Anteprima eFootball PES 2020: come al solito Konami punta sul gameplay, e non è certo un male

Lorenzo Delli -

eFootball PES 2020 provato – Come ogni anno ci siamo recati negli uffici milanesi di Konami per provare con mano il nuovo capitolo della serie Pro Evolution Soccer. Qualche settimana dopo lo abbiamo riprovato a lungo in occasione dell’annuncio della partnership tra Konami e Juventus F.C. che si è tenuta all’Allianz Stadium di Torino. Un capitolo che, almeno da quanto si intuisce dal suffisso aggiunto dal produttore nipponico, vuole puntare forte sul crescente fenomeno degli eSport. La nostra prova però non ci ha permesso di approfondire questo aspetto. Ci siamo come al solito concentrati sul gameplay, su alcune delle novità introdotte e sulle migliorie grafiche che come ogni anno caratterizzano il nuovo arrivato della grande famiglia di PES. Ecco quindi le nostre prime impressioni a riguardo!

Editore Konami
Sviluppatore PES Productions
Piattaforme PS4, Xbox One, PC
Genere Calcio
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi-giocatore
Lingua Italiano

Aggiornamento18/07/2019

Il 16 luglio in occasione dell’annuncio della partnership tra Konami e Juventus F.C. abbiamo avuto l’opportunità di passare un bel po’ di tempo in compagnia del gioco. Abbiamo di conseguenza aggiornato l’articolo per riflettere le nostre impressioni a riguardo dopo una prova estesa del titolo.

eFootball PES 2020 (che per comodità d’ora in poi chiameremo solo PES 2020) ci accoglie finalmente con un menu nuovo di zecca. Non che quelli degli anni scorsi fossero poco intuitivi, ma per qualche motivo c’è sempre qualcuno che si lamenta, e stavolta Konami ha ascoltato le lamentele. Nel nostro caso però il menu era limitato a sole due modalità di gioco: esibizione classica o co-op e ovviamente, per non farci mancare niente, le abbiamo provate entrambe.

Una volta scelte le squadre (anche in questo caso tra una selezione limitata di club), lo stadio, condizioni climatiche e apportate le opportune modifiche alla formazione siamo accolti dalle solite animazioni pre-partita che evidenziano tutte le potenzialità del Fox Engine di PES. Già in PES 2019 avevamo visto un più che discreto upgrade grafico rispetto agli anni scorsi. Nella versione 2020 non si nota un gap così evidente. Il team di sviluppo ha lavorato maggiormente sui dettagli, migliorando ulteriormente il sistema di illuminazione dinamico basato sul software Enlighten che veramente dà il meglio di sé in ogni occasione. Abbiamo giocato di sera, illuminati dalle luci dello stadio, con il brutto tempo ammirando i riflessi del bagnato della pioggia sui giocatori, di giorno con la luce che filtrava dalle fessure dell’Allianz Arena o dell’Allianz Stadium. Ovviamente non è solo l’illuminazione: come accennato si notano subito un sacco di dettagli, dai volti dei giocatori che grazie alle scansioni 3D sono sempre più realistici, alle pieghe sulle maglie.

A proposito delle scansioni, giocando anche nei panni della squadra PES Legends, composta da alcuni dei più celebri atleti della storia del calcio, si nota tantissimo la differenza tra giocatori virtuali che vengono creati da zero, come appunto le appena citate Leggende, e quelli scansionati. Le animazioni e soprattutto la fedeltà dei volti è su un altro pianeta, come testimoniano anche le scansioni di alcuni giocatori della Juventus che potete osservare qui sopra. Persino la tifoseria è sempre più caratterizzata, con spettatori intenti a scattare foto con gli smartphone e altri piccoli dettagli che strappano un sorriso. L’occhio, si sa, vuole la sua parte, e da questo punto di vista PES 2020 cerca sempre di soddisfare la sua utenza.

Terminata l’animazione e tutte le altre schermate pre-partita vediamo la prima vera novità dell’anno: la nuova visuale di gioco. Come al solito è possibile selezionare un gran numero di visuali, tutte personalizzabili con vari parametri, ma quella di default è diversa da quanto ci aspettavamo. L’inquadratura sembra per certi versi più lontana dal campo di gioco, quasi a darci una visuale più tattica di ciò che accade, e la visuale di gioco si sposta proprio come fosse una vera telecamera puntata sul gioco nel caso l’azione superi la metà campo. Ci vuole un po’ ad abituarsi e i giocatori veterani potrebbero storcere il naso a primo acchito. Anche in questo caso però nulla vi vieta di agire su alcuni parametri ed adattarla alle vostre esigenze.

Ma è come al solito “palla al piede” che ci ricordiamo perché ogni anno a livello di gameplay PES ha quella marcia in più che continua a farcelo apprezzare al pari del suo diretto concorrente. Il ritmo di gioco è sempre lento, ponderato, come se si stesse disputando una partita vera e propria. Ciò che colpisce è la naturalezza di alcuni dei movimenti dei giocatori. Il modo in cui i calciatori affrontano le varie situazioni è appunto naturale, non impostato e perfetto come se dipendesse unicamente dall’input del giocatore.

