Forspoken è l'esclusiva PS5 in cui nessuno crede

Ma è un'avventura indubbiamente divertentissima!
Forspoken è l'esclusiva PS5 in cui nessuno crede
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Forspoken non ha avuto una vita facile: trailer mal concepiti, rinvii all'ultimo minuto, una versione dimostrativa criticata, aspettative disilluse. Insomma, sembra non mancare nessun ingrediente per un fallimento. E ora che il gioco è disponibile per tutti, in esclusiva temporale su console per PS5 e su PC (con requisiti totalmente fuori di testa), le recensioni parlano di un prodotto tiepido, il classico open world derivativo che ha dalla sua alcuni acuti che non bastano ad elevare l'ultima fatica di Square Enix, che non sta affatto vivendo un periodo facile. Marvel's Avengers ha annunciato la fine del suo supporto, Babylon's Fall ha chiuso poco dopo il lancio dell'anno scorso e questo Forspoken non parte col piede giusto. Eppure, care lettrici e cari lettori, sono convinto che molti tra di voi lo apprezzeranno tantissimo: sempre che vi piaccia il genere d'appartenenza, cioè quello degli open world trasversali eroe-centrici.

Bene, ma quali sono gli open world trasversali eroe-centrici? O meglio, cosa si intende? Mi riferisco in particolar modo a quel tipo di esperienze in cui si vestono i panni di un eroe (o di un'eroina) all'interno di un mondo nel quale ci si muove liberamente usufruendo di abilità di movimento e di distruzione che crescono esponenzialmente nel tempo.

Se agli inizi il personaggio può contare su capacità offensive relativamente ridotte, col passare delle ore si diventa talmente potenti da consumare qualsiasi nemico in un batter d'occhio. È quella sensazione di crescita a stimolare l'interesse e a tenerti incollato, e c'è chi di questa formula è portabandiera, come la serie Crackdown o il dimenticato Prototype. Forspoken va preso col medesimo spirito per poterlo assaporare e gustare al meglio.

Certo, il titolo di Square Enix è anche molto incentrato sulla storia. La narrativa è pure un discreto collante, sempre se la si contestualizza nel genere d'appartenenza. Ho apprezzato l'incipit di questa ragazza, Frey Holland, in una New York dei giorni nostri, costretta a vivere di piccoli furti e stanca della sua vita. Colta in flagrante dalla polizia, la giudice decide di non incarcerarla e di darle un'ultima possibilità. Non vi svelerò il motivo per il quale succede (che mi ha un po' stupito a dirla tutta), ma ad un certo punto si ritroverà in un mondo fantasy completamente avulso dalla quotidianità che lei vive, con draghi, magie, castelli e creature spaventose.

Lì sembra di voler riprendere in mano la sua vita, le torna la voglia di ripartire da zero, di fare qualcosa per non dover "sopravvivere", ma vivere.

Dopo l'introduzione, Forspoken si apre e vi lascia divertire con il suo fantastico sistema di combattimento basato unicamente sulle magie e sul parkour. Frey può muoversi liberamente nell'open world correndo ed evitando ostacoli con la semplice pressione del tasto cerchio, in un flusso che accorcia i tempi morti e vi fa calare dritti nell'azione che, pur essendo confusionaria, regala numerose emozioni. Questo perché vi è una quantità spropositata di magie e ciascuna di esse si suddivide in ulteriori categorie. Per dire, la palla di pietra può essere un macigno, una pioggia di sassi o uno scudo di pietra, a seconda delle vostre esigenze. Gli incantesimi offensivi sono poi accompagnati da quelli di supporto, che si ricaricano nel tempo, fino alle classiche Ultimate, con effetti devastanti.

Tra spade di fuoco, piante e torrette che lavorano per voi, rampicanti, trappole e altre diavolerie, ci si diverte a salire di livello e ad acquisire nuovi poteri, proprio come nei più classici (e riusciti) open world trasversali e cuciti sull'accrescimento del personaggio.

Se si va ad analizzare l'open world più nel dettaglio, emergono quei dubbi sollevati già dal suo annuncio, che lo vedono appunto spoglio, pieno di segnalini pressoché tutti incentrati sull'uccisione di gruppi di nemici e mostri più grandi nemmeno così vari, ma è lì che Forspoken funziona, quando si scatenano le magie. La grafica purtroppo lascia ampiamente a desiderare, con materiali in bassa risoluzione, scenari un po' generici e modelli poligonali della scorsa generazione, il che denota i problemi di sviluppo nei quali è incappato il progetto, eppure è indubbiamente un titolo che piacerà a chi apprezza il genere appena descritto.

Probabilmente avrebbe beneficiato, almeno a livello di percezione del pubblico, di un'uscita su PS Plus Extra (ed in futuro su Xbox Game Pass), perché in effetti i 79,99€ richiesti su PS5 sono uno scoglio enorme per far respirare questa produzione, ma ricordatevi che dalla vostra ci sono sempre le offerte. Teletelo d'occhio dunque, perché non merita il dimenticatoio al quale pare essere destinato.

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