Beats Fever ha il ritmo nel sangue. Ma non il… (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Beats Fever – Per merito della realtà virtuale, il genere musicale sta vivendo un secondo periodo di giovinezza. Proprio Beats Fever prova ad insidiarsi tra le pieghe di questo modo fresco di vivere la musica, cercando di dire qualcosa di nuovo: ecco la nostra recensione.

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Editore Arrowiz
Sviluppatore Arrowiz
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Musicale
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 19,99€

I got the music in me

Il genere musicale, lo sapete, si basa sulla sincronizzazione tra interazione e musica, senza cui è difficile stabilire un legame tra giocatore e videogioco. Non a caso, più la coreografia è fedele al brano, più divertimento se ne trae, ed è questo uno dei motivi del successo di Beat Saber, quella sensazione che dona quando colpisci a tempo i cubi, come se stessi suonando la batteria, solo con un paio di spade laser nella mani.

Beats Fever segue la stessa idea, ma la porta su un piano diverso, chiedendo sempre l’utilizzo della coppia di PlayStation Move. Vi dà due scettri con i quali bisogna toccare a tempo dei globi d’energia non appena questi collidono con un muro di vetro posto ad un soffio dal vostro naso. È necessario quindi sventolare gli arti superiori a ritmo di musica, e muoversi a seconda della posizione dei globi, che arrivano spesso in fila, invitandovi a trascinare un braccio accompagnando il loro movimento, in una sfida che coinvolge la coordinazione di occhi e mani. Più difficile a dirsi che a farsi, in pratica: di sicuro risulta meno fisico e meno viscerale di quanto immaginate, anche se alle difficoltà ardue le cose si complicano.

Peraltro, se una nota vi sfugge nel marasma, la musica continua imperterrita senza modificarsi in alcun modo e senza causare danni irreparabili: l’unico a risentirne, infatti, sarà il punteggio. È importante però concatenare più globi possibili, per appunto accumulare sempre più punti: un filtro applicato all’immagine vi avviserà se state procedendo bene, che si intensificherà nel caso in cui riusciate a concatenarne molte di seguito senza sbagliare.

La lista di brani, invece, include ben quaranta tracce dai generi molto diversi tra loro (techno, pop, dance, rock, persino tango), ciascuna contraddistinta da un livello di sfida diverso, purtroppo non personalizzabile. Infatti, l’esperienza fallisce nel presentare un saldo percorso di crescita, in quanto le difficoltà segnalate non rappresentano davvero il grado di complessità del pezzo. Bisogna andare un po’ più a fondo, esplorare i vari brani e provarli sulla propria pelle: in ogni caso, è difficile trovare qualcosa di iconico o di orecchiabile a tal punto da entrare nella nostra playlist quotidiana, ma va senz’altro apprezzata la varietà.

Tra quelle che più abbiamo rigiocato a cadenza regolare segnaliamo Tango Passion di Olive Musique e Vdoh Vudoh di Kira Stertman, le quali risultano tra le migliori in termini di schemi, ben cuciti sulla musica. Purtroppo una parte non gode della medesima cura, e si perde nella confusione di coreografie piene di note dove è la memoria a fare la differenza, non solo i riflessi. Non compaiono poi modalità extra al di là dei brani singoli da giocare, e nemmeno delle classifiche online, che lasciano totale spazio a quelle locali.

Beats Fever, infine, soffre di poca pulizia a schermo: non riesce ad essere armonioso come altri esponenti del genere, risultando un po’ pesante alla vista e poco accattivante. La colpa è sia della risoluzione, solo sufficiente anche su PS4 Pro, sia del design