In Death: Unchained: il rogue-like procedurale sbarca su Oculus Quest (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensivamo la versione PlayStation VR quasi due anni fa. Stiamo parlando di In Death, un rogue-like pensato per la realtà virtuale molto particolare. Nel frattempo il testimone è passato alla software house Superbright che negli ultimi mesi ha dedicato anima e corpo ad un port pensato per Oculus Quest, il visore stand-alone di casa Oculus che tanto abbiamo apprezzato nella nostra recensione. E per l’occasione il gioco cambia anche nome diventando In Death: Unchained, dove l’unchained sta ad indicare l’assenza di catene. Giocare a In Death su Oculus Quest infatti è tutta un’altra storia. Non si ha l’impiccio dei cavi (le catene del titolo) che in un gioco dove scansarsi potrebbe fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta non è poi così banale.

Editore Superbright
Sviluppatore Superbright
Piattaforme Oculus Quest
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese

La struttura di gioco rimane comunque la stessa. A tal proposito vi consigliamo di dare una lettura alla nostra esaustiva recensione del 2018 che risponderà ampiamente a tutte le vostre domande in merito. L’idea è quella di esplorare ambienti tridimensionali generati in modo procedurale cercando di sopravvivere più a lungo possibile. I livelli saranno popolati da nemici di ogni genere, e per difenderci avremo a disposizione un arco, varie tipologie di frecce, uno scudo e i nostri riflessi. Il gioco però punta molto sulla difficoltà. Morire significa perdere tutti i progressi guadagnati! Molto particolare il sistema di movimento che si basa proprio sull’utilizzo dell’arco. Con la pressione di un tasto si usano le frecce di movimento, che ci teletrasportano nel punto in cui cadono. Utili anche in combattimento, visto che potrebbero virtualmente portarci anche sul tetto di un edificio dove bersagliare con tutta calma i nemici. Una sorta di Dark Souls procedurale in soggettiva basato su arco e frecce!

L’Abisso è un luogo ben poco amichevole. D’altronde già il nome dice tutto…

Ma quali sono le novità di questa versione oltre appunto alla possibilità di giocarci su Oculus Quest senza l’impaccio dei fili? Gli sviluppatori hanno aggiunto un livello inedito, l’Abisso, che ovviamente sfrutterà i toni del rosso e alcuni cliché tipici dell’inferno per proporci una sfida tutta nuova. Solo che per arrivarci dovete battere i primi due livelli, e vi assicuriamo che non è affatto facile! Completando circa il 40% del gioco sbloccherete poi un portale per raggiungere L’Abisso direttamente dal Santuario, quello che funge un po’ da hub di gioco.

Per girare senza alcun tipo di problemi su Oculus Quest, gli sviluppatori hanno ridotto la qualità grafica complessiva. In ogni caso l’immersività del gioco ne risente solo fino a un certo punto: sarete troppo occupati a mirare e a sopravvivere per occuparvi della qualità delle texture. Le atmosfere sono ancora lì, idem i nemici mortali e tutti gli extra sparsi per il gioco. Inoltre, forse per alleggerire il carico di lavoro del visore o anche per rendere un po’ più umano il grado di sfida, i gruppi di nemici si sono fatti un po’ meno densi. Al massimo incontrerete gruppi di 4/5 avversari alla volta, più che sufficienti comunque per mettervi in crisi.

Il feedback dei due controller di Oculus Quest per la gestione dell’arco è a dir poco ottima. Peccato che nelle impostazioni non ci sia nulla per cambiare il sistema di movimento che, come già accennato, si basa sullo scagliare frecce specifiche o sullo sfruttare delle schegge che vi permettono di teletrasportarvi di pochi metri. In ogni caso, giocando in piedi e senza l’impaccio dei fili potete sfruttare tutto il vostro corpo per scansare eventuali colpi in arrivo o per pararli con lo scudo.

7.5

Giudizio Finale

In Death: Unchained si conferma un ottimo port dell’originale. Si sacrifica un po’ a livello grafico, ma il gioco risulta ampliato, ben ottimizzato a livello di fluidità e di controlli e anche compensato sul fronte della difficoltà. Virtualmente può fornirvi divertimento infinito, anche se i livelli generati proceduralmente vantano tutto sommato le medesime atmosfere ed elementi di gioco.

PRO CONTRO
  • Esteticamente ben confezionato
  • Atmosfera eccezionale
  • Meccaniche gratificanti
  • Ripetitivo, varietà minima
  • Poche armi
  • Grafica ridotta

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