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Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion è… Finntastico? (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion – Che ora è? È l’ora di Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion (si legge Encairidion, NdR), il quale giungerà sugli scaffali dei negozi in un afoso giovedì d’estate, il 19 luglio per l’esattezza. La serie animata non ha certo bisogno di grandi presentazioni, quindi smettete di fare quello che state facendo, qualunque cosa essa sia, e godetevi la nostra recensione di questo nuovo tie-in.

Editore Bandai Namco, Outright Games
Sviluppatore Climax Studios
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows, Nintendo Switch
Genere Gioco di ruolo, avventura
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 39,99€

Video Recensione Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Tra le api e le farfalle

Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion potrebbe essere tranquillamente catalogato come RPG, ma con ogni probabilità la sezione surrogato-di-gioco-di-ruolo-a-turni – appena coniata da noi, in questo preciso istante – gli calzerebbe a pennello. Del resto, la struttura ruolistica è stata snellita a tal punto da aver perso molti dei punti che la caratterizzano, per appagare le esigenze di un pubblico giovane e meno ferrato in materia. E non c’è nulla di male, perché può essere un buon punto di partenza nella conoscenza del videogioco di ruolo, per poi eventualmente puntare a qualcosa di più complesso, a prescindere che piaccia o meno il mondo di Adventure Time.

La premessa narrativa è tanto semplice quanto intrigante: un bel giorno, di punto in bianco, La Terra di Ooo si ritrova completamente sommersa. Manco a dirlo, spetta ovviamente a Finn e Jake scoprire cosa è successo, saltellando di isola in isola nella speranza di beccare qualche indizio con il metodo più efficace e temibile di sempre: gli interrogatori. L.A. Noire ha fatto scuola in tal senso, ma ne i Pirati dell’Enchiridion non troverete nemmeno una minima traccia della complessità della produzione firmata Team Bondi.

Nel dettaglio, una ruota di comportamenti, che va dall’aggressivo al pacifico, sia per Jake che per Finn, sarà l’unico mezzo interattivo durante queste fasi. L’obiettivo è quello di utilizzare il modo più “congruo” alla situazione, andando sul morbido con chi magari mostra debolezza, e scegliendo l’approccio pesante per quelli meno propensi al compromesso. Insomma, si tratta di interrogatori binari, nei quali sbagliare è assai difficile, visto che i due protagonisti si confronteranno prima della scelta, anticipandovi la mossa da fare senza troppi veli. L’avevamo detto che è un gioco per giovanissimi, sì?

Parlando di interazione, di giocabilità vera e propria, ci si muove lungo livelli dalla lieve verticalità, dove è possibile saltare senza paura di cadere, visto che non comporta nessuna penalità sostanziale. Distruggere gli elementi dello scenario, invece, porta il giocatore a guadagnare monete e altri oggetti da usare fuori o dentro le battaglie, le quali si avviano in automatico non appena sfiorerete un nemico. Queste si svolgono a turni, come nel più classico dei classici di un tempo.

L’unica particolarità degna di nota risiede nella gestione dell’energia magica, che, anziché essere una riserva personale, è condivisa tra tutti i membri del gruppo. Per il resto, ogni eroe dispone della dotazione standard di azioni, tra attacco veloce, difesa, oggetti, fuga e una serie di abilità attive. I combattimenti risultano mediamente impegnativi, specie nella prima metà dell’avventura, almeno nell’ottica di una produzione molto leggera quale è.

I nemici riescono a curarsi tra di loro, si difendono vicendevolmente con scudi e potenziamenti vari, e scappano dalla battaglia quando le cose si mettono male. Niente che non si sia già visto in giro, sia chiaro, ma vedere un’intelligenza artificiale così reattiva in un’esperienza del genere fa senz’altro piacere. Peccato che, procedendo nell’escursione tra i mari, ci si potenzia alla velocità della luce, tanto è vero che la difficoltà subirà ben presto una battuta d’arresto.