A seconda della direzione e della forza con cui arriva il pallone possiamo assistere a leggeri tentennamenti dei giocatori, a disequilibri e ad altri piccoli “errori” che aggiungono ulteriore realismo al tutto. Durante i contrasti i giocatori si sbilanciano e si vedono sempre meno compenetrazioni poligonali. Abbiamo assistito a testate tra i calciatori, a contrasti multipli, a incidenti di percorso di vario genere che appunto, come già detto, aggiungono quel pepe in più all’azione che non guasta affatto. I passaggi stessi, che siano classici o filtranti, non sono così automatici come se si trattasse di un gioco arcade. Capita quindi di sbagliare, ma capita anche di assistere a delle vere e proprie acrobazie che dipendono ovviamente dalle caratteristiche del singolo giocatore. Riosservando le varie azioni grazie al classico replay si notano tutte le finezze dei calciatori più esperti, specialmente durante i dribbling.

Sia gli errori che le finezze sono da imputare anche alla collaborazione con Andrés Iniesta, che ha aiutato il team di sviluppo a trasportare in gioco la sua abilità di lettura delle tattiche avversarie e il modo in cui i calciatori dovrebbero approfittare delle opportunità e degli errori commessi dagli atleti dell’altra squadra. Dinamiche che ovviamente si riflettono su entrambi i team in gioco. A tal proposito entra in gioco anche Finesse Dribble, una nuova tecnica che permette durante il dribbling di anticipare i movimenti degli avversari. Anche in questo caso Iniesta ha collaborato allo sviluppo. Si tratta sostanzialmente di una versione migliorata del classico dribbling che si controlla, palla al piede, con la levetta analogica. A seconda del calciatore che utilizzate e dei movimenti che impartite con la levetta, vedrete effettivamente delle finezze a livello di gioco che riflettono ancora di più il gioco reale.

Sono anche piuttosto palesi le differenze tra le squadre che decidete di schierare in campo. All’Allianz Stadium, in occasione dell’annuncio della partnership tra Konami e Juventus F.C., abbiamo avuto modo di spendere svariate ore di gioco con il nuovo PES. Anche solo con le due squadre a disposizione, Juventus F.C. e PES Legends, si notano tantissimo le differenze di strategie e di efficacia palla al piede. Differenze che ovviamente avevamo già notato con la prima sessione di gioco, ma che con questa nuova demo si sono fatte ancora più palesi. Ci hanno poi colpito tantissimo i passaggi filtranti che cambiano drasticamente da giocatore a giocatore. Per portare avanti la palla si rende necessario differenziare tantissimo i passaggi, alternando quelli classici ai già citati filtranti e ai cross.

Riassumendo, così come in PES 2019 si riesce in praticamente ogni azione a notare come ogni giocatore ci metta il corpo, reagendo a quanto succede vicino a sé, mostrando naturalezza nei movimenti. E c’è ancora quell’imprevedibilità che porta il tutto ad essere ancora più realistico e coinvolgente. Se quindi lato grafico forse non si percepisce passi avanti così clamorosi, dal punto di vista delle animazioni è quasi impossibile non notare dei miglioramenti.

Qualche altro dettaglio prima di arrivare a conclusione. Konami non ha citato esplicitamente i portieri, da sempre un tallone d’Achille non tanto di PES quanto in generale dei simulatori calcistici. In ogni caso durante le nostre partite, sia in co-op che in 1 vs. 1, abbiamo assistito a delle discrete uscite, sufficientemente dinamiche da farci credere che la figura dell’ultimo difensore possa risultare più rilevante del previsto. È un po’ presto per trarre conclusioni ma le premesse ci sono. Anche gli arbitri sembrano proporre un’esperienza di gioco bilanciata, nel senso che durante le partite cercano di punire più o meno allo stesso modo CPU o giocatore a seconda delle loro azioni. Quindi sì, ogni tanto la CPU gioca sporco (anche per via dell’imprevedibilità di cui parlavamo prima) e non sempre la passa liscia.

Non c’è molto altro da dire perché di fatto abbiamo provato con mano “solo” partite di stampo classico. Dobbiamo ancora sperimentare le novità della Master League, scoprire tutte le modalità di gioco legate anche agli aggiornamenti settimanali e così via. Sicuramente Konami ha qualche altra freccia al suo arco, ma anche già l’aver annunciato partnership di rilievo quale quella con la Juventus F.C. (che vi ricordiamo non sarà presente in FIFA 20), con il Bayern Monaco, il Manchester, l’Arsenal e ovviamente il Barcellona gioca senza dubbio a suo favore. A tal proposito, proprio queste partnership potrebbero voler significare qualcosa anche dal lato eSport, il che spiegherebbe anche l’aggiunta del suffisso eFootball davanti al titolo del gioco. A quanto pare proprio la Juventus F.C. quest’anno punterà forte sull’eSport, complice anche la sua struttura (l’Allianz Stadium di Torino) che ospita tutto ciò che gravita intorno all’universo Juventus.

Trailer

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