Diablo 4 sarà profondamente diverso dai suoi predecessori, e non è certo un male

Lorenzo Delli -

Di Action RPG “Diablo-like” ce ne sono decine e decine, e già il fatto che in tanti si siano ispirati a uno dei giochi più importanti e famosi di casa Blizzard la dice lunga. Con Diablo 4, Blizzard deve quasi necessariamente cercare di risultare innovativa, di proporre insomma qualcosa di diverso che sia, allo stesso tempo, rispettoso dei suoi predecessori. Sabato pomeriggio abbiamo partecipato ad una round table in compagnia di John Mueller, direttore artistico di Diablo IV (e già direttore artistico del terzo capitolo), e Joe Shely, capo game designer di questo quarto gioco della saga (già senior game designer di Diablo III). La discussione non si è incentrata molto su quelle che sono le novità della classe Rogue, quella presentata durante la cerimonia di apertura della BlizzCon 2021. Si è più che altro parlato di quello che sarà il mondo di gioco, uno dei protagonisti indiscussi di questa nuova iterazione.

Per chi ancora non lo avesse capito, Diablo 4 sarà un gioco open world. Implementare un mondo aperto, ha dichiarato Mueller, è senza dubbio una notevole sfida, anche perché è la prima volta che Blizzard cerca di realizzarlo in un contesto come quello degli ARPG. Il mondo di Diablo 4 sarà realmente aperto e continuativo, con la possibilità quasi da subito di andare “dall’alto verso il basso” senza grosse limitazioni, se non quelle imposte dalle classiche dinamiche ARPG.

LEGGI ANCHE: Diablo II Resurrected ufficiale: la remastered del capitolo più amato in arrivo già nel 2021

E tale mondo, continua Mueller, non doveva solo essere continuativo, ma doveva allo stesso tempo essere un contenitore convincente di tutti gli elementi di gioco: le città, i villaggi che fungono anche da waypoint, la zona PvP, montagne e tantissimo altro. Shely a questo punto rincara la dose, affermando che si tratta di un “such a big game”: sarà ben più grande di Diablo 3 e avrà tutto quello che avevano i predecessori e ancora di più. Affermazioni importanti, che speriamo trovino conferma all’uscita del gioco.

Tornando all’open world, la coppia di sviluppatori ha descritto varie caratteristiche che lo contraddistinguono. Si è parlato ad esempio delle quest particolari relative ai villaggi (o Camp). Shely ha raccontato lo svolgersi di una di queste missioni: gli abitanti di uno dei tanti villaggi che troveremo si trovano a dover affrontare un problema di cannibalismo. Per risolverlo fanno un patto con un demone, il quale ovviamente approfitta della situazione portandoli ad una condizione anche peggiore della precedente. Da bravi eroi dovremo liberare il villaggio dalla presenza del demone, sbloccandolo appunto come nuovo waypoint e influenzando di conseguenza anche il mondo di gioco.

Si è parlato del modo in cui il giocatore potrà approcciarsi a questo open world. Non è obbligatorio affrontarlo in modo lineare. Ci sarà sì un’introduzione comune, ma poi sarà lasciata libera scelta al giocatore su come affrontare una serie di sfide che poi convergeranno verso l’arco finale con la conseguente fine della campagna. Nulla vi vieta comunque di affrontare missioni in modo assolutamente non lineare o di darsi semplicemente all’esplorazione. Al termine della storyline principale, si potrà continuare a godersi il mondo, per completare ad esempio tutte le side quest, per approfondire i tantissimi elementi della lore di gioco e anche per affrontare i così detti Fields of Hatred. Questa zona del gioco, direttamente influenzata da quel “simpaticone” di Mephisto, ci porrà in competizione con gli altri giocatori.

Non si tratta di un PvP convenzionale, anche se comunque non si tratta di una novità (c’è chi l’ha già paragonata alla Dark Zone di The Division 2). Nei Fields of Hatred avremo a che fare sia con i classici mostri di gioco, sia con gli altri giocatori ovviamente ostili. Una mischia unica insomma, che permetterà di raccogliere delle particolari Shard (shard of hatred) da purificare in appositi altari. E indovinate un po’? Se si muore addio shard! Un’altra valuta sarà rappresentata dalle orecchie degli avversari umani uccisi, un dettaglio piuttosto “gore” che avevamo intravisto nel trailer di presentazione della classe Rogue.

Tornando al mondo di gioco, che per la cronaca è suddiviso in 5 grandi regioni, dopo il lancio verrà ulteriormente arricchito di contenuti inediti grazie alle Stagioni di Gioco. Si è parlato anche di single player e multiplayer in relazione al completamento della campagna. Ci sarà sì la classica modalità co-op per godersi l’open world a fianco di amici, ma la campagna potrà tranquillamente essere completata senza aiuti esterni. Tra l’altro gli stessi sviluppatori consigliano di farsi una prima run esplorativa, da affrontare non per forza a livelli di difficoltà elevata, per godersi la trama ed adattarsi a quelle che sono le dinamiche di gioco. Successivamente poi ci si può dedicare con maggior attenzione a tutto ciò che offre l’open world. Tra l’altro pare che uscendo dai binari della campagna, il gioco offra anche diverse sfide più “hardcore”, talvolta legate anche ad oggetti estetici o più forti del normale. Si è fatto ad esempio cenno ai cavalli, visto che ci saranno appunto le cavalcature per affrontare al meglio la vastità delle ambientazioni. Affrontando determinate quest si potranno sbloccare armature ed altri oggetti estetici dedicati proprio ai cavalli.

Per concludere, i due sviluppatori si sono sbilanciati anche su quella che sarà la durata complessiva della campagna, che non prevede però appunto il soffermarsi più di tanto su attività secondarie. A seconda del giocatore, potrebbero volerci dalle 20 alle 30 ore di gioco per terminare la storyline principale, ma secondo i due membri di casa Blizzard sarà divertente rifarla non solo con classi diverse ma anche affrontando il tutto in un ordine diverso. In ogni caso si è specificato più volte che l’open world sarà pieno zeppo di contenuti di gioco, che non sarà enorme, bellissimo, ma vuoto, tutt’altro. E alla domanda se ci sarà o meno un Cow Level, Mueller ha risposto “Cow Level? Utterly Ridiculous!”. Aspettiamoci quindi un Diablo 4 gigantesco e diverso dai predecessori, sia per storia e contenuti, sia per approccio al mondo di gioco.

Ancora sconosciuta la data di lancio. Considerate che tra l’annuncio di Diablo 3 e il suo lancio passarono quasi 4 anni, e che dall’annuncio di Diablo 4 ne sono passati solo un paio. Tenete anche in considerazione quanto poco pratico sia sviluppare un gioco del genere, più ambizioso dei predecessori, in remote working. Per il momento è stato confermato il suo arrivo su PC, PlayStation 4 e Xbox One, ma siamo sicuri che all’uscita il gioco farà capolino anche sulle console di nuova generazione.