PlayStation 4 sta entrando nella fase finale del suo ciclo vitale, ma esattamente, cosa significa?

Lorenzo Delli -

Poche ore fa, in un meeting a Tokyo, il CEO e Presidente di Sony Kenichiro Yoshida e il CEO e Presidente di Sony Interactive Entertainment John Kodera hanno fatto il punto della situazione sull’ecosistema PlayStation dedicandosi a quelle che saranno le strategie dei tre prossimi anni fiscali, ovvero da qui fino al 31 marzo 2021.

Ciò che emerge da questo meeting sembrerebbe essere solo la frase che trovate anche nel titolo di questo articolo pronunciata da Kodera, ovvero “PS4 sta entrando nella fase finale del suo ciclo vitale“, una serie di parole che possono essere facilmente mal interpretate. Con la fase finale del ciclo vitale si intende, tra le altre cose, un calo fisiologico delle vendite della console. PlayStation 4 ha raggiunto quota 79 milioni di unità spedite (entrando tra l’altro nella top ten delle console più vendute di sempre), e Sony si aspetta quest’anno di spedirne altre 16 milioni, 3 in meno dell’anno precedente. Vuole quindi dire che il lancio di PS5 è vicino? Sì e no.

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Le strategie per i prossimi 3 anni previste da Sony al momento non nominano esplicitamente il lancio di una nuova console, quanto più il consolidamento dei servizi attualmente disponibili. Spieghiamoci meglio. L’obiettivo è quello di concentrarsi sugli utilizzatori attuali di PlayStation 4, e non quindi tanto sulla vendita di nuove console. I piani attuali prevedono l’espansione di PlayStation Network, che tra l’altro conta già 34,2 milioni di iscritti, cercando di aumentare il coinvolgimento dell’utenza migliorando servizi aggiuntivi quali PlayStation Now, PlayStation Vue, PlayStation Music e PlayStation VR. A proposito di quest’ultima, Sony è conscia che il mercato della realtà virtuale non sta crescendo come previsto, e proverà in qualche modo a concentrarsi maggiormente anche su questo settore.

Un altro dei punti focali della strategia di Sony per i prossimi anni è focalizzarsi sulle proprietà intellettuali, ovvero le esclusive PlayStation, creandone di nuove ed utilizzando quelle esistenti per consolidare ancora di più utenza e vendite software. Pensate che solo nel precedente anno fiscale sono state vendute 246,9 milioni di unità software, di cui il 32% in formato digitale. Nonostante la frase di Kodera quindi, la strategia di Sony non è da interpretare con un semplicistico “lanciamo una nuova console e ci dimentichiamo di PS4”, quanto più “ci siamo finora concentrati sulla vendita di hardware, adesso è il momento di concentrarsi su chi ha investito nel nostro hardware”.

Non è nemmeno da escludere l’arrivo di PlayStation 5 nell’arco di un paio di anni. Tra il lancio di PlayStation 3 e quello di PlayStation 4 passarono circa 7 anni, possiamo quindi aspettarci l’arrivo di PS5 a novembre 2020. Se comunque voleste approfondire ulteriormente, a questo link trovate un documento riepilogativo del meeting di Sony, mentre sulle pagine di DualShock trovate alcune delle slide mostrate durante il meeting.