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Battlefield V: il giusto compromesso tra divertimento e accuratezza storica (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Battlefield 5 – Non è ancora uscito ufficialmente ed è già sulla bocca di tutti. Il nuovo sparatutto online di EA e DICE è stato accusato di inesattezza storica, di essere arrivato sul mercato senza alcuni dei contenuti più importanti, di aver introdotto a forza la componente femminile e chi più ne ha più ne metta. Ma dopo il successo di Battlefield 1 e l’insuccesso, se così si può definire, di Star Wars Battlefront 2, EA e DICE dovevano aspettarsi un’accoglienza più fredda del solito. Anzi, alcune scelte stilistiche sono state motivate proprio da ciò che è successo nei due giochi appena citati. È bene però chiarirlo fin da subito: Battlefield V non è un disastro, tutt’altro, è dalla sua delle caratteristiche che abbiamo apprezzato non poco. Ecco quindi la nostra recensione di Battlefield V!

Editore Electronic Arts
Sviluppatore DICE
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi Giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 49,99€ (PS4) | 49,99€ (Xbox One) | 53,99€ (PC)

Video Recensione Battlefield V

La nostra video recensione di Battlefield V è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC Windows (Alienware 13 R3) e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Ritorno alle origini

Poco più di 16 anni fa arrivava sul mercato Battlefield 1942, sparatutto in prima persona sviluppato da DICE e pubblicato da EA che rivoluzionò il genere introducendo, tra le altre cose, veicoli e velivoli di ogni genere. E dopo 16 anni DICE torna dove tutto ebbe inizio, nel teatro bellico offerto dal secondo conflitto mondiale, con un gioco che, sin dai primi trailer, ha fatto storcere la bocca a chi sperava di poter giocare un vero e proprio simulatore storico, fedele in tutto e per tutto all’epoca storica a cui fa riferimento. Dopo Battlefield 1, ambientato in un contesto praticamente inedito come quello della Prima Guerra Mondiale, DICE ha voluto stravolgere leggermente il realismo storico concentrandosi maggiormente sul fattore divertimento e su alcune novità a livello gameplay atte a migliorare quanto di buono visto appunto nel capitolo precedente.

Prima però ci teniamo a spegnere definitivamente la polemica sulla presenza del genere femminile all’interno del gioco. Come specificato anche da DICE, Battlefield V non mira all’assoluta accuratezza storica. Ciò nonostante la presenza delle donne nella Seconda Guerra Mondiale e nei conflitti che l’hanno caratterizzata è più radicata di quanto si potrebbe pensare. Se masticate un minimo l’inglese vi consigliamo di dare una sbirciata alle sezioni di Wikipedia dedicate (quella generica qui, quella relativa al Nord America qui e quella al Sud America qui) e magari di aprire anche un po’ la vostra mente: siamo nel 2018, non nel bel mezzo dell’Inquisizione Spagnola.

Procediamo analizzando la campagna. Battlefield V vanta una delle più belle introduzioni del suo genere, ma d’altronde Battlefield 1 aveva già fatto scuola con la sua sequenza introduttiva. E lo stile della nuova sequenza ricalca proprio quello della vecchia, proiettandoci nei panni di un soldato dopo l’altro. Vite stroncate su più fronti sparsi in tutto il mondo per ricordarci, e per ricordare anche alle nuove generazione, cos’è veramente la guerra: atti di eroismo, persone comuni che, con le loro azioni, hanno ribaltato le sorti dei conflitti, morte, dolore, sofferenza. Divertimento quindi, ma con la dovuta dose di rispetto ad un conflitto che ha cambiato il volto del mondo.

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La campagna è al momento composta da 3 atti, ben diversi però da quanto offerto dal comparto multigiocatore che, come al solito, è il vero centro focale del titolo. E a dire la verità i primi due atti non ci hanno fatto proprio impazzire: si tratta più di azioni in stile “Commandos“, che non lasciano intuire la vera natura di un conflitto mondiale, quanto più l’importanza delle missioni di singoli o pochi uomini. Non è male il fatto che tali missioni lascino un discreto grado di approccio: non si tratta di esperienze su binari utilizzate come semplice riempitivo, ma di vere e proprie missioni da affrontare con criterio e con un certo grado di creatività, e siamo sicuri che gli appassionati di FPS le troveranno emozionanti e ben strutturate. Un po’ meglio la terza missione che ci cala sul fronte francese, con diversi soldati a nostro fianco e meccaniche di conquista simili a quelle che sperimentiamo sulle mappe online.

