7.0

Apex Construct – Finalmente un’avventura! (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Apex Construct – Ve ne sarete senz’altro accorti, ma i giochi d’avventura per la realtà virtuale si possono contare sulle dita di una mano. Ed è un controsenso, una situazione paradossale, considerando che la VR è nata proprio per farci esplorare nuovi mondi. Guarda caso, ci ha pensato il team indipendente Fast Travel Games a costruirne uno, il primo del 2018, almeno su PSVR: ecco la nostra recensione di Apex Construct.

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Editore Fast Travel Games
Sviluppatore Fast Travel Games
Piattaforme PSVR | Oculus Rift, HTC Vive (20 marzo)
Genere Avventura, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Apex Construct

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco provenienti da PSVR su PS4 Pro.

Onora Padre e Madre

Impersonare l’ultimo essere umano sulla faccia della terra non è proprio la migliore delle premesse, ma il mondo di Apex Construct è ormai perduto, in cui natura e tecnologia convivono nel silenzio e nella contemplazione, e dove due intelligenze artificiali combattono per decidere la sorte di questo universo.

La prima, denominata Padre (nome in codice Fathr), sembra essere più vicina al nostro solitario protagonista, mentre l’altra, Madre (o Mothr), pare essere la causa di tutti i mali. La storia fa un uso moderato della narrativa ambientale, con documenti brevi, talvolta nascosti e nella sola lingua inglese, che vanno a delineare i connotati di un classico mondo post-apocalittico, il quale, tuttavia, si crogiola in un’estetica dolce, nonostante la completa estinzione della vita organica.

L’avventura si divide sostanzialmente in due parti: passerete più della metà del tempo ad esplorare le ambientazioni, e, soprattutto, a risolvere piccoli enigmi. Questi vengono contestualizzati nella realtà virtuale, con risultati non sempre comodi, ma di sicuro riescono a coinvolgere: da terminali in cui bisognerà improvvisarsi aspiranti hacker, schiacciando materialmente le lettere sulla tastiera, a rompicapo dove sarà necessario scovare interruttori e recuperare tessere di sicurezza, in puzzle mai troppo complicati.

L’altra metà del viaggio è condensata in combattimenti che fanno da collante tra le varie fasi esplorative. Il giocatore può fare affidamento su un arco, uno scudo e una serie di tipologie di frecce speciali per eliminare i nemici, delle entità robotiche. Alla loro morte, lasciano cadere dei globi luminosi, attraverso i quali si potrà sia migliorare le proprie abilità, che acquistare lattine curative di dimensione variabile e granate esplosive: ogni volta che si viene sconfitti in battaglia, tutti i punti guadagnati e non conservati alla base saranno azzerati. L’inventario invece è ben strutturato, sebbene sia piccolo: in ogni caso, poter conservare gli oggetti nell’apposita sezione, e, allo stesso tempo, vederne una miniatura, risulta piuttosto comodo.

Per quanto riguarda i controlli, Apex Construct esige due PlayStation Move, ma lascia il giocatore libero di gestirsi come vuole, dalla scelta di poter giocare seduti o in piedi, all’opzione per implementare il movimento libero, che lascerà comunque attivo quello a teletrasporti. Anche la rotazione può essere personalizzata, insieme alla presenza o meno dell’effetto di vignettatura per ammortizzare la chinetosi.

La durata invece si attesta sulle quattro, massimo cinque ore circa, un tempo nel quale, purtroppo, l’avventura non sempre riesce a reggersi in piedi come dovrebbe. Se la prima parte rapisce per la sua coesione sapientemente ritmata tra azione ed esplorazione, la seconda cade nel riciclo di situazioni, in una struttura piana, con un finale assolutamente non all’altezza: le tipologie di nemici sono pochissime, e le missioni si svolgono sempre negli stessi luoghi, tanto-ché il gioco abusa un po’ troppo del cosiddetto backtracking, costringendovi spesso a ritornare in zone già visitate per aprire nuove porte.

La presenza di un quartier generale è gradita, tramite cui è possibile rigiocare qualsiasi livello senza vincoli, in maniera tale da potenziare la (minuta) dotazione dell’eroe prima di ributtarsi nella mischia.

D’altro canto, dal punto di vista grafico Apex Construct si difende egregiamente: l’ambientazione ricorda i tratti di quella dell’acclamatissimo Horizon: Zero Dawn, ma assume una direzione più personale, dipinta con texture molto più vicine ad un cartone animato. Il risultato convince, sia visivamente che tecnicamente, dato che la resa, almeno su PS4 Pro, non è affatto annebbiata, al netto di qualche scalettatura sopportabile e di più di un paio di pop-up improvvisi.

Ciò che lascia a desiderare è la gestione delle collisioni, insieme alla pulizia del codice, non proprio rifinita, ma la versione su cui abbiamo messo le mani era priva della patch D1 promessa dagli sviluppatori, che dovrebbe migliorare l’impalcatura. Comunque sia, incastrarsi in un punto non è cosa rara, specie quando si utilizza il movimento libero, ma il problema coinvolge anche gli oggetti. In particolare, quando si cerca di avvicinare la testa su un qualsiasi elemento, il gioco interpreterà l’azione come un voler uscire dal campo visivo, resettando la visuale in automatico e spingendoci via dall’oggetto in questione. Un sistema fastidioso, che speriamo venga limato il prima possibile.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Apex Construct  Giudizio Finale – Apex Construct è un discreto gioco d’avventura sulla realtà virtuale che purtroppo si perde in un evidente riciclo di situazioni. Ciò nonostante, il genere ha futuro e questo titolo lo dimostra, tra alti e bassi.

PRO CONTRO
  • Prima parte ben ritmata…
  • Direzione artistica piacevole, in una grafica tutto sommato ben fatta
  • Buon lavoro svolto sui controlli
  • … mentre la seconda ricicla contenuti
  • Gestione delle collisioni da rivedere
  • Qualche bug di troppo

Recensione Apex Construct – Trailer

Recensione Apex Construct – Screenshot