6.5

Animal Force – I gattini salveranno il mondo (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Animal Force – Sono passati due anni dall’annuncio del Project China Hero, attraverso cui Sony Interactive Entertainment Shanghai si impegnava a individuare e supportare la creazione di nuovi titoli PlayStation realizzati da sviluppatori cinesi. Sorprendentemente, oltre 400 progetti furono presentati durante il periodo di registrazione, ma solo dieci hanno varcato il cuore del colosso dell’elettronica: tra questi spicca Animal Force, un’esclusiva per PlayStation VR. Ecco la nostra recensione.

Editore SIEE
Sviluppatore Internet Stars VR
Piattaforme PSVR
Genere Azione, strategia, party game
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore (locale)
Lingua Italiano (testi)
Prezzo e acquisto 14,99€

Chiamate Nyan


Un’invasione aliena sta catturando gli esseri umani uno dopo l’altro, e l’unica speranza risiede in una squadra di animali dotati di super poteri inimmaginabili. A volte il destino sa essere proprio strano, non è così?

Animal Force è una sorta di action tower defense, o almeno così piace chiamarsi. Si gioca esclusivamente con un PlayStation Move in mano, che diventerà un razzo nell’ambiente virtuale, e si lievita a mo’ di divinità sulla superficie terrestre in quella che il gioco chiama modalità campagna. Da qui, è possibile scegliere il livello da affrontare: basta piazzare il Move nel rispettivo fascio di luce per iniziare la missione, che avviene nella medesima area, da cui però non potrete spostarvi.

Lo scopo è quello di piazzare gli animali nello spazio a 360°, in maniera tale che possano attaccare automaticamente, e quindi sconfiggere i nemici senza essere toccati. Proprio le entità malvagie, delle astronavi aliene di vario genere, si muovono lungo una traiettoria, alla cui fine li farà teletrasportare su un’altra corsia, con un umano al carico, momento nel quale dovrete fare di tutto per fermarli: se i cattivi riescono a portarsi via dieci persone, la partita termina.

L’aspetto strategico, se così vogliamo apostrofarlo, vige in tre elementi: nel piazzamento, nel movimento e nelle tipologie delle bestioline. Come anticipavamo, gli animali possono essere posizionati nel cielo senza alcun limite, purché siano lontani dal percorso avversario, visto che i simpatici eroi vengono distrutti al solo contatto col nemico. Il movimento aiuta in tal senso, proprio perché il giocatore può “toccare” gli animaletti per ancorarli al Move: così facendo, è possibile riposizionare le unità, o persino comporre una torre da tenere sempre a portata di mano, da spostare all’occorrenza muovendo il braccio nell’area, come se steste impugnando una bacchetta.

Molto importanti sono poi le varianti di animali: se ne acquisiscono di nuove semplicemente avanzando nell’avventura, e spaziano dai panda capaci di infliggere danno, a rinoceronti che rallentano nemici, uccelli capaci di evocare scudi protettivi e non solo, con alcune tipologie che sapranno stupirvi. Stessa cosa vale per i nemici: c’è chi si limita a terminare il proprio percorso senza batter ciglio, e c’è chi invece spara verso gli animali, li carica improvvisamente, e dunque spingono l’utente ad adattarsi di conseguenza.

In missione, tuttavia, si possono portare un massimo di tre varianti di creaturine. Durante la partita, vi saranno fornite le unità casualmente dal trittico scelto sconfiggendo i nemici, e sarà sufficiente sfiorare le bestioline per attivarle. Non si può superare un certo numero di creature in campo (circa dodici): dopo aver raggiunto quella cifra, i mostri, alla loro sconfitta, offriranno delle stelle, con le quali potenziare permanentemente sia le stesse unità, che determinati servizi, come il numero totale di animali impilabili nella torre del PlayStation Move.

