Final Fantasy VII Remake è troppo bello per essere vero | Anteprima

Giuseppe Tripodi -

Mettiamo subito in chiaro una cosa: se pensate che Final Fantasy VII Remake sia la solita operazione nostalgia, vi sbagliate di grosso. D’altra parte, come avrebbe potuto esserlo? Il settimo capitolo della fortunata saga di Square-Enix è un mostro sacro, non solo per gli appassionati, ma per tutto il settore dei videogiochi: per non deludere i fan e non infangare la memoria del capolavoro del 1997 era necessaria un’opera certosina, era doveroso tirare fuori un gioco che non solo fosse bello visivamente e apprezzabile dai nuovi videogiocatori ma anche (e soprattutto!) che avesse un senso per i fan di vecchia data.

E questo Final Fantasy VII Remake un senso sembra averlo, eccome: perché non si tratta di una trasposizione del vecchio titolo per PlayStation, ma di un’esplosione dell’universo narrativo di Final Fantasy VII: è come se finalmente potessimo mettere a fuoco quel meraviglioso mondo pixelato e vedere tutte le infinite sfumature che ci erano sfuggite. Questo Remake, infatti, espande la storia di Final Fantasy VII e ne approfondisce la complessità: dà un contesto e una dignità narrativa a personaggi dimenticati come i poveri Biggs e Wedge, ne introduce di nuovi e rimette insieme i pezzi di tutto il franchise del settimo capitolo, con rimandi agli spin-off come Advent Children o Crisis Core.

IN FFVIIR conosceremo personaggi nuovi, ma torneranno anche vecchie glorie: ad esempio, ma quanto è bello Red XIII?

Per un’impresa di queste dimensioni, è stato necessario sezionare l’opera: quello che verrà rilasciato il 10 aprile, infatti, sarà solo una parte del progetto, incentrato soprattutto sulle vicende legate alla città di Midgar.

Tuttavia, non per questo c’è da temere sulla durata: i creatori del gioco hanno assicurato che quel che verrà rilasciato tra poco più di un mese sarà un gioco completo e complesso, che non avrà nulla da invidiare all’originale per durata di gioco e segreti da scoprire. Come da tradizione ci saranno tanti minigiochi, ma anche parecchie quest secondarie che arricchiranno la narrazione.

E d’altra parte, fidatevi di noi quando vi diciamo che rivivere la storia di Final Fantasy VII  su PS4 è semplicemente pazzesco: la nuova veste grafica è spettacolare e le musiche originali dal maestro Nobuo Uematsu sono la ciliegina sulla torta.

Rivivere le ambientazioni di FFVII con la nuova veste grafica è incredibile

Abbiamo sempre detto che la grafica non fa la bontà di un videogioco: la storia  e i combattimenti di Final Fantasy VII erano fantastici anche quando Cloud era solo un ammasso di pixel, ma vedere le esplosioni dei reattori Mako, camminare nella devastazione di Midgar e ascoltare le persone che urlano impaurite… adesso è tutta un’altra cosa.

Si sente tutto il peso e la responsabilità di essere un eco-terrorista della Avalanche che, sperando di salvare il pianeta, distrugge le città e semina il panico tra i cittadini.

A contribuire a rendere la storia ancora più coinvolgente c’è un ottimo doppiaggio: Barrett ha esattamente la voce che avevamo immaginato da bambini. Peccato solo che alcune volte i sottotitoli italiani non siano stati proprio all’altezza.

Il sistema di combattimento mescola sapientemente azione frenetica e “turni” per la scelta delle azioni

Per questo Final Fantasy VII Remake, un altro grande dubbio dei fan di vecchia data era il sistema di combattimento: ma ormai tempo Final Fantasy non è più strettamente vincolato al classico sistema a turni dei JRPG e anche in questo remake la componente action non dispiace affatto, anzi: muoversi durante il combattimento rende tutto più frenetico ed emozionante e, sotto un qualche punto di vista, perfino strategico: affrontando un gruppo di soldati che vi sparano addosso, potrete approfittare della copertura di un muretto per usare una Pozione.

D’altra parte, rimane anche una componente più strategica e legata al sistema a turni, con la barra ATB che si ricarica col tempo ed è necessaria per usare abilità speciali, lanciare magie o utilizzare oggetti e il tempo che rallenta sensibilmente quando ci troviamo nel menu d’attacco, e  ad esempio stiamo scegliendo quale incantesimo lanciare.

Anche se si controlla direttamente solo un personaggio alla volta (ma è possibile cambiare in qualsiasi momento), l’impressione è comunque quella di avere a disposizione tutta squadra, dato che in qualsiasi momento è possibile impartire comandi anche agli altri due giocatori, magari per lanciare una magia contro i nemici o usare una Coda di Fenice su un alleato senza vita.

Inoltre, i nuovi combatti permettono di dare maggiore dignità alle peculiarità di ogni personaggio: ad esempio Barret, con il suo braccio meccanico può colpire facilmente i nemici volanti, mentre con la sua Buster Sword Cloud dà il meglio di sé nei combattimenti corpo a corpo.

E a proposito di armi ed equipaggiamenti, anche il sistema delle Materie non è stato snaturato e, come nel gioco originale, anche in questo remake permette di assegnare ad ogni personaggio magie, abilità ed evocazioni.

Le Materie sono pietre magiche che si inseriscono in armi ed equipaggiamenti per avere nuove abilità a disposizione

Nonostante i timori, insomma, il sistema di combattimento ci ha sicuramente convinto: mantiene un contatto con la tradizione a turni di Final Fantasy, ma di fatto utilizza meccaniche nuove e ben congeniate, che rendono i combattimenti davvero emozionanti. E se proprio a qualche vecchio nostalgico non dovesse andar giù, è anche possibile scegliere di utilizzare la modalità Classica, fortemente improntata sui turni e molto più simile a quella del vecchio Final Fantasy VII.

Le evocazioni di FFVII Remake sono spettacolari: guardate Carbuncle come salta

Insomma, ormai lo avrete capito: da quel che abbiamo potuto provare, Final Fantasy VII Remake sembra un capolavoro annunciato: era tutto ciò che avremmo voluto da Square Enix: un gioco davvero nuovo e non solo un’inutile operazione nostalgia, un titolo che divertirà i giocatori giovani che si avvicinano per la prima volta alla saga ma che parla anche e soprattutto ai fan di vecchia data che Final Fantasy VII ci sono cresciuti e che, come noi, avranno i brividi quando vedranno il volto amico di una fioraia tra le strade di Midgar.

Sembra davvero tutto troppo bello per essere vero: se le nostre impressioni venissero confermate, il 10 aprile siate pronti ad emozionarvi come quando eravate bambini e, considerando anche i capitoli a venire, il progetto Final Fantasy VII Remake potrebbe continuare a farci sognare per chissà quanti anni.

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  • McMc

    Mah sinceramente a me non è piaciuto (sarò particolare), come sinceramente mi ha fatto abbastanza schifo Final Fantasy XV, non capisco perché fare questo sistema ibrido azione/rpg che crea solo casino, vuoi fare un gioco d’azione va bene, ma così non mi piace…. per il resto si tratta di un ottimo rifacimento da dun punto di vista tecnico

    • Marco Cantini

      Va bene tutti i punti di vista, ma fino a un certo punto… Per non piacerti sto capolavoro significa che non capisci un cazzo… Perlomeno a livello videoludico.