NVIDIA RTX 3070 Ti, la nostra prova: la giusta via di mezzo (foto)

Lorenzo Delli -

Dopo aver provato RTX 3080 Ti, la nuova scheda top di NVIDIA, è il turno della meno potente, ma non certo degna di meno attenzione, NVIDIA GeForce RTX 3070 Ti Founders Edition. Si tratta di una versione potenziata e rivisitata della RTX 3070, una delle schede più appetibili tra quelle lanciate nel 2020.

Il nostro hardware di riferimento, quello su cui abbiamo effettuato tutti gli ultimi test sulle schede NVIDIA, è rimasto il medesimo sin dalla prova della 3070. La base di partenza è un ASUS GS 30 dotato di Intel i7-8700, 16 GB DDR4 a 2.666 MHz, Asus WS C246 PRO. Nel tempo abbiamo sostituito “solo” il sistema di dissipazione del processore e l’alimentatore, visto che quello in dotazione da 700 W non era in grado di alimentare la 3080 Ti per i nostri test. Attualmente stiamo sfruttando un GIGABYTE P850GM da 850W.

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E anche la RTX 3070 Ti richiede un alimentatore più corposo della sua precedente iterazione. I requisiti minimi passano da 700 a 750W, così come il connettore che passa a un 2x PCIe 8-pin (adattatore 1×12-Pin incluso nella confezione della Founders Edition). È proprio la scheda stessa ad essere più grande, quasi quanto la 3080 Ti (giusto un paio di centimetri in meno), sposando di fatto una nuova struttura di dissipazione a maglie strette e un’accoppiata di ventole che stavolta scaricano sia sopra che sotto.

Da sinistra a destra: RTX 3060 Ti, RTX 3070, RTX 3070 Ti e RTX 3080 Ti.

A livello hardware comunque le differenze tra la 3070 e la versione Ti non sono così sostanziali da dover destare troppa preoccupazione nei possessori della prima. Cambia la tecnologia della memoria video, da GDDR6 a GDDR6X, la stessa che trovavamo a bordo delle 3080 e delle 3090. I vantaggi nell’utilizzo di tale memoria ci sono, sia da un punto di vista di energia che di velocità, e in effetti, combinate con le altre migliorie che potete vedere e confrontare nella tabella sottostante, un aumento di performance rispetto alla 3070 si ha.

RTX 3070 RTX 3070 Ti RTX 3080 Ti
Streaming Multiprocessors  46 48 82
CUDA cores 5.888 6.144 10.496
RT cores 46 48 82
Tensor cores 184 192 328
GPU Boost clock 1.725 MHz 1.770 MHz 1.665 MHz
Memoria video 8 GB GDDR6 8 GB GDDR6X 12 GB GDDR6X
Larghezza della banda di memoria 448 GB/s 608 GB/s 912 GB/s
Consumi 220W 290W 350W
Prezzo di listino 519€ 619€ 1.199€

Diamo quindi un’occhiata alle performance in alcuni tra i videogiochi più attuali o tra quelli che stressano maggiormente la scheda video, in modo da farci un’idea dei miglioramenti e in generale di cosa aspettarsi a livello di prestazioni.

Cyberpunk 2077

Iniziamo da uno dei più “pesanti”, da un punto di vista grafico ovviamente. Diciamo che le prestazioni sono in linea con quelle della RTX 3070, anche se stavolta ci siamo spinti fino al 4K con risultati davvero niente male. La 3070 Ti riesce di fatto a reggere Cyberpunk 2077 in 4K con dettagli Ultra, Ray Tracing a livello Folle e DLSS settato su Prestazioni Ultra garantendo FPS medi pari a 56 punti. È insomma sufficiente mettere mano a qualche impostazione grafica per ridurre il carico di lavoro sulla scheda (e la memoria occupata) per giocare più che decentemente a 3.820 x 2.160 pixel.

Control

Control rimane uno tra i nostri titoli preferiti per questo genere di test. Non è solo il Ray Tracing a mettere in “crisi” l’hardware, ma anche tutti gli effetti a schermo e la particolare fisica che permette di manipolare ciò che circonda la protagonista. Le ambientazioni sono particolarmente alterabili, rendendo ogni combattimento un perfetto stress test per le RTX di casa NVIDIA. Detto questo, in QHD, con Ray Tracing al massimo e DLSS ON, dove la 3070 scendeva fino a 60 fps in certi frangenti, la 3070 Ti riesce a mantenersi sempre sopra i 70 punti.

