PUBG rivela alcuni dati sulle loot box: è l’inizio di una maggiore trasparenza?

Giorgio Palmieri

Dopo lo “scandalo” iniziato da Star Wars Battlefront II riguardo all’invadenza delle micro-transazioni nei prodotti tripla A, sembra che i produttori stiano correndo ai ripari, cercando di mettere una pezza su progetti presenti e futuri.

Proprio PlayerUnknown’s Battlegrounds pare voler mantenere una certa trasparenza nei riguardi dei giocatori: infatti, nelle ultime ore, il team di sviluppo ha rivelato le percentuali di uscita di alcuni oggetti dalle cosiddette loot box, i forzieri al cui interno si trovano le ricompense del gioco.

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Come suggeriscono le recenti note dell’ultimissimo aggiornamento, la probabilità di ottenere gli articoli più rari, volendo usare un eufemismo, è a dir poco bassa:

  • Aviator Goggles : 0.03%
  • Sleeveless Biker Jacket (Brown) : 0.01%
  • Sleeveless Biker Jacket (Black) : 0.01%
  • Cloth Mask (Checkered) : 0.01%

Una maschera di stoffa a quadretti (di quelle che al mercato di paese difficilmente superano i cinque euro, a voler esagerare NdR) può spuntare una volta su 10.000. Se a ciò aggiungiamo che l’acquisto delle loot box di PUBG è limitato a sei forzieri per settimana, capirete che dovrete avere molta più fortuna di quella che disponete attualmente.

Parliamo pur sempre di oggetti estetici, che non vanno dunque ad intaccare il bilanciamento della formula, ma c’è anche da ammettere che l’ottenimento dei cosmetici fa comunque parte dell’alchimia di PUBG: che ne pensate? Questa mossa spingerà anche le altre case produttrici a svelare le percentuali che si celano dietro le loot box?

Via: Polygon