5.5

Anyone’s Diary “parla” di depressione. Ma come? (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Anyone’s Diary – Sulla depressione ci sentiamo di aprire così, senza giri di parole, con una segnalazione sul bellissimo video realizzato tempo fa da Alessandro Masala (Breaking Italy), un’analisi lucida che non solo sensibilizza sul tema, ma aiuta anche chi ne soffre. E se un videogioco provasse a dipingere la depressione col pennello della realtà virtuale? Ecco la nostra recensione di Anyone’s Diary, verso il quale proviamo sensazioni contrastanti.

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Editore Sony Interactive Entertainment España
Sviluppatore World Domination Project
Piattaforme PSVR
Genere Gioco di piattaforme, rompicapo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 12,99€

Paura di un’ombra

L’interattività viene spesso dimenticata nei videogiochi narrativi, ma Anyone’s Diary cerca di coniugare gameplay ed emozioni in un binomio a metà strada tra rompicapo e platform guidato. Non è un’applicazione nuova, eppure riesce a distinguersi nel sempre più affolato panorama dei prodotti per la realtà virtuale, anche perché la storia è raccontata senza l’utilizzo delle parole.

Lo si può gustare attraverso Dualshock o coppia di PlayStation Move, e quest’ultima ci è sembrata la soluzione migliore in termini di comodità. A prescindere dal metodo di controllo scelto, vestirete comunque i panni di una figura stilizzata, persa nelle vicende del suo stesso diario, diviso praticamente in tre capitoli, o meglio, in tre livelli, nel forbito linguaggio videoludico.

La visuale sposa la terza persona laterale, il movimento è bidirezionale, il salto pure, e lo scorrimento è nelle mani del giocatore, che potrà trascinare e riposizionare sia il livello che alcuni elementi dello scenario. Peccato sia impossibile ruotare la telecamera: un’opzione che avrebbe migliorato la leggibilità del videogioco, in virtù del fatto che la telecamera si compenetra nei modelli quando questi sono posti in primo piano. In più, non riusciamo a spiegarci perché gli sviluppatori abbiano scelto di impostare il medesimo tasto sia per l’interazione con il mondo, sia per il riposizionamento del livello, causando un po’ di confusione durante la risoluzione dei puzzle.

D’altra parte, la grafica è pulita e sfoggia una direzione artistica di tutto rispetto: l’intera struttura sembra fatta di carta, in un curioso stile tridimensionale che strizza l’occhio agli origami. Le texture ricalcano il cel-shading, senza abusare con lo spessore dei contorni, e immerge in un contesto malinconico indescrivibile a parole. Dalle note di piano in sottofondo, all’ambiente che cerca di illustrare con leggerezza la situazione psicologia del protagonista, tutto è praticamente al posto giusto, almeno nei primi vagiti dell’esperienza. Poi, solo poi, incespica sui suoi stessi passi.

Anzitutto, Anyone’s Diary è un titolo lineare, che si muove su un binario rigidissimo, tanto è vero che l’impalcatura non contempla approcci diversi dall’unico ipotizzato dagli sviluppatori. Questo significa che una minuscola manovra non prevista dal team, che sia un salto di troppo o un percorso leggermente diverso, potrebbe destabilizzare il codice, facendovi incastrare in una piattaforma, o riportandovi in vita nel vuoto a seguito di una caduta. Grane a cui un aggiornamento potrebbe porre rimedio, sebbene la quantità di difetti sia inspiegabilmente considerevole, nonostante le dimensioni minute del progetto.

Siamo davanti ad un viaggio che termina al più in un’oretta, alla quale segue una biforcazione nelle battute finali, dove il titolo cerca di dare un significato allegorico che non ci è affatto dispiaciuto. Peccato che, se si va ad analizzare la sostanza, ci si ritrova dinanzi ad un’avventura non solo breve, ma anche povera di idee: fondamentalmente, vi sono solo due tipologie di puzzle, ed entrambe sfociano nel classico posizionamento di strutture per preparare un percorso agevole al piccolo alter ego virtuale. Oltre alla classicità che stupisce solo per l’estetica, abbiamo persino del riciclo, visto che gli enigmi vengono riproposti più volte in una versione più goffa nel corso della piccola escursione. Data l’eccessiva brevità, avremmo preferito se la storia fosse stata dipinta con rompicapo e situazioni sempre diverse, capaci di lasciare il segno, proprio come aveva fatto nelle battute iniziali.

Ciò detto, la rappresentazione visiva della depressione, pur cadendo nello stereotipo del mostro da affrontare, è di grande impatto, senza mai raggiungere chissà quali meriti. La musica invece tende ad appiattirsi con l’avvicinarsi della fine, mentre l’effettistica sonora è quasi del tutto assente, eccetto i passi del protagonista e qualcos’altro in più.

5.5

Giudizio Finale

Recensione Anyone’s Diary  Giudizio Finale – Vorremmo più progetti come Anyone’s Diary, quantomeno nelle intenzioni, ma vorremmo anche che fossero curati e capaci di lanciare un messaggio senza frustrare il giocatore. Al di là dei bachi nel codice, che verranno presumibilmente riparati in futuro, c’è un’avventura piccolissima grintosa nell’estetica, ma poco interessante nella fruizione.

PRO CONTRO
  • Artisticamente notevole
  • Un paio di trovate intelligenti
  • Brevissimo, con situazioni riciclate
  • Varie problematiche nel codice

Trailer

Screenshot