Infatti, l’intero sviluppo del personaggio è legato esclusivamente alla classica operazione di accumulo d’esperienza, accompagnata da un uso intelligente delle monete, tramite cui è possibile incrementare le statistiche e la potenza delle abilità di ciascun beniamino fino ad un certo limite, oltre il quale dovrete salire di livello. Di conseguenza, non c’è nemmeno l’ombra di equipaggiamento in senso stretto, eccetto i tanti oggetti consumabili con cui alterare lo stato degli avversari, o garantire bonus ai vostri beniamini.

La personalizzazione quindi è pari a zero, così come la profondità, davvero ridotta all’osso, considerando che vi sono quattro personaggi e solo tre abilità per ciascuno, utilizzabili però sotto tre diverse intensità, insieme ad una super e una capacità difensiva. La parte migliore dell’esperienza, tuttavia, emerge nel poter esplorare la Terra di Ooo liberamente, navigando in alto mare tra le varie isole: purtroppo il mondo di gioco appare piccolo e limitato, con un numero esiguo di posti visitabili.

Non a caso, per completare i Pirati dell’Enchiridion al cento per cento, esplorando ogni anfratto e sbloccando tutto lo sbloccabile, trofeo di Platino compreso, abbiamo impiegato massimo otto ore totali, un po’ pochine per un gioco di ruolo a turni. È anche vero che l’esperienza sfoggia un ritmo ben cadenzato, regolato a dovere tra flebili puzzle ambientali, battaglie contro nemici e boss, e sequenze animate coadiuvate dal doppiaggio originale in inglese. Si sente però il bisogno di qualche contenuto in più, in particolar modo di missioni secondarie più elaborate.

Non possiamo spendere nemmeno troppe parole lusinghiere per la storia, la quale, francamente, ci è sembrata debole. L’intreccio si basa su questioni che con la vicenda principale non hanno collegamenti concreti, al di là del solito, abusato scambio di favori. Il tutto poi si risolverà con un escamotage frettoloso il cui sviluppo è rimandato ad un seguito che chissà se ci sarà mai.

Stiamo pur sempre parlando di uno show alimentato dall’universo fantasy, rivisto in chiave un po’ parodistica e volutamente esagerata, ma si poteva azzardare qualcosa in più nel coinvolgimento narrativo, e meno nei cliché. Almeno i siparietti comici fanno il loro dovere, strappando spesso un sorriso, con personaggi capaci di trasmettere tanta gioia anche solo sentendoli parlare, eppure buona parte del merito di ciò va agli autori originali della serie.

Ultimo punto dolente è il comparto grafico (su PS4 Pro), non tanto nello stile, che ricalca pedissequamente quello dello show animato, con grande rispetto per il materiale d’appartenenza, quanto nell’aspetto tecnico. Di fatti, le animazioni lasciano un pelino a desiderare, in special modo nelle scene d’intermezzo, e la mole poligonale, senza voler esagerare, ricorda titoli di generazioni passate. Anche la pulizia dell’immagine e la fluidità fanno storcere il naso: una produzione sorretta da una veste grafica così semplice poteva puntare ai sessanta fotogrammi al secondo, invece che dormire sui trenta con persino qualche scatto saltuario.

Detto in parole povere, lo spirito del cartone è lì, ma il videogioco non riesce sempre a catturarne la stessa vivacità estetica. Perlomeno i motivetti musicali sono catchy quanto basta, sebbene difficilmente vi rimarranno in testa. Chiudiamo segnalando dei problemi di traduzione sparsi qua e là, riscontrati durante la nostra fase di test, uniti a diverse ingenuità tecniche, molte delle quali già risolte con la prima patch.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion – Giudizio Finale – Divertente, celebrativo, appagante e dritto al punto, ma anche piatto, superficiale e breve, Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion si colloca tra le belle avventure leggere, a prescindere che siate o meno amanti della serie animata. Consigliato al piccolo di famiglia di turno, e anche a chi volesse affacciarsi per la prima volta sull’universo dei videogiochi di ruolo a turni.

PRO CONTRO
  • Lo stile cattura l’opera originale…
  • Ricetta semplice, ma ben calibrata
  • Piacevole dall’inizio alla fine
  • ma tecnicamente è obsoleto
  • Tutto sommato troppo breve
  • Storia debole

Recensione Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion – Trailer

Recensione Adventure Time: i Pirati dell’Enchiridion – Screenshot