Non sottovalutate A Plague Tale: Innocence (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione A Plague Tale: Innocence – Molti anni fa non esistevano medicine o vaccini, e un’influenza poteva ammazzare. Ora, immaginate le conseguenze che ebbe un fenomeno disastroso come la peste. A Plague Tale: Innocence ce le mostra: ecco la nostra recensione.

Editore Focus Home Interactive
Sviluppatore Asobo Studio
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Avventura
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 49,99€

Video Recensione A Plague Tale: Innocence

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Peste ti colga

A Plague Tale: Innocence è una vicenda d’amore fraterno, un viaggio nei meandri dell’orrore, una fuga dalle truppe dell’Inquisizione, mentre la peste divora la Francia pezzo dopo pezzo. È la storia di Amicia e del suo fratellino Hugo, condensata in un videogioco d’avventura incentrato più che altro sulla trama e sulle emozioni. La formula ludica si spacca letteralmente a metà: da una parte abbiamo l’approccio silenzioso che muta col passare delle ore, e dall’altra una sequela di interazioni ed enigmi ambientali semplici e guidati.

La furtività è l’unico modo per superare i soldati, quantomeno nelle fasi iniziali: basta lanciare o colpire oggetti rumorosi per distrarre i nemici. Si tratta di un modo di dipingere il genere stealth abbastanza elementare, caratterizzato da un’intelligenza artificiale robotica che reagisce in maniera prevedibile agli stimoli del giocatore. Con l’incedere dell’escursione, però, Amicia potrà attingere da un bacino di colpi speciali per la sua fionda, tramite i quali l’esperienza si trasforma in un qualcosa più votata all’azione che al silenzio, perché sarà più facile uccidere le milizie che evitarle. Vi è poi un sistema di reagenti a base alchemica, sparsi per i livelli, con cui è possibile realizzare munizioni e potenziamenti per l’arma da lancio, ma è talmente timido da ricoprire un ruolo secondario.

Predominanti invece sono le sezioni ricolme di topi, nelle quali, per farsi strada, bisognerà munirsi di fonti luminose. Il tutto ruota attorno alla lettura dell’ambiente per carpirne la soluzione, magari creando un percorso adatto o utilizzando torce, fiaccole o qualsiasi oggetto sia capace di sprigionare della luce per allontanare gli sciami di ratti, che uccidono qualsiasi cosa capiti a tiro, nemici compresi. In ogni caso, A Plague Tale: Innocence rimane sempre fedele alla linearità tipica del titoli basati sulla trama, senza lasciare molto spazio alla sperimentazione. Per dire, c’è spesso solo un modo per superare le situazioni di gioco, tramite uno stile classico, essenziale e un po’ vecchio, ma funzionale all’economia della produzione, oltre che ben cucito e più vario del previsto.

La narrazione infatti non rallenta mai il ritmo ed è un continuo inanellarsi di contesti costruiti egregiamente, impressionanti nel comunicare il ribrezzo della peste. Grazie a questo alternarsi di furtività e interazioni ambientali, che si spartiscono tra di loro elementi di giocabilità, la conduzione è sempre viva per tutta la durata del viaggio, che si dipana lungo dodici ore circa, alle quali ne vanno aggiunte un paio nel caso in cui voleste raccogliere tutti i collezionabili, i quali contribuiscono alla stesura del quadro della trama.

Il percorso di maturazione della giocabilità dunque è ben fatto, è coerente, riesce a fare da collante ad una narrazione fatta di dialoghi, scene d’intermezzo e soprattutto sequenze di gioco che raccontano il degrado senza l’ausilio della parola, illustrano la morte e il macabro in una maniera molto, molto potente. La palette di colori si affievolisce con l’aumentare della violenza e contamina ambientazioni disegnate in maniera sopraffina, con grande competenza. I personaggi ben caratterizzati, la scrittura verosimile, l’utilizzo oculato dell’illuminazione, l’equilibrio della conduzione, il fantastico doppiaggio in inglese dall’accento francese che sa di genuino, in pratica c’è tutta una serie di fattori che trasudano un amore viscerale nell’ideazione e nella creazione di questa avventura, che pecca sostanzialmente in due elementi.

La prima grana la si individua, come appunto già detto, nella giocabilità, che a conti fatti risulta semplice sia nella struttura che nella difficoltà (il livello di sfida è unico). Il terrore di essere pedinati da guerrieri armati fino ai denti è solo pressante nei primi vagiti dell’esperienza, per poi disperdersi. Un cambio di rotta che aiuta il gioco a non stagnare nelle sue idee, ma che avrebbe beneficiato di una gradualità leggermente più calcolata. L’altro problema emerge nelle animazioni e nell’espressività dei volti, perché entrambe non sono sempre al passo con i tempi. Vige un po’ di legnosità che cerca di nascondersi dietro l’eccellente direzione artistica, capace di utilizzare anche la musica, o meglio, il violino come ottimo strumento d’atmosfera, in una delle rappresentazioni medievali più belle e coinvolgenti del panorama videoludico.

9.0

Giudizio Finale

Recensione A Plague Tale: Innocence – Giudizio Finale – Non saranno delle animazioni non sempre eccelse e la semplicità delle meccaniche di gioco a fermare la magnifica escursione del titolo di Asobo Studio, una fiaba oscura, coerente con se stessa, che incanta. A Plague Tale: Innocence è un videogioco moderno che attinge dal passato, dalla costruzione scenica monumentale e dal grande cuore. Vivetelo in silenzio, da soli, sorseggiatelo, contemplatelo. Non ve ne pentirete.

PRO CONTRO
  • Atmosfera straordinaria, emozionante
  • Eccellente costruzione narrativa e scenica
  • Ritmo serrato e mai stagnante
  • Meccaniche ben cucite attorno alla struttura…
  • … che non brillano né per complessità né per sfida
  • Animazioni ed espressività dei volti talvolta legnose

Trailer

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