunque ancor più dinamico dei Pokémon, offrendo all’utente la libertà di potersi muovere e di diversi dentro il gioco attraverso aspetti variegati. Potremmo quindi immaginarlo come un Pokémon in versione 2.0, sia pure con i dovuti distinguo, come abbiamo anche visto a proposito dei Dokebi "fantasmini". Le premesse per conquistare gli appassionati del genere dei creature collection games sembrano esserci tutte e le prime impressioni sembrano davvero positive. Speriamo soltanto di non dover pazientare troppo prima dell’uscita finale.

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