L’offerta contenutistica dunque vanta una trentina di livelli, alternati a boss che movimentano l’azione, anche se il nucleo fondante rimane sempre quello relativo al posizionamento degli animali rispetto al nemico. L’esperienza è piacevole e dinamica, sicuramente originale rispetto a ciò che offre il catalogo VR, e fa un discreto uso della realtà virtuale anche nelle regole di gameplay, ma la varietà non è il suo forte. Le trovate per alterare i livelli sono poco creative, e si riducono più che altro a fastidiosi ostacoli che compaiono nell’area di gioco.

Purtroppo la visuale limitata, in accoppiata alla freneticità del ritmo, rendono Animal Force talvolta troppo confusionario, specie nei livelli più avanzati. Badare ai mostri, e alla posizione delle bestioline amichevoli in relazione alla distanza dei nemici, tutto ciò su più direzioni, non è il massimo della comodità, e ritrovarsi nel caos più totale non è affatto cosa rara. I controlli non si dimostrano sempre all’altezza della situazione, poiché dover “toccare” con il Move un preciso animaletto anziché un altro risulta molto più facile a dirsi che a farsi, soprattutto quando l’azione si fa più complessa.

Il pacchetto non esaurisce gli assi nella manica nella campagna e, anzi, propone tre modalità multigiocatore in locale ben distinte, che cambiano radicalmente il gioco: a onor del vero, sembra di essere dinanzi ad un titolo del tutto differente rispetto alla parte in solitaria. Si tratta di un tipo di intrattenimento riconducibile al ben noto PlayRoom VR, nel quale un utente dotato di visore ne dovrà sfidare altri tre, i quali giocheranno su TV e con un Dualshock in mano.

Nella prima modalità, Ruba la Statua, il giocatore VR dovrà eliminare i partecipanti sparandogli contro da diversi punti statici, mentre questi avranno il compito di rubare le statue, spingendole verso le uscite, e cercando di nascondersi dalla linea di tiro nemica; in Trova l’Intruso, i tre utenti con il controller dovranno mischiarsi tra i personaggi non giocanti simulando i loro movimenti, mentre il giocatore dotato di PSVR sarà chiamato a distinguere i pupazzi umani da quelli guidati dall’intelligenza artificiale; l’ultima invece si chiama Dividi e Conga, ed è l’unica sfida incentrata su un testa a testa, uno contro contro, che vede il giocatore che non indossa PSVR impegnato a generare una fila di dieci omini per poi guidarli nel razzo di salvataggio, mentre l’altro, armato di visore, dovrà impedire che ciò accada scaraventando umani contro la fila, cercando di allinearne 3 dello stesso tipo per farli sparire. Queste modalità sociali sono a dir poco semplicistiche e, sebbene si sviluppino anche su mappe diverse, le abbiamo trovate di sicuro gradevoli, ma non particolarmente entusiasmanti. Insomma, un buon contentino, particolarmente apprezzato da chi ama riunirsi sotto un unico tetto per provare nuove tipologie di videogioco, ma il divertimento difficilmente supererà una manciata di minuti a serata.

D’altro canto, la resa visiva è deliziosa, coadiuvata da tinte innocenti che contribuiscono a rendere l’estetica molto dolce. Non si può certo parlare di immersione con l’ambiente, anche perché la profondità non è ben resa, eppure la grafica dona una dimensione rilassante al quadro, in controtendenza alle produzioni in VR, spesso frenetiche o orrorifiche. Decente il reparto audio, nonostante sia un po’ ripetitivo nei motivetti musicali e negli effetti sonori.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Animal Force – Giudizio Finale – Da una parte action tower defense, dall’altra gioco di società, Animal Force non riesce a brillare né in un lato né nell’altro, sebbene la campagna sia la portata principale, nonché la più interessante. Difficile additargli una forte identità, ma non è altrettanto complicato divertirsi in sua compagnia senza troppe pretese.

PRO CONTRO
  • Strategia dinamica dal sapore unico…
  • Stile piacevole, rilassante
  • Multigiocatore locale semplicistico, ma l’aggiunta è apprezzabile
  • … ma l’aspetto tattico è sacrificato a causa dei controlli
  • La giocabilità si fa presto troppo caotica
  • Non particolarmente vario

Recensione Animal Force – Trailer

Recensione Animal Force – Screenshot