Ovviamente le prestazioni sono situazionali, variando quindi a seconda del punto del Bureau teatro degli eventi in cui ci troviamo. I test comunque sono sempre effettuati nelle solite zone, in modo da vedere le identiche variazioni tra le schede. Non male le performance anche in 4K con DLSS attivo: volendo, disattivando il Ray Tracing, si potrebbe giocare in 4K con un frame rate superiore ai 60 punti.

Call of Duty: Black Ops Cold War

Il nuovo Call of Duty di Activision Blizzard è uno dei pochi che non solo offre effetti Ray Tracing altamente scalabili, ma offre anche la possibilità di sfruttare il DLSS senza per forza avere il RT attivo. Per spremere al massimo la 3070 Ti abbiamo effettuato test solo ed esclusivamente in 4K. Le migliori prestazioni, banalmente, sono state ottenute con tutti i dettagli al massimo (nessuno escluso), con RTX spento e DLSS su Prestazioni Ultra: 130 fps di media. Un risultato ottimo, che potrebbe interessare anche chi gioca a livello competitivo. Giocare in 2K o in 4K può fare la differenza, ed avere prestazioni del genere non può che ingolosire. I test sono stati effettuati nella mappa multigiocatore Miami.

Metro Exodus

Anche Metro Exodus con Ray Tracing attivo è in grado di mettere in crisi anche le più recenti iterazioni delle schede NVIDIA, se non si fa attenzione ai settaggi ovviamente. Anche qui tra l’altro bisogna specificare che le prestazioni del gioco sono altamente variabili, e potrebbero cambiare (anche drasticamente) a seconda della zona in cui vi trovate. Sta di fatto che la scheda se la cava più che decentemente anche in 4K, specialmente con l’ausilio del DLSS. Da notare come con DLSS off, il passaggio da 4K a 2K di fatto raddoppi le performance, un risultato scontato ma matematicamente piuttosto soddisfacente.

Minecraft RTX

Per quanto riguarda la versione RTX di Minecraft, quella disponibile sul Microsoft Store per intenderci, ci siamo concentrati stavolta sul Neon District, uno dei livelli creati proprio da NVIDIA per testare le potenzialità delle schede RTX 20 e 30. Memori dei test effettuati sulla 3080 Ti, stavolta siamo scesi alla risoluzione QHD (2.560 x 1.440) variando di volta in volta la distanza di renderizzazione dei chunk (sezioni composte da basi di 16 x 16 blocchi per 256 blocchi di altezza).

Neon District in tal senso risulta ottimo visto che si tratta di una riproduzione in scala di una città densa di grattacieli. Si nota, come da copione, che le performance calano all’aumentare della distanza di renderizzazione. I risultati ottenuti con 24 chunk non dovrebbero impensierirvi: è la massima distanza che si può impostare, e con scenari del genere la situazione, per schede video anche top, si fa davvero complessa.

Shadow of the Tomb Raider

Una presenza fissa nei nostri test di prestazioni per via dell’ottimo benchmark integrato nel gioco e anche per via della presenza di effetti Ray Tracing, DLSS e altre impostazioni in grado di spremere al massimo le schede video. Nel grafico mettiamo a confronto le prestazioni della 3070 Ti con la 3070, giusto per far vedere l’incremento. Se con il DLSS disattivato non si hanno grandi incrementi di prestazioni, con il DLSS attivo gli fps medi salgono di ben 10 punti. In 4K, con RTX e DLSS attivi, si ottengono in media circa 48 fps, un risultato apprezzabile ma che comunque mostra quanto per giocare in 4K si debba comunque andare incontro a qualche compromesso. I test del grafico sottostante sono stati effettuati in QHD (2.560 x 1.440 pixel), con dettagli Ultra, ombre gestite dal Ray Tracing ed effetti aggiuntivi quali Capelli Dinamici e Occlusione Ambientale di NVIDIA.

