7.5

Agents of Mayhem – I buoni fanno più casino dei cattivi (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Agents of Mayhem – Ogni tanto prendersela contro qualcosa fa bene. Fa bene all’anima, fa bene ai nervi. Guarda caso, proprio Agents of Mayhem svolge egregiamente tale compito: l’ultima fatica di Volition e Deep Silver è un gioco d’azione in cui si fa sempre la stessa cosa, ancora e ancora, alla stregua di un anti-stress. Scopritelo nella nostra recensione.

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Editore Deep Silver
Sviluppatore Volition
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Agents of Mayhem

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella video-recensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Il caos è una scala

In Agents of Mayhem si impersona una squadra di super agenti, facenti parte dell’organizzazione Mayhem, per sventare la minaccia di Legion, un’associazione criminale, capitanata dal malvagio Morningstar, il cui unico scopo è quello di conquistare il mondo.

Nel caso in cui non vi fosse chiaro, sì, la trama è un gargantuesco cliché: non è una cosa che il gioco nasconde, perché non solo lo fa apposta, ma sa quali tasti toccare per divertire, senza scadere nell’esagerazione di un Saints Row. I filmati d’intermezzo sono dei piccoli cartoni animati spassosi, quasi a se stanti, visto che spesso raccontano le motivazioni per le quali un determinato super agente è entrato a far parte della Mayhem.

Proprio i personaggi rivestono la parte centrale dell’intera esperienza: sia chiaro, sono degli stereotipi, eppure possono contare su una forte riconoscibilità, perché ciascuno vanta un carattere, delle armi e delle abilità uniche. Si parte con una rosa di tre eroi, intercambiabili al volo senza alcun tipo di limitazione, per poi sbloccarne di nuovi col procedere dell’avventura. Se ne potranno sempre tenere un massimo di tre in gruppo, ma sarà possibile cambiare la formazione alla base, così da creare la sinergia ideale secondo lo stile personale.

Come recita lo slogan del gioco, tutto è lecito per sconfiggere Legion. Potreste, nel mentre, investire pedoni e rompere qualche palo di troppo: ciononostante, nulla vi sarà detto. L’avventura infatti si svolge in una Seoul completamente esplorabile come nei più comuni titoli a mondo aperto, attraversabile a piedi o in auto, disseminata di missioni, collezionabili e avamposti da catturare per ottenere benefici e risorse. Queste possono essere impiegate per potenziare i propri beniamini in ogni singola sfaccettatura, proprio come ogni titolo moderno che si rispetti.

La personalizzazione è ampissima e abbraccia le abilità, i punti esperienza, i costumi (di qualità deludente a dirla tutta) e molto altro. È bene informarvi, inoltre, che qualsiasi cosa facciate, Agents of Mayhem vi ricompenserà in qualche modo. La qualità di queste ricompense non sempre soddisfa a pieno: se da una parte lo sviluppo presenta tante capacità perlopiù passive, dall’altra sembra di avere a che fare con un’equazione nella quale è possibile modificare le variabili, senza però poter vivere riscontri tangibili sul campo. Si gioca quindi più sulle percentuali e sui numeri che sulla diversificazione delle abilità, che, tutto sommato, non fanno impazzire in termini di inventiva.

In ogni caso, Agents of Mayhem fa di tutto pur di mettere il giocatore nel nucleo della scena, tanto da farlo sentire il protagonista di un film d’azione, a prescindere dal tipo di personaggio che si sta interpretando. Tutti i vari eroi dispongono di una lodevole competenza nel spiccare enormi balzi, di scattare, o comunque di muoversi a velocità sostenuta.

Il risultato è quindi un gameplay molto dinamico e che esalta, in un’ottica che lo fa assomigliare molto ad un gioco di ruolo d’azione, nel quale la ripetizione di certe fasi permette ai numeri di salire, e di potenziare il team di agenti. Le sparatorie trasmettono un buon feeling, attraverso delle armi accattivanti e dei nemici dal comportamento simile, spesso erogati in grande quantità. Ridurli in mille pezzi è un piacere, una sensazione che rimane totalmente intatta fino a quando non verrà a galla la più grossa delle limitazioni di questo Agents of Mayhem, ovvero la monotonia nel design delle missioni.

Non importa che sia un compito principale, secondario, o uno per reclutare un nuovo agente, perché il gioco si svolge sempre nello stesso modo: vai in un punto, fai piazza pulita, manometti i terminali, fai di nuovo piazza pulita. C’è chi questa struttura se la farà bastare, ma la varietà sembra essersi persa per strada, una via sulla quale speravamo di trovare la creatività di una casa senza freni come Volition. I personaggi secondari e la storia narrata tra i dialoghi effettuati in radio è bizzarra al punto giusto, un espediente trascurato che poteva essere adoperato per costruire missioni più variegate.

Avremmo chiuso un occhio se ci fosse stata una modalità multigiocatore cooperativa, ma purtroppo non così: la parte online è relegata ad una manciata di contratti giornalieri da completare insieme, però in sessioni diverse, della serie “uccidete 1000 nemici con colpi alla testa” o giù di lì.

Sul fronte tecnico, almeno su PS4 Pro, dove, appunto, sono avvenuti nostri test, Agents of Mayhem cerca di raggiungere i sessanta fotogrammi al secondo, sebbene invero riesca solo a sfiorarli, con un esito talvolta altalenante. La resa grafica comunque è più che piacevole, i personaggi in particolare spiccano in quanto a carisma, mentre la città non ha da dire granché, e i quartieri non brillano nei dettagli. L’audio fa il suo mestiere, specie negli effetti sonori e nel doppiaggio, solo in inglese ma di buona qualità.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Agents of Mayhem Giudizio Finale – Il nostro contatore delle ore passate in compagnia di Agents of Mayhem conta un numero spropositato, e non ci siamo ancora stancati. Di roba da fare ce n’è a bizzeffe, e il lavoro di Volition non fa altro che appagare quella fetta di videogiocatori amanti delle cosiddette avventure trasversali a mondo aperto (qualcuno ha detto Sunset Overdrive?). Il problema è che il ritmo viene pervaso dalla ripetitività fin da subito, e da un design delle missioni assolutamente non all’altezza delle potenzialità delle dinamiche e dello spirito del gioco. Peccato, peccato davvero: ciononostante, se vi piace il genere, recuperatelo prima o poi, nella speranza che un eventuale secondo capitolo possa farlo crescere.

PRO CONTRO
  • Sparatorie dinamiche ed esaltanti
  • Tanti personaggi, ciascuno con le sue peculiarità
  • Pieno zeppo di roba da fare
  • Dialoghi ignoranti e spassosi al punto giusto
  • Sviluppo sfaccettato ma pregno di troppe abilità poco incisive
  • Design delle missioni a dir poco monotono
  • Dov’è la cooperativa?

Recensione Agents of Mayhem – Trailer

Recensione Agents of Mayhem – Screenshot