Mortal Kombat 11 provato: ancora più sangue e divertimento, ma con un occhio di riguardo al genere dei picchiaduro

Lorenzo Delli

Mortal Kombat 11 Provato – Grazie alla beta chiusa destinata agli utenti che lo hanno pre-ordinato, siamo riusciti a provare con mano Mortal Kombat 11, la nuova fatica di casa NetherRealm Studios che si propone come seguito da un punto di vista narrativo del decimo capitolo e anche come portatore di gradite novità. Ma la cosa più importante è che Mortal Kombat rimane un picchiaduro di quelli su cui si può sempre contare, estremamente rispettoso del genere tanto da inserire delle chicche di non poco conto sparsa qua e là. Tutte caratteristiche che, chi ama il genere anche a livello agonistico (o quasi) difficilmente potrà non apprezzare.

Mortal Kombat 11 Gameplay 4K

Il video gameplay è realizzato con spezzoni di gioco catturati su PS4 Pro. Abbiamo scelto clip di gioco nudo e crudo relativi alla modalità Torre che mette in campo tutti i personaggi disponibili nella beta.

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Cominciamo con il lato tecnico. Sembra incredibile ma MK11 è spinto da una versione modificata dell’Unreal Engine 3. Se non ce l’avessero detto non ci avremmo creduto: è un gioia per gli occhi in praticamente ogni frangente, e il modo in cui è riprodotto l’estremo livello di violenza del titolo (c’è bisogno di specificarlo che è PEGI 18?) lascia quasi interdetti (in senso buono). Le Brutality e le Fatality sono sempre all’ordine del giorno, e se ci unite i Fatal Blow in stile X-Ray e le varie personalizzazioni di cui vi parleremo a breve otterrete tanti di quegli effetti speciali durante ogni, singolo match da soddisfare anche il gamer più esigente. Come se non bastasse gli stessi scenari di gioco sono interattivi e permettono tutta una serie di mosse extra che utilizzano proprio oggetti e particolarità presenti in loco. Ma d’altronde NetherRealm Studios ci aveva già abituato bene da questo punto di vista.

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Veniamo alle personalizzazioni. NetherRealm Studios ha svolto un lavoro certosino da questo punto di vista. Le avevamo già viste in Injustice 2, ma qui cambiano completamente. Ogni abito e persino le animazioni di inizio e fine partita e le provocazioni sono cambiabili a piacimento, e non vanno in alcun modo ad influenzare le statistiche del personaggio. Ma c’è di più, il lato estetico non è l’unico modo in cui il giocatore può personalizzare i propri lottatori per spassarsela online. Si possono infatti modificare le tre singole mosse speciali, trasformando di fatto ogni personaggio per creare delle combinazioni uniche. Tali mosse possono essere modificate ulteriormente grazie a degli appositi modificatori legati a loro volta a degli slot aggiuntivi. Ci sono quindi gadget caratterizzati da livelli di rarità variabile che vanno proprio ad influenzare le varie mosse.

Il sistema va studiato con calma ovviamente e va sperimentato nel contesto generale (con tutti i personaggi e, soprattutto, quando i server saranno aperti a tutti). Sta di fatto che ci sarà ancora più strategia di prima e sarà difficile trovare due giocatori con personaggio e mosse completamente uguali. Il problema sarà quindi mantenere il tutto bilanciato, soprattutto vista l’introduzione di nuovi personaggi nel corso del tempo.

Da sottolineare poi la presenza di due barre distinte, una difensiva e l’altra offensiva, collocate in un apposito indicatore in basso a sinistra. L’energia qui presente serve proprio a scatenare le mosse speciali e ad utilizzare determinate mosse difensive. Piccola nota anche per le Fatal Blow: per attivarle è sufficiente premere L2 + R2, ma si potranno utilizzare solo quando la nostra energia scende sotto il 30%. Ovviamente anche gli avversari potranno usarla su di voi, e subirla porta via una discreta percentuale di vita residua.

Come dicevamo, Mortal Kombat 11 riesce ad essere ancora sufficientemente cafone ed appagante rimanendo comunque rispettoso del genere dei picchiaduro. Tutte queste novità finora descritte servono a stuzzicare sempre di più fan e non e farli avvicinare ad un titolo che, oltre all’abilità nuda e cruda, premia anche un minimo di strategia e di studio del personaggio. Pensate che dal menu dei comandi, oltre a poter consultare le singole mosse come ogni picchiaduro che si rispetti, è anche possibile visualizzare i dati fotogramma di ogni mossa: quanti fotogrammi servono per avviarla, quanti ne servono per recuperare, i fotogrammi guadagnati se il colpo va a buon fine e così via. Lo studio dei personaggi diventa quindi più semplice ma comunque estremamente complesso, viste le tantissime mosse presenti per ogni personaggio e visto anche il roster più che abbondante.

A corredo del tutto, oltre alle modalità di gioco classiche, ci sarà anche stavolta una modalità storia che dai primi trailer pubblicati sembra divertente (e incasinata) come non mai. In definitiva Mortal Kombat 11 si dimostra un degno seguito del suo predecessore nonché un degno membro della serie, una serie storica al pari di altri titoli blasonati quali Tekken e Street Fighter.

Bisogna ovviamente capire come le novità introdotte andranno ad influire sull’impalcatura online, sempre più importante per titoli di questo genere, e quanto a lungo riuscirà ad intrattenerci la modalità storia. Quest’ultima però, anche grazie all’alternarsi dei personaggi e all’arrivo di alcuni protagonisti storici della saga che ritornano in grande stile sul campo di battaglia, promette davvero bene.

Screenshot

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