Watch Dogs Legion

Per dovere di cronaca, è la prima volta che testiamo Watch Dogs Legion su schede RTX NVIDIA. Si tratta probabilmente del gioco più pesante tra quelli testati, per il semplice motivo che nelle impostazioni grafiche ci sono tantissimi parametri, alcuni in grado di rendere la Londra teatro degli eventi del gioco talmente realistica da rendere talvolta difficile la distinzione tra foto reali e screenshot. Il problema, si fa per dire, è che il carico di lavoro richiesto per sfruttare tutto al massimo è davvero tanto, e con tanto intendiamo che la VRAM a disposizione della RTX 3070 TI non è sufficiente per poter sfruttare tutti i settaggi a disposizione.

Di conseguenza è obbligatorio scendere a compromessi, riducendo ad esempio la qualità del Ray Tracing (qualità media) e andando ad agire su ombre, filtro texture e altre impostazioni. Giocando comunque in 4K con Ray Tracing in qualità media, DLSS su Prestazioni Ultra e con alcuni compromessi a cui abbiamo fatto cenno, si raggiungono in media 72 fps. In QHD di conseguenza si ottengono prestazioni migliori, anche se ci si deve ricordare che calando la risoluzione il DLSS diventa man mano sempre meno efficace.

Il livello di dettaglio e di cura delle ambientazioni supera quello dei singoli personaggi.

Wolfenstein: Younblood

Dulcis in fundo, Wolfenstein: Youngblood, un altro titolo con un ottimo benchmark integrato e opzioni Ray Tracing e DLSS. I risultati ottenuti nel benchmark Lab-X sono interessanti perché vanno a confermare nuovamente come il DLSS aiuti al salire della risoluzione. In QHD e 4K, con RTX ON e scala della risoluzione gestita dal DLSS, i risultati sono praticamente identici. E si parla di una più che dignitosa media di 115 fps, davvero niente male.

Considerazioni finali

La nuova RTX 3070 Ti si comporta in modo più che decente anche con contenuti 4K, offrendo prestazioni anche superiori ai 60 frame al secondo nel caso si utilizzi il DLSS. È pur vero che a livello di frame rate nudo e crudo, i risultati ottenuti sono sì superiori a quelli della RTX 3070, ma non così tanto da spingere gli eventuali possessori della scheda ad un upgrade.

Ci sono diversi fattori da tenere in considerazione poi. A livello di temperature, la 3070 Ti scalda leggermente di più delle sue colleghe: in certi casi si raggiungono anche gli 85°, niente di preoccupante, ma comunque un valore superiore a quello ad esempio della 3080 Ti (che ha un sistema di dissipazione più elaborato), o anche della 3060 Ti che si mantiene di solito intorno ai 70°.  La temperatura comunque, così come altri fattori, dipende anche dal gioco. In Watch Dogs Legion ad esempio, nonostante la pesantezza generale del gioco e la quantità di VRAM utilizzata, le temperature si aggiravano più intorno ai 70°. Come dicevamo in apertura poi, vi servirà un alimentatore da minimo 750W, e i consumi in gioco si assestano intorno ai 280W, in casi limite con Ray Tracing attivo e risoluzione 4K ovviamente.

A costo di risultare ripetitivi poi, c’è da ricordarsi che le schede RTX danno accesso anche a strumenti aggiuntivi quali NVIDIA Broadcast, per la gestione della webcam e dell’audio del PC, e i driver NVIDIA Studio per ottimizzare le prestazioni di app volte alla creatività quali Adobe Lightroom (anche Classic), OBS Studio e altre. Detto questo, le prestazioni saranno sicuramente inferiori a quelle viste sulla RTX 3080 Ti la settimana scorsa, ma stiamo parlando di una scheda che, da prezzo di listino, costa quasi 600€ meno. Di fatto, tra quelle lanciate tra il Q4 del 2020 e il Q2 del 2021, la nuova NVIDIA GeForce RTX 3070 Ti è sicuramente tra quelle più appetibili, diventando di fatto la giusta via di mezzo fra le proposte disponibili.

Il prezzo di listino della 3070 Ti Founders Edition ammonta a 619€, 100€ in più della 3070 classica. La disponibilità è data a partire da domani 10 giugno 2021, anche se purtroppo in Italia acquistare le edizioni Founders è piuttosto difficile. I vari produttori hanno comunque già annunciato le varianti con sistemi di dissipazione proprietari (talvolta anche più complessi). Sono già state mostrate in occasione dell’ufficialità della scheda, ma è comunque probabile che il loro arrivo sul mercato sia previsto per le prossime settimane e non nell’immediato.

Foto RTX 3070 Ti