Il nuovo gioco di Robin Hood ruba ai poveri

Gangs Of Sherwood è il nuovo videogioco cooperativo dedicato a Robin Hood. Purtroppo delude le aspettative
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri
Il nuovo gioco di Robin Hood ruba ai poveri

Non so quanto possa stuzzicarvi il palato un videogioco di Robin Hood in versione steampunk, eppure con me ci è riuscito. Lo attendevo con molta curiosità, sia perché la direzione artistica mi affascinava già dai trailer, sia perché Gangs Of Sherwood - questo è il suo titolo - è un videogioco cooperativo online, un genere molto sfortunato, come già vi abbiamo detto in un articolo dedicato al recente SYNCED.

Dunque ho chiamato un amico e gli ho chiesto (l'ho costretto) a passare con me un po' di ore in compagnia di questo titolo edito dall'azienda francese Nacon, che quantomeno può gioire del successo del recente RoboCop: Rogue City. Non vi dirò le parole che il mio amico mi ha detto dopo aver giocato quattro missioni della brevissima campagna principale: è giusto che le tenga tutte per me. Ecco, vi posso dire solo che erano molto volgari.

Il peggior gioco dell’anno?

Ora, sia chiaro: la situazione non è così drammatica come altri titoli in lizza per il premio del peggior videogioco dell'anno, alla stregua di The Lord of the Rings: Gollum o Skull Island: Rise of Kong per intenderci, ma non siamo poi così lontani. Il merito del lieve distacco verso l'alto è nell'impatto grafico: visivamente non è granché, ma il design dei personaggi e l'estetica dei livelli sa regalare qualche soddisfazione. Ogni missione è poi preceduta da filmati che raccontano la storia con dei simpatici burattini molto curati. Insomma, si vede che un po' d'amore c'è, e che qualcuno che credeva nel progetto, quantomeno nel reparto visivo, voleva farsi sentire.

Per i primi minuti, poi, Gangs Of Sherwood sembra essere pure divertente. Alla fine non è altro che un picchiaduro a scorrimento in tre dimensioni, dove non si fa altro che navigare nei livelli e menare qualsiasi cosa sia in grado di muoversi.

È possibile scegliere tra quattro personaggi, ciascuno facente parte dei classici archetipi del fantasy: Robin Hood è l'arciere, il classico combattente a distanza; Fra Tuck può curare e randellare i nemici con il martello; Little John utilizza i suoi pugni per caricare il calore nei suoi gantoni e scatenare super mosse; Lady Marian è la più veloce tra i quattro, e forse anche la più versatile, considerando che può sia attaccare da vicino con il suo stocco, sia lanciare dei coltelli.

Per quanto i personaggi siano ben differenziati di primo acchito, in pratica la scelta non fa alcuna differenza perché il sistema di combattimento è così semplicistico da annoiare fin da subito. I nemici non sono reattivi, si lasciano martoriare come nulla fosse anche ai livelli di difficoltà più alti, che non fanno altro che incrementare drasticamente i danni ricevuti dagli avversari e ridurre quelli inflitti a loro.

Di fatto la noia sopraggiunge perché la schivata è inutile, così come la parata, e non c'è nulla di strategico o divertente nelle mosse speciali. Bisogna solo premere i tasti a caso per sperare che il punteggio salga e che ogni nemico cada al tappeto.

Il disegno dei livelli, tra l'altro, lascia a desiderare. Non propone nulla di diverso dai classici stanzoni pieni di cattivoni, inframezzati da lungi corridoi che chiedono a gran voce di essere riempiti. Certo, alle volte c'è qualche scrigno con dei potenziamenti temporanei e del denaro, ma nulla che davvero vi faccia sentire ricompensati.

Per non parlare poi dei boss, pessimi negli schemi comportamentali, mal bilanciati per il gioco cooperativo quale vuole essere, e ripetitivi in una maniera così palese che personalmente mi hanno strappato un sorriso. Inoltre, come menzionavo, il gioco è davvero breve: in 3/4 ore avrete già completato la campagna, ma l'offerta propone anche delle missioni secondarie con le quali potrete collezionare ulteriori tesori per potenziare gli eroi.

Peccato che il sistema di progressione sia molto striminzito e non permetta grande manovra di modifica delle abilità.

Senza tirarla per le lunghe, Gangs of Sherwood non è un titolo divertente. Potrebbe pure ingannarvi alla prissima missione, facendovi credere che c'è qualcosa oltre quel sistema di combattimento banale e il suo rigidissimo disegno delle mappe, ma purtroppo non c'è assolutamente nulla, se non una buona idea nell'estetica in un progetto dall'esecuzione molto sommaria. Mi dispiace solo aver fatto perdere tempo al mio amico… a cui ho chiesto anche di platinarlo. Sì, perché certi giochi vanno ricordati. Come dite? Perché vanno ricordati? Be', per ricordarci come non si fanno i videogiochi cooperativi.

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