Asterix and Obelix XXL3: The Crystal Menhir esiste! Ma per chi è? (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Asterix and Obelix XXL3: The Crystal Menhir – Chi l’avrebbe mai detto che prima o poi sarebbe uscito il nuovo capitolo della serie Asterix and Obelix XXL? Noi non di certo, eppure è successo. Ormai tutto può succedere in quest’epoca piena di inattesi ritorni e incredibili rifacimenti. Ecco dunque la nostra recensione di Asterix and Obelix XXL3: The Crystal Menhir.

Editore Microids, Anuman Interactive
Sviluppatore OSome Studio
Piattaforme PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PC Windows
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (locale)
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 49,99€ (Limited Edition)

Basta un poco di pozione magica

Durante lo scorso anno, l’arrivo di Asterix and Obelix XXL2, in forma rimasterizzata, aveva aperto le porte ad un eventuale seguito, con un film al cinema, intitolato Asterix e il Segreto della Pozione Magica, che ne rinforzò evidentemente l’interesse. Lo sviluppo però è passato dalle mani della compianta Étranges Libellules a quelle di OSome Studio, il quale ha deciso di stravolgere l’impianto di base.

Il terzo capitolo infatti abbandona la telecamera in terza persona per un’inquadratura fissa a volo d’uccello, e va ad applicare un drastico cambio di rotta nel genere di gioco, eliminando di fatto il salto. Inserisce però finalmente la modalità cooperativa, inspiegabilmente e paradossalmente assente nel predecessore: del resto, in un videogioco dedicato ad Asterix e Obelix, è lecito, se non scontato, aspettarsi un’opzione per giocare in due sul divano. Quel che ne è venuto fuori dà vita ad un’escursione meno avventurosa e più vicina al picchiaduro a scorrimento, dove il druido Panoramix chiederà al duo più famoso della Gallia di recuperare il Menhir di Cristallo, l’unico strumento in grado di fermare una minaccia prevista dalla grande sacerdotessa di Thule, la misteriosa Hella Finidrir.

La trama purtroppo lascia un pelino a desiderare, non tanto nella complessità in sé, da cui non ci si aspetta poi troppo, quanto nella glaciale regia. La visuale spesso rimane statica, fissa sui personaggi mentre parlano, e questi nemmeno aprono la bocca, limitandosi a pochissime animazioni. La vivacità ce la mette il buon doppiaggio in italiano, che coinvolge personalità note del settore, da cui emerge nientemeno che Massimo De Ambrosis (Ditocorto, Onizuka e decine di altri personaggi e attori) per Asterix, la cui voce non è poi così ricorrente nell’universo videoludico, dunque fa piacere sentirla. Anche i testi fanno la loro parte, tanto è vero che riescono a catturare lo spirito e l’ironia dell’opera originale.

L’intero viaggio vi vedrà impegnati a pestare romani uno dopo l’altro, attraverso un sistema di combattimento molto semplice, incentrato su attacchi e abilità attivabili con l’accompagnamento di un tasto dorsale. Purtroppo si nota fin da subito la ripetitività delle situazioni, alimentata dalle poche mosse a disposizione per i due eroi. Tra l’altro, è decisamente più divertente vestire i panni di Obelix che quelli di Asterix, visto che potrà utilizzare il Menhir per annientare i nemici: col passare delle ore, si acquisiscono nuovi poteri elementali legati al cristallo, senz’altro spassosi da sperimentare nella loro semplicità. Asterix può attingere dalla pozione magica, ma le scarse riserve disponibili non la rendono una meccanica così centrale, come invece può considerarsi quella del Menhir.

Menare i romani diverte, specie quando li si lancia in aria con un gancio ben assestato, per poi vederli cadere a pioggia come comete: diverte però se lo si fa in compagnia e se lo si assume nelle giuste dosi, perché la monotonia è dilagante. Pur sposando una progressione classica a livelli, di tanto in tanto questa costringe i giocatori a compiere missioni riempitive, tra le quali si annoverano quelle di pulizia degli accampamenti, delle sorte di arene colme di nemici. Peccato siano troppo simili tra loro, e che i punti di controllo durante queste fasi siano praticamente assenti.

In effetti, Asterix and Obelix XXL3: The Crystal Menhir dà l’idea di un progetto sviluppato a basso budget. Lo si evince anche dalla grafica che, sebbene abbia uno stile delizioso che ricorda le forme del film d’animazione, pecca nel dettaglio e nel disegno dei livelli, piuttosto schematico e mai frizzante. Trattasi di zone troppo diluite che avrebbero beneficiato di attività più ricche e varie, oltre alle solite botte. Nemmeno la rigida telecamera si rivela in grado di catturare l’azione a dovere, dalla quale spicca qualche animazione ben confezionata che comunica la potenza dei due galli. Peraltro su PS4 Pro abbiamo notato dei cali nella fluidità nelle zone più ampie, malgrado la morbida conta poligonale. Chiudiamo con una piccola parentesi dedicata alla musica e all’effettistica, entrambi nella media.

6.0

Giudizio Finale

Recensione Asterix and Obelix XXL3: The Crystal Menhir – Giudizio Finale – Asterix and Obelix XXL3: The Crystal Menhir è ben lungi dall’essere il degno seguito della serie. Il cambio di rotta verso un’anima da picchiaduro a scorrimento è fin troppo convenzionale e persino poco profonda anche per il pubblico presso cui è destinato. L’aggiunta della cooperativa è gradita, ma era davvero un imperativo inserirla. Consigliato solo agli appassionati irriducibili che possono condividerlo con qualcuno: padri con figli, stiamo guardando proprio voi.

PRO CONTRO
  • Stile dell’opera originale evidente
  • Giocabile in cooperativa
  • Doppiato in italiano
  • Scolastico in ogni aspetto
  • Povero nella varietà
  • Blando in solitaria

Trailer

Screenshot