PS5: nuovi brevetti confermano retrocompatibilità con PS4, PS3, PS2 e con la primissima PlayStation

Lorenzo Delli

È già da tempo che in relazione a PS5 si parla di retrocompatibilità. Un po’ per via delle mosse di Microsoft in materia, e un po’ perché è una feature molto richiesta dagli utenti. Non è però la prima volta che si parla di retrocompatibilità avanzata, e se state seguendo le vicende relative a PlayStation 5 anche qui su SmartWorld potrebbe non esservi sfuggito l’articolo che parlava proprio della possibilità di rigiocare anche ai titoli di tutte le precedenti iterazioni di PlayStation.

L’argomento è comunque venuto nuovamente fuori nelle passate settimane del mese di febbraio e addirittura anche ieri visto un recente brevetto registrato proprio da Sony in Giappone che va ad affiancarsi al precedente di cui vi abbiamo già fatto cenno. Tra gli autori della tecnologia di cui vi parliamo c’è niente meno che Mark Cerny, il responsabile dell’architettura di PlayStation 4 nonché volto piuttosto noto di Sony, già presente tra i responsabili del precedente brevetto.

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La tecnologia del precedente brevetto permetterebbe alla CPU di PlayStation 5 di “interpretare l’unità centrale delle precedenti console“. Il problema principale riguarderebbe la velocità delle CPU attuali e di conseguenza eventuali errori di sincronizzazione fra tale CPU e la simulazione delle precedenti console. Con tale tecnologia, PS5 sarebbe in grado di imitare in tutto e per tutto le precedenti console, eliminando qualsiasi tipo di errore. Il processore sarebbe in grado di riconoscere l’applicazione che si sta cercando di far girare iniziando di conseguenza a comportarsi come la CPU della macchina su cui girava originariamente.

Il brevetto di ieri invece fa riferimento al tema “Simulation of legacy bus operation for backward compatibility“. In soldoni, considerato che in informatica quando si parla di “bus” si fa riferimento al sistema di comunicazione tra due differenti componenti elettronici, si sta parlando di una tecnologia che vada ad aiutare l’interfaccia di bus della futura PS5 quando si cerca di riprodurre un contenuto di una generazione precedente di console, correggendone anche le performance. I brevetti sono quindi piccoli, si fa per dire, mattoncini di una tecnologia che nel complesso permetterà quanto anticipato all’inizio, ovvero di riprodurre contenuti di PS4, PS3, PS2 e addirittura della primissima PlayStation. Potete dare una sbirciata qui ai brevetti, ma ovviamente non si tratta di un documento di facile lettura (e non solo per via del fatto che è scritto in giapponese).

Via: MultiplayerFonte: GearNuke , J-Platpat , Resetera