Giocando le tre missioni, e rispettando determinati obiettivi, sbloccherete oggetti da utilizzare, nell’attesa di poter giocare anche la quarta (e ultima?) parte della campagna non ancora rilasciata da DICE. Volendo potete affrontare ogni missione con 4 diversi livelli di difficoltà. Come dicevamo la campagna è una mera introduzione al multigiocatore: il comparto online fa tesoro di quanto visto in Battlefield 1 ampliandolo e migliorandolo, offrendo delle mappe che non hanno nulla a che invidiare a quelle del suo predecessore. Ma quali sono le novità a livello gameplay che ci aspettano?

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Per cominciare DICE ha optato per ridurre la scorta di munizioni a disposizione e anche di limitare la capacità di cura spontanea. Si tratta di stratagemmi atti a spingerci sempre di più verso il gioco di squadra e verso l’utilizzo delle varie classi a disposizione (quattro in tutto). Il Medico non è più fondamentale per rianimare i compagni di squadra, ma è comunque più efficiente in tal senso essendo più veloce a rimettere in piedi i giocatori. Il Supporto è più veloce degli altri a ricostruire fortificazioni, divenute in questo capitolo ancora più varie e spesso fondamentali per la difesa di punti sensibili. Lo stesso discorso si applica anche alle altre due classi, Assalto e Ricognitore: nessuno è indispensabile ma ognuno eccelle in un campo rendendosi utile alla performance di tutta la squadra. Avanzando con i livelli ci sono poi le specializzazioni di classe: ad esempio il Supporto può diventare Geniere, specializzandosi nelle riparazioni, o Mitragliere, utile a sopprimere i nemici sotto tempeste di proiettili.

Anche il sistema di punteggio e il respawn sono realizzati appositamente per premiare il gioco di squadra. Ogni singolo kill o azione sul campo di battaglia vi assegnerà una quota variabile di punti che dipenderà dalla peculiarità della vostra azione. Respawnare e uccidere un nemico che stava attentando alla vita di uno della vostra squadra ad esempio vi garantirà punti extra. I punti accumulati nei match vi permetteranno di avanzare di livello, sbloccare armi (ed eventuali modifiche per le stesse) e vari accessori. Con una certa costanza arriverete a personalizzare al massimo le varie classi; persino i veicoli hanno un loro ramo di abilità, e ancora non abbiamo fatto cenno alla personalizzazione. Ci sono vari capi di vestiario, caratterizzati unicamente da un cambio a livello estetico e da un grado di rarità, il che ci introduce ad un altro punto fondamentale. Non ci sono casse premium: la crescita dei personaggi non sarà in alcun modo influenzata dalle casse come succedeva in Battlefront 2, un gioco che, nonostante le sue qualità, è stato palesemente svantaggiato e in parte abbandonato dalla community proprio a causa delle casse premium. Dovremo sudarci quindi tutti i potenziamenti o le varie armi di livello superiore giocando con criterio, con costanza e portando avanti gli obiettivi di squadra.

Quest’ultimo punto dipende molto anche dalla modalità di gioco scelta. Indirizzarsi verso Battlefield V per lanciarsi nel team deathmatch non è proprio la scelta più felice, ma c’è comunque spazio per varie modalità. Torna Operazioni su Vasta Scala, una modalità piuttosto lunga che si dipana lungo più giorni di conflitto (tre in tutto, con un eventuale spareggio). Le risorse a disposizione dipendono dall’andamento dei giorni precedenti e le mappe risultano ancora più dinamiche e impegnative con obiettivi e compiti di vario genere. L’altra modalità che mette in campo 64 giocatori è Conquista, lunghi match che, come suggerisce il nome, sono incentrati sulla conquista e sul mantenimento di posizioni strategiche sparse in mappe di gioco piuttosto grandi. Per chi invece vuole staccare la spina da queste modalità c’è sempre la famiglia di partite definite Fanteria, che alternano dominio, prima linea e team deathmatch. In ogni caso ritroviamo vari elementi cari ai fan, come varie tipologie di veicoli e velivoli, postazioni fisse e mobili e scenari di guerra che si distruggono e mutano a seconda di quello che sta succedendo.

Alcune mappe di gioco sono davvero incredibili: Rotterdam è una delle nostre preferite, con i suoi canali, la rete ferroviaria che offre una via alternativa e con i suoi palazzi ricchi di finestre. Difficilissimo muoversi per i vicoli: ogni punto è ottimo per tendere agguati e muoversi in gruppo può rivelarsi estremamente pericoloso. Anche Arras è davvero incredibile: ci proietta nelle campagne francesi con meravigliosi campi di fiori gialli che stonano con il concetto stesso di guerra, risultando quasi disturbanti. Le mappe in tutto sono otto, e vengono sfruttate per tutte le modalità di gioco prima elencate: Arras ad esempio è la terza fase di Operazioni su Vasta Scala dopo due fasi ambientate ad Acciaio Fuso. Sta di fatto che il numero è più che sufficiente: prendere dimestichezza con tutte vi richiederà diverse settimane di gioco, perché ognuna, grazie al suo level design, offre spunti per strategie di ogni genere.

