Hunedoara è un horror tutto italiano di stampo narrativo da tenere in seria considerazione (foto e video)

Lorenzo Delli

Alla Milan Games Week abbiamo avuto modo di goderci una presentazione a porte chiuse di un gioco tutto italiano, nato da un progetto di un gruppetto di studenti di AIV, l’Accademia Italiana dei Videogiochi, e prodotto da Ignition Publishing, un publisher anch’esso italiano.

Il gioco in questione si chiama Hunedoara, un titolo alquanto particolare che fa riferimento ad una regione della Romania. Come è facile intuire il gioco è ambientato proprio in quella regione, più nello specifico nelle foreste transilvane e nel caratteristico Castello dei Corvino.

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Si tratta di un titolo horror in prima persona di stampo narrativo. Non ci sono quindi combattimenti o altre forme di interazioni derivanti da generi quali Action RPG o simili. Ci si cala nei panni del protagonista, nato proprio a Hunedoara ma da tempo all’estero per completare i suoi studi. Una strana malattia lo riporterà proprio nelle terre della Romania per cercare di capire cosa gli sta succedendo. Solo che nel frattempo le cose a Hunedoara sono sfuggite di mano: al suo arrivo non solo non trova nessuno, ma una strana ed inquietante presenza gli dà la caccia.

Proprio alla Games Week lo abbiamo visto in azione, e vi assicuriamo che le ambientazioni tridimensionali e le atmosfere riprodotte dagli sviluppatori sono di sicuro impatto. Pensate che il Castello dei Corvino è stato riprodotto fedelmente in scala, e anche tutte le ambientazioni virtuali che lo circonderanno sono state studiate e riprodotte con cura certosina. E in tutto ciò non abbiamo ancora fatto cenno ad un altro fattore: nelle viscere del castello emergerà l’eco del mito di Cthulhu. Ci sono quindi collegamenti all’immaginario lovecraftiano!

Il protagonista è doppiato da Oreste Baldini, un veterano del doppiaggio italiano che nella sua carriera ha prestato la sua voce per attori quali Tim Roth, John Malkovich, Edward Norton e Johnny Deep.

L’arrivo di Hunedoara è previsto per fine 2020, inizialmente su PC e, molto probabilmente, anche su alcune console. L’idea è anche quella di dedicarsi, magari dopo il lancio ufficiale, anche alla realtà virtuale. Proprio la visuale in prima persona, le ambientazioni e le atmosfere e le meccaniche di gioco, incentrate appunto più sulla narrazione e sul “mordi e fuggi” (la presenza di cui parlavamo non è affatto amichevole), si presterebbero infatti ad essere giocate con indosso un visore per la realtà virtuale. Terremo sicuramente d’occhio il progetto, nel frattempo ecco un po’ di screenshot e un primo filmato di presentazione.