Il Premio Drago D’Oro diventa Italian Video Game Awards: appuntamento per il 14 marzo 2018

Lorenzo Delli

Vi ricordate del Premio Drago D’Oro? Si tratta, anzi, si trattava di un premio dei videogiochi promosso da AESVI, l’associazione che rappresenta il settore videoludico in Italia. Si trattava perché dal 2018 la celebrazione assume un nuovo titolo dal respiro più internazionale: gli Italian Video Game Awards!

La prima edizione degli “Italian Video Game Awards” si terrà il prossimo 14 marzo non più a Roma, bensì a Milano, nella esclusiva cornice del Teatro Vetra. Il nuovo brand, come confermato dalla stessa AESVI, vuole cercare di posizionare l’evento anche al di fuori dei confini nazionali, ma non mancherà un elemento di continuità con la precedente versione dell’iniziativa. L’iconica statuetta del Drago D’Oro rimarrà infatti un simbolo dell’iniziativa nonostante il cambio di nome.

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Anche quest’anno poi non mancheranno ospiti nazionali e internazionali del mondo dei videogiochi ed una giuria rinnovata (la trovate di seguito). Per quanto riguarda le produzioni Made in Italy si stanno già raccogliendo le candidature, valide per i titoli pubblicati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017. Due i premi in palio: Best Italian Game e Best Italian Debut Game. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alla pagina ufficiale dell’iniziativa.

Dopo il biennio guidato da Luca Tremolada de Il Sole 24Ore, il timone passerà per le edizioni 2018 e 2019 al giornalista del Corriere della Sera Federico Cella. I componenti della Giuria che affiancheranno il nuovo Presidente saranno, insieme al Presidente uscente, i giornalisti Jaime D’Alessandro – La Repubblica, Dario Marchetti – RaiNews, Pier Paolo Greco – Multiplayer.it, Francesco Fossetti, Everyeye.it, Stefano Silvestri – Eurogamer.it, Mario Petillo – SpazioGames.it, Lorenzo Fantoni – giornalista e giurato tecnico, Emilio Cozzi – giornalista e giurato tecnico. A completare la squadra ci saranno il conduttore televisivo, radiofonico e blogger Matteo Bordone e il Professore dell’Università degli Studi di Milano Dario Maggiorini.