Google Stadia: investimenti folli, giochi cancellati e molto altro nei nuovi report (aggiornamento)

Federica Papagni -

All’inizio del mese Google aveva duramente annunciato la sua decisione di chiudere il suo studio interno Stadia Games & Entertainment, decretando così la fine non solo dei giochi in corso di lavorazione ma più in generale dell’esistenza di giochi first party per il suo servizio. Ovviamente, una notizia di questo genere ha attirato la curiosità di molti nel mondo del Web e con il passare dei giorni si sono accumulati rapporti rilasciati da noti portali che miravano a trovare una spiegazione alla disposizione comunicata da Big G.

Alcuni, come i colleghi di VideoGamesChronicle, Bloomberg e Wired, hanno riconosciuto come probabili cause che hanno provocato una simile circostanza il mancato raggiungimento degli obiettivi in fatto di utenti attivi mensilmente e numero di controller venduti e, inoltre, la consapevolezza da parte degli sviluppatori di offrire al momento del lancio un prodotto che sembrasse in tutto e per tutto una beta.

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Pensandoci, quanto ritenuto dagli addetti ai lavori del servizio di Google ben si va a collegare con quanto effettivamente avvenuto agli inizi della sua esistenza, quando è stato notato che molte delle funzionalità annunciate nel periodo pre-lancio non erano effettivamente presenti in Stadia. A questo dato bisogna inoltre aggiungere l’attuale disparità tra le app al momento esistenti. Una conseguenza a quanto finora scritto potrebbe essere il fulcro dell’altro punto in analisi, vale a dire il mancato raggiungimento del target degli giocatori attivi.

In realtà, Google ha tentato di attirare a sé nuovi utenti firmando importanti accordi con gli editori di giochi di grande successo, così da comporre una libreria succulenta per gli occhi dei videogiocatori, compresi i più scettici. Nel dettaglio, ha pagato decine di milioni di dollari per avviare lo sviluppo di titoli Tripla A e stringendo collaborazioni prestigiose: la migliore in assoluto, per la cronaca, è stata quella relativa a Cyberpunk 2077, il cui acquisto offriva in regalo Google Stadia Premiere gratis con Controller e Chromecast. Nonostante le grosse cifre in ballo e l’impegno, Big G non è riuscita a rientrare nelle spese.

Tra alcuni titoli in lavorazione emergono nomi importanti come quello di Hideo Kojima, creatore della serie di Metal Gear, che, a quanto pare, aveva un horror in lavorazione. Anche Yu Suzuki (padre di OutRun, Virtua Fighter e altri classici Sega) era a lavoro su un titolo esclusivo per Stadia, mentre Francois Pelland (ex Ubisoft) sembrerebbe stesse realizzato un titolo multiplayer. Per il momento questi progetti sono stati bloccati in seguito alla riorganizzazione di Google Stadia: chissà, forse li vedremo su altre piattaforme in altre forme.

Aggiornamento1/03/2021

In merito a quanto dichiarato nel rapporto di VideoGamesChronicle, un rappresentante di Google ha preso parola riferendo a GamesRadar che quanto lì riportato era impreciso e non accurato. A ciò aggiunge inoltre che la notizia riguardante i progetti di sviluppo di videogame di Kojima e Yu Suzuki non sono veri, dal momento che Google non ha mai annunciato niente del genere.

Via: The Verge , 9to5Google , (2)
  • M.

    Non so cosa si aspettassero ma attirare nuovi utenti in una piattaforma del genere richiede tempo. Molti hanno già un pc da gaming o una console, moltissimi non hanno una connessione adeguata (me compreso, aimè). Aggiungiamoci che molti videogiocatori sono molto “conservatori” riguardo la propria piattaforma preferita. Se vogliono investire sul progetto devono tenere in considerazione che ci vorranno anni per convincere gli utenti.

    • Mike

      Sono d’accordo. La piattaforma è tecnicamente eccellente, ma ritagliarsi uno spazio richiederà del tempo. Spero che questa volta Google abbia pazienza e sia disposta ad attendere perché le premesse (tecniche) per sfondare sul mercato ci sono tutte.