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Aragami: Shadow Edition – Non sbattere il mignolo (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Aragami: Shadow Edition – Mentre passeggiate, bevete un caffè o leggete un nostro articolo, il catalogo dei videogiochi di tutto il mondo si riempie continuamente. Capita quindi che qualcosa possa sfuggirvi nel marasma delle nuove uscite, specie se quel qualcosa fa parte dell’industria indipendente, proprio come Aragami.

Uscito nel 2016 su PC e PlayStation 4, il titolo di Lince Works giunge una seconda volta sul mercato digitale sotto lo pseudonimo di Aragami: Shadow Edition, una versione completa al cui interno troviamo sia l’avventura originale che Nightfall, una nuova espansione la cui storia ha luogo prima degli eventi di Aragami. L’edizione, peraltro, segna il debutto del gioco anche su Xbox One. Ecco la nostra recensione.

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Editore Lince Works
Sviluppatore Lince Works
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Azione furtiva
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore (online)
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 24,99€ (digitale)

Quando l’oscurità è amica


Partiamo dalle basi, per non lasciare nessuno indietro. Impersonerete Aragami, uno spirito dell’Ombra evocato da Yamiko, una ragazza imprigionata nella città di Kyuryu, rasa al suolo e messa in ginocchio dal clan Kaiho per ragioni sconosciute. La storia è accessoria e spruzza amatorialità nella messa in scena, ma quantomeno si lascia seguire con piacere e non è mai ingombrante.

Lo scopo sarà dunque quello di infiltrarsi nella fortezza, in un gameplay che contempla solo e soltanto l’approccio furtivo. Non vi è altra strategia palpabile oltre a quella silenziosa e possibilmente pulita, perché i nemici di Aragami dispongono del potere logorante della Luce: ciò significa che un sol colpo vi metterà fuori gioco indipendentemente dal livello di difficoltà scelto (dei tre disponibili), e dovrete ricominciare dal punto di controllo più vicino.

La dotazione dello spirito vendicativo, nonché abile ninja e vostro alter ego virtuale, prevede una katana, con la quale assassinare i cattivoni, e una serie di tecniche speciali, che attingono a piene mani da altri titoli del medesimo filone, puntando però ad una precisa formula. Le Abilità di Aragami infatti possono essere effettuate solamente quando il rispettivo indicatore dell’Essenza è pieno, il quale si ricarica solo quando ci si posiziona nelle parti buie delle ambientazioni, e che, al contrario, decresce ogni volta che il giocatore si espone alla luce.

Di conseguenza, bisogna nascondersi costantemente nell’ombra, non solo per evitare di incrociare lo sguardo con i nemici, ma soprattutto per tenere alta la barra che consente di eseguire le cosiddette Abilità di Aragami, come il Balzo dell’Ombra ad esempio, o una pozza oscura tramite cui generare una porzione di oscurità sulla quale teletrasportarsi. Proprio il teletrasporto è afflitto da una gestione del puntatore non sempre convincente, che talvolta non riesce a piazzarsi come da richiesta, causando spostamenti indesiderati: un difetto che può essere edulcorato con l’abitudine.

L’avventura si dipana lungo livelli con un inizio e una fine, missioni vere e proprie delimitate da barriere e compiti ben precisi, circoscritti solitamente alla raccolta di oggetti o al raggiungimento di un determinato punto illesi. Tuttavia, sparse nei posti più astrusi, spiccano le pergamene, oggetti preziosi che incrementano i punti abilità da spendere in un piccolo albero di talenti, da cui è possibile imparare sia nuove capacità dell’ombra, che tecniche offensive e difensive, a uso limitato, le quali andranno ricaricate in appositi santuari disseminati nei livelli.

Spuntano kunai per abbattere nemici dalla distanza, trappole che risucchiano i malcapitati al loro interno e qualcos’altro in più. Il focus centrale rimane sempre e comunque la katana, e in particolare le uccisioni alle spalle, perché non vi è la possibilità di concatenare combo come nei classici giochi d’azione: nel caso in cui un avversario dovesse scoprirvi, fareste bene a scappare a gambe levate, prima di causare più danni di quelli già fatti.

Tutta questa cattiveria viene condensata in livelli che si fanno via via sempre più complessi con il passare delle circa sette ore dell’avventura principale, ma purtroppo le situazioni generate si somigliano abbastanza l’una con l’altra. Le tipologie di nemici sono poche, le strategie per abbatterli pure, e, in linea di massima, dal punto di vista strutturale, Aragami si culla nella semplicità senza mai cambiare le carte in tavola, rintanato in un gameplay reiterativo, seppur non privo di gratificazioni.

A mettere una pezza su questa inevitabile pecca, emerge l’opzione per poter affrontare l’intera avventura con un compagno, purtroppo esclusivamente online, anche attraverso l’ausilio del matchmaking. L’azione si fa ancor più ragionata in cooperativa, raddoppiando di fatto il divertimento e donando una dimensione tutta nuova al prodotto. È senz’altro molto stimolante puntare al punteggio massimo, evitando di allertare le guardie, o magari di far scattare l’allarme.

Per quanto riguarda l’espansione Nightfall, sebbene sia possibile affrontarla da soli, si nota l’evidente volontà di improntare l’espansione del tutto sulla cooperativa. Non a caso, i protagonisti questa volta sono due, gli assassini dell’Ombra Hyo e Shinobu, impegnati nella ricerca del misterioso Alchimista lungo quattro, nuovi livelli, studiati primariamente per chi ha già completato il viaggio principale: le mappe sono più complesse già dall’inizio, sulle quali potrete dar sfogo ad una serie di quattro abilità inedite, sbloccate sin da subito e non troppo diverse da quanto sperimentato in compagnia di Aragami. Abbiamo apprezzato però la varietà estetica delle ambientazioni di questo DLC, ma si tratta in buona sostanza di un’estensione breve, che non migliora l’esperienza originale, ma certamente ne espande i contenuti.

Chiudiamo l’analisi con una doverosa parentesi sul lato tecnico, visto che il team ha lavorato duramente su questo fattore in virtù delle lamentele ricevute sull’instabilità della grafica nell’edizione console. Sfortunatamente, su PS4 Pro, gli sforzi non sono bastati a colmare le lacune nella fluidità, e, sebbene ora il frame-rate punti ai cinquanta fotogrammi al secondo, il gioco fatica a raggiungerli, sguazzando tra i quaranta fps ballerini, sporcati da un leggero tearing. Per carità, si lascia giocare senza troppi fastidi, anche perché i blocchi segnalati nella versione originale sono spariti, ma stiamo pur sempre parlando di un prodotto dalla veste grafica basilare, coadiuvata da un uso del cel shading gradevole seppur semplicistico.

Si respira l’atmosfera nipponica, tra ambientazioni, paesaggi e motivetti orientaleggianti, tanto-ché riesce a sfoggiare un certo carisma. In una sola occasione siamo precipitati nelle texture, scavalcando un muro invisibile, ma nulla che possa realmente rovinare l’esperienza di gioco nel profondo.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Aragami: Shadow Edition – Giudizio Finale – Aragami è un gioco di azione furtiva nudo e crudo, che esprime le sue reali potenzialità in cooperativa, senza la quale tende a cadere nella ripetitività. Nella sua Shadow Edition cerca di migliorare la stabilità tecnica, non riuscendoci fino in fondo, e mira ad incrementare i contenuti con Nightfall, una breve, ma buona espansione. Non sarà un titolo imprescindibile, ma se avete un amico a cui piace l’approccio silenzioso, e voi ne siete grandi sostenitori, difficilmente troverete qualcosa di altrettanto divertente.

PRO CONTRO
  • Furtività senza compromessi
  • Con un amico dà il meglio di sé
  • L’espansione Nighfall è breve, ma indubbiamente ben fatta
  • Cooperativa solo online
  • Ripetitivo, specie se giocato in solitaria
  • Migliorie al comparto tecnico, ma è ancora instabile

Recensione Aragami: Shadow Edition – Trailer

Recensione Aragami: Shadow Edition – Screenshot