10 domande ai creatori di Bow to Blood, il “reality show” in VR

Giorgio Palmieri

La realtà virtuale continua a crescere, passo dopo passo, giorno dopo giorno: se da una parte si cerca di contestualizzare e rendere fruibili in VR generi tradizionalmente noti, dall’altra esistono società il cui obiettivo è proprio quello di studiare e confezionare esperienze possibili solo nella realtà virtuale. È il caso di Tribetoy e del loro Bow to Blood, un bizzarro esperimento nel quale i giocatori partecipano ad un reality show a tema aereo.

Tra i punti di forza vi è un algoritmo procedurale in grado di generare rivali con obiettivi, motivazioni e personalità proprie, che cambiano a seconda delle vostre azioni in partita. Incuriositi dal progetto, ci siamo subito messi in contatto con gli sviluppatori, e questo è il risultato del nostro scambio di battute: buona lettura.

SmartWorld – Domanda di rito, per le presentazioni, anche perché spesso noi intervistatori parliamo direttamente del prodotto in sé, senza aprire una parentesi su chi lo ha ideato. Allora, raccontaci chi è Tribetoy. E poi… come mai avete scelto di focalizzarvi sulla realtà virtuale?
Tribetoy – Tribetoy è stata fondata nel 2008 da un gruppo di sviluppatori di videogiochi che pensavano sarebbe stato divertente creare altri videogiochi per conto proprio, dopo l’orario lavorativo. Abbiamo rilasciato Chu’s Dynasty nel 2010, e dopo di lui abbiamo lavorato a titoli di alto profilo per altre società; Shadow of Mordor, Tales from the Borderlands, Fragments per HoloLens e anche lo show televisivo Clone Wars the Animated Series. Con l’avvento della realtà virtuale, abbiamo deciso di lavorare a tempo pieno in Tribetoy, quindi abbiamo lasciato il nostro lavoro per formare un team specializzato di sei persone.

SW – Da quando è stato presentato alla Paris Game Week 2017, Bow to Blood è rimasto un po’ in disparte. Spiegaci cos’è, e perché i videogiocatori dovrebbero acquistarlo a seduta stante.
TT – In Bow to Blood, piloterai una aeronave e gestirai il tuo equipaggio, reindirizzando la potenza della nave nei vari sistemi di bordo, e respingendo i cattivi tramite la tua arma da fuoco, il tutto mentre costruisci e gestisci le relazioni con gli altri partecipanti. Lo scopo è quello di diventare il campione del reality show di cui sei protagonista.

SW – In cosa si differenzia rispetto alle altre produzioni VR?
TT – Crediamo che il nostro gioco sia altamente rigiocabile, e che abbia molta più carne al fuoco rispetto alla maggior parte delle produzioni VR. È un gioco facile da imparare, ma difficile da padroneggiare a causa della sua profondità. Usando i controller PlayStation Move, potrai mirare e sparare con le pistole, e impartire ordini al tuo equipaggio. In più, Bow to Blood è compatibile anche con il semplice DualShock: sfruttiamo i sensori del controller in modo che tu possa usarlo per interagire con i sistemi di bordo, o per attivare i controlli di volo più naturali.

SW – “Procedurale” è un termine che oggigiorno fa un po’ paura, se accostato al mondo videoludico: garantisce sicuramente rigiocabilità, al duro costo di una potenziale ripetitività e poco carisma. Ci spieghi quali sono i punti di forza dell’algoritmo?
TT – Il nostro algoritmo randomizza le varianti dell’offerta contenutistica. Il nostro cast di sfidanti cambia di partita in partita in maniera tale che la gestione delle relazioni sia ogni volta un’esperienza nuova. Saranno generate casualmente anche le zone nelle quali giocherai, insieme agli eventi che popoleranno quelle aree. Come se non bastasse, le zone possono ospitare più eventi collegati tra loro, così da creare combinazioni assolutamente uniche.
I
 contenuti casuali, poi, sono legati al nostro sistema di azioni. Ogni volta che si ha un’interazione con un personaggio qualsiasi, viene applicata un’azione, buona o cattiva che sia: i rivali non solo ricorderanno il vostro comportamento, ma si adatteranno di conseguenza, alterando i loro rapporti con gli altri partecipanti. Dovrai prestare molta attenzione alle relazioni, per evitare di essere eliminato dalla stagione.

SW – Parliamo di contenuti: quante modalità ci saranno? Solo in solitaria? E, soprattutto, ci sarà un sistema di potenziamento permanente come nei roguelike?
TT – Ci siamo concentrati sull’esperienza in solitaria in modo da poter esplorare e spremere il nostro sistema di relazioni con i rivali. Il tuo obiettivo – come già detto – è diventare il campione dell’arena. Per fare ciò è necessario superare la stagione senza essere eliminati. Puoi evitare il “voto” guadagnando abbastanza punti a ogni partita: in caso contrario, è meglio che tu abbia degli amici.
Mentre giochi, puoi ottenere sponsorizzazioni. Guadagnare sponsorizzazioni ti permetterà di iniziare le partite successive con alcuni vantaggi come munizioni extra per armi avanzate, ed essenze che ti offriranno energia aggiuntiva. Comunque sia, a breve pubblicheremo delle informazioni su una funzione social multiplayer!

SW – Anche se potenzialmente infinito, esiste una fine in Bow to Blood? C’è una storia che può essere completata? Se sì, in quante ore?
TT – Una stagione dura circa cinque ore. La storia di cui sarai artefice finirà quando diventerai campione. Dobbiamo ancora vedere qualcuno vincere in un solo tentativo, quindi ci aspettiamo che le persone riprovino più e più volte prima di raggiungere il fatidico obiettivo. Il nostro gioco include anche la possibilità di sbloccare vari trofei che possono essere guadagnati durante le partite. Sarà possibile visualizzarli negli alloggi del capitano.

SW – Avete sfruttato in qualche modo l’hardware di PS4 Pro?
TT – Sì, la risoluzione può contare su un miglioramento: la grafica, infatti, sarà più nitida su PS4 Pro.

SW – Avete trovato particolari difficoltà nello sviluppo? Sappiamo che il lavoro di ottimizzazione, specie su PS4 Standard, non è affatto semplice, in particolar modo per i giochi così grandi e pieni di variabili.
TT –Il rendering a 60 fps per ogni camera (una per ciascun occhio) è stata una sfida. Prevediamo di pubblicare alcuni video “making of” dopo il lancio, nei quali ci immergeremo più approfonditamente nei processi di sviluppo. Una cosa che ci ha aiutato molto durante la creazione di Bow to Blood è stato un tester automatico che abbiamo creato chiamato Flea.
Flea (significa pulce, NdR) era basato sulla nostra IA “sfidante” e ha giocato il gioco 24 ore al giorno, inviandoci segnalazioni di bug: errori incontrati, quali eventi stava affrontando, con quale frequenza ha affrontato ogni evento, ecc… Potrebbe persino essere impostato per giocare in modo specifico. Ad esempio, potremmo costringerlo a fare amicizie per tutta la stagione, oppure potrebbe assumere un comportamento ostile, a nostra completa discrezione.

SW – Lo chiediamo a tutti gli sviluppatori che lavorano sulla realtà virtuale, quindi lo chiederemo anche a voi: cosa ne pensi dello stato attuale dell’industria dei giochi VR? Sta andando nella giusta direzione?
TT – Amiamo la realtà virtuale e pensiamo che decollerà in modo assoluto una volta che tutte le persone avranno la possibilità di provarla!

SW – Forse è troppo presto, forse no: il vostro prossimo progetto dopo Bow to Blood? Sfrutterà la realtà virtuale?
TT – Non abbiamo ancora stabilito i piani per il nostro prossimo progetto, ma al momento pensiamo di sfruttare nuovamente la realtà virtuale.

Bow to Blood arriverà su PSVR il 28 agosto al prezzo di 29,99€, nel solo formato digitale. Il gioco avrà il trofeo di Platino e sarà in lingua inglese, ma gli sviluppatori vorrebbero localizzarlo in futuro.