Per quanto riguarda il gunplay e il feeling dei veicoli? Buona la differenziazione delle varie armi da fuoco, ognuna caratterizzata dal suo rinculo, da una certa gittata, cadenza di fuoco e da altre caratteristiche. A detta dello stesso team di sviluppo sono state studiate caratteristiche quali velocità di volata, traiettoria balistica, cadenza di fuoco, coefficiente di resistenza aerodinamica, decadimento del danno, danni base dell’arma, dispersione e rinculo. Inoltre è stata posta particolare attenzione anche alla qualità dei ripari e alla capacità dei proiettili di perforare: ripararsi dietro pareti sottili, magari in parte demolite da esplosioni precedenti, potrebbe non essere una buona idea. Buono anche il feeling dei veicoli, più o meno in linea con quanto visto in passato. Pilotare aerei non è banale ma riuscire ad effettuare un bombardamento radente supportando al meglio i compagni a terra è una gran soddisfazione.

Nota in parte dolente, in parte positiva, sul sistema di respawn, già preso di mira da diversi giocatori. Ritrovarsi in situazioni spiacevoli, dove spiacevoli potrebbe significare sotto il fuoco incrociato o nel mirino di un cecchino, è fin troppo facile. Non ci dispiace la possibilità di respawnare a fianco dei membri della propria squadra, aggiunge dinamismo all’azione, ma a causa della piega che talvolta assumono le azioni proprio di alcuni membri, il sistema può portarci a perdere minuti preziosi e a sprecare le risorse della squadra.

Sul comparto tecnico non c’è molto da dire, nel senso che in praticamente ogni contesto il gioco è quasi impeccabile. Le mappe, come già accennato, sono sbalorditive; idem dicasi per i veicoli e per le caratterizzazioni dei vari soldati, grazie anche alle varie personalizzazioni previste. Il comparto sonoro stesso non è da sottovalutare: i rumori dei proiettili che fischiano sopra le nostre teste, le esplosioni, le urla dei feriti, l’eco che si può apprezzare in tunnel, condotti o all’interno di cabine di treno o altre strutture metalliche, tutte aggiunte che valorizzano tantissimo l’azione rendendola ancora più immersiva. I nostri test sono stati effettuati su un PC dotato di una GTX 1060: anche in QHD il gioco riesce a mantenersi quasi sempre stabile intorno ai 60 fps, magari con qualche limitazione agli effetti ma nulla di trascendentale.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Battlefield VGiudizio Finale – EA e DICE hanno in buona parte imparato dai loro errori, lanciando un capitolo della serie che, nonostante le polemiche a cui facevamo cenno inizialmente, riesce a divertire e ad intrattenere con partite multigiocatore lunghe e ben congegnate. Le novità non mancano, sia a livello di gameplay che di gestione delle varie classi, e le nuove mappe sono, almeno a nostro avviso, ben strutturate e particolarmente complesse. All’uscita però Battlefield V sarà in parte castrato. Fino a inizio dicembre (o addirittura gennaio) non arriverà Venti di Guerra con i suoi nuovi campi di battaglia, idem dicasi per il quarto capitolo della campagna L’Ultimo Tiger. E ancora manca Tempesta di Fuoco, la modalità Battle Royale di cui magari non vi frega nulla, ma a conti fatti, essendo una delle modalità di gioco più apprezzate del momento già presente al lancio in uno dei suoi principali competitor, la sua assenza si fa sentire. C’è anche da dire che, tralasciando la breve campagna, le modalità presenti e le otto mappe sono più che sufficienti a garantire settimane, se non mesi, di divertimento, e l’idea di avere nuovi contenuti gratuiti a cadenza regolare non può che giovare alla longevità e alla continua freschezza del titolo.

PRO CONTRO
  • Bello da vedere, bello da giocare
  • DLC gratuiti, no casse premium
  • Gioco di squadra fondamentale
  • Operazioni su Larga Scala
  • Campagna non all’altezza del resto del gioco
  • Mancano Tempesta di Fuoco e altri contenuti
  • Il respawn non sempre funziona a dovere

Recensione Battlefield V – Immagini