8.5

Arizona Sunshine – Ehi Freddy, che ci fai nel mio giardino? (recensione PSVR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Arizona Sunshine – Il termine zombi coincide spesso con horror e, nel caso parlassimo di realtà virtuale, quel “spesso” diventerebbe praticamente un “sempre”.

Fa quindi piacere vedere opere più edulcorate come Arizona Sunshine giungere tra le grazie di PSVR, un titolo che ha già fatto impazzire buona parte dei possessori di Oculus Rift e HTC Vive per tante ragioni, molte delle quali già assaporate dagli stessi utenti PlayStation con l’ottimo Farpoint.

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Può darsi che l’attesa, o l’uscita stessa del già citato Farpoint, abbia fatto perdere un po’ di magia a questa operazione di trasposizione, ma la sostanza, quella vera, non si è minimamente dissipata per altrettanti motivi: vediamoli subito nella nostra recensione.

Attenzione: per dovere di cronaca, riportiamo che alcuni utenti stanno segnalando problemi di tracciamento, che noi, durante i nostri test, non abbiamo mai riscontrato. Vertigo Games sta investigando sulla questione, promettendo una serie di patch in arrivo nei prossimi giorni. Potete leggere maggiori informazioni qui.

Editore Vertigo Games
Sviluppatore Vertigo Games, Jaywalkers Interactive
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Sparatutto, avventura
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Arizona Sunshine

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle sessioni di gioco su PSVR, in abbinata con PS4 Pro.

Non morto che parla

Pur essendo incentrato su un’apocalisse di non morti, Arizona Sunshine si crogiola in un’atmosfera di stampo quasi tragicomico. Nei panni di un sopravvissuto, bisognerà sostanzialmente farsi strada tra i canyon dell’Arizona a suon di armi da fuoco, cercando di sopravvivere senza farsi mangiare dagli zombi.

L’elemento buffo – per così dire – sta proprio nel protagonista: a causa della totale assenza di contatto umano, la sanità mentale del nostro eroe senza nome è andata in brodo di giuggiole. Sembra infatti che fare l’idiota gli dia quella giusta carica ad affrontare le situazioni sgradevoli nelle quali è intrappolato. Chissà, probabilmente anche noi faremmo la stessa cosa se fossimo davvero lì, nel bel mezzo del pericolo.

In particolare, il simpatico ragazzone tende a chiamare i morti viventi Freddy, come se fossero degli amici di una vita: li invita a prendere una tazza di caffè, a mantenere gli spazi della privacy, a risolvere le questioni con le buone. Per quanto la cosa ci sia piaciuta, dobbiamo mettere subito in chiaro un fattore abbastanza importante: Arizona Sunshine è interamente doppiato in italiano, ma la voce che dà vita al protagonista, e soprattutto la sua intonazione, tocca vette imbarazzanti, tanto-ché non riesce a trasmettere al meglio le emozioni che in realtà dovrebbe provare, anzi, talvolta accade l’esatto contrario, sebbene possiamo constatare un miglioramento nella seconda parte del gioco. Almeno si può cambiare la lingua in qualsiasi momento dal menù opzioni, quindi non c’è motivo di preoccuparsi più di tanto, ma si tratta pur sempre di un’occasione mancata per aumentare l’immersione.

Chiusa questa parentesi, passiamo alle meccaniche vere e proprie, con un occhio di riguardo sui sistemi di controllo adottati. Arizona Sunshine arriva su PSVR con il supporto completo alla coppia PlayStation Move, e all’Aim Controller, oltre che al classico Dualshock. Queste tre configurazioni permettono a chiunque di affrontare l’avventura come meglio crede, anche perché ciascuna garantisce un certo grado di personalizzazione: chiaro è che la periferica a forma di fucile rappresenta la scelta migliore, data la possibilità di muoversi nello spazio in modo più o meno naturale, ma nessuno vi vieta di impostare il movimento libero sui controller-gelato, oppure quello basato sui teletrasporti, se siete particolarmente inclini alla chinetosi.

L’azione, ovviamente, si svolge in soggettiva, e si prende la mira portando la propria arma sul viso, come se la steste prendendo dal vero. È possibile interagire con la quasi totalità degli oggetti a schermo, aprendo cassetti o i cofani delle macchine, così da recuperare munizioni aggiuntive, oppure raccogliendo palline, martelli, borracce o zaini che si possono persino lanciare, senza che questi possano entrare in collisione con gli zombi.

A placare tale mezza delusione c’è un vasto arsenale di armi, che cambia a seconda della configurazione selezionata. Nel dettaglio, a differenza del gioco originale, nato con le sole armi a mano singola, l’edizione per la piattaforma Sony vanta una modalità denominata Armi a Due Mani, studiata attorno all’Aim Controller e giocabile esclusivamente in solitaria, e volendo anche con il semplice gamepad, nella quale potrete affrontare l’intera campagna con carabine, fucili d’assalto e quant’altro.

Comunque sia, l’intera avventura si dipana lungo ambientazioni colorate, in netto contrasto con quei cadaveri resuscitati che vi terranno sempre compagnia. Passerete gran parte del tempo ad ammazzarli, utilizzando uno dei sistemi di puntamento più realistici che abbiamo mai visto su PSVR, anche perché l’armamentario è composto da armi realmente esistenti. E tra una testa saltata e l’altra, c’è sempre un momento per una battutina sopra le righe e una chiave da prendere per proseguire lungo il disperato viaggio, o un verricello allo scopo di mettere in moto certi marchingegni.

L’esplorazione quindi svolge un ruolo importante, sebbene Arizona Sunshine rimanga sempre molto lineare durante tutto l’arco narrativo. Abbiamo però apprezzato l’incedere delle situazioni, che alternano momenti all’aperto ad altri nei quali ci si addentra in luoghi più tetri. Il tutto va avanti per circa quattro ore, dove annoiarsi risulta pressoché impossibile.

Una volta completato, si ha la sensazione di aver intrapreso un viaggio, uno di quelli che difficilmente dimenticherete. Certo, si poteva osare di più nella varietà degli zombi, o magari allungare la durata di almeno un paio d’ore, ma, a conti fatti, è senz’altro uno dei pochi titoli in grado di offrire un senso progressione in una vicenda coerente con la sua premessa, coadiuvata da una vera e costante sensazione di avventura genuina.

E se la campagna non dovesse bastarvi, la modalità Apocalisse cercherà di sopperire alla longevità nella media, in cui il gioco si trasforma in una sorta di sopravvivenza: si muore in un colpo, si hanno solo poche munizioni sparse qua e là, ed è necessario adoperarle con precisione chirurgica. Una bellissima aggiunta, che quasi ci ha fatto ricordare i primissimi, gloriosi Resident Evil. Non manca poi il multigiocatore, attraverso cui potrete affrontare l’intera campagna con un altro amico, oppure giocare alla cosiddetta Orda, nella quale bisogna resistere ad ondate di non morti in un’area limitata, fino a quattro partecipanti, che avremo modo di provare al meglio quando i server si inizieranno a riempire.

Chiude la nostra analisi il consueto discorso sul lato grafico, il quale vive di molti alti e qualche basso. Al fronte di una discreta quantità di ambienti visitabili, peraltro pure piacevolmente vari, si notano diverse texture in bassa definizione, e tante compenetrazioni poligonali, che talvolta devono pure convivere con alcune barriere invisibili di troppo.

Il colpo d’occhio è comunque notevole, e regala degli scorci niente male, specie all’aperto, visto che gli interni non fanno gridare al miracolo in quanto a dettagli. Ciò che abbiamo sicuramente apprezzato è la fisica dei colpi, e con lei gli impatti, ed infatti i morti viventi si smembrano che è un piacere. Niente da segnalare in merito al suono, caratterizzato da effetti nella media e da tracce musicali rare, ma contestualizzate all’azione.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Arizona Sunshine Giudizio Finale – Senza mezzi termini, Arizona Sunshine è un titolo da avere nella propria collezione di videogiochi VR. La campagna è fantastica, densa di momenti forti e a cui vi legherete personalmente, data la presenza della realtà virtuale. Vivere una storia di zombi sotto la lente della tragicomicità non è mai stato così divertente e appagante, tanto da segnare un traguardo nel genere. Qualche pecca sulle spalle la porta, e tra queste c’è il solito problema della longevità, ma farvelo scappare sarebbe un crimine contro voi stessi.

PRO CONTRO
  • Il protagonista è davvero un simpaticone…
  • Tanti sistemi di controllo, pure personalizzabili
  • Vasto arsenale di armi
  • Sparatorie gratificanti
  • Campagna ottima, giocabile anche in co-op
  • … peccato che il doppiaggio in italiano sia talvolta imbarazzante
  • Un paio di livelli in più non avrebbero guastato
  • Qualche problema tecnico

Recensione Arizona Sunshine – Trailer

Recensione Arizona Sunshine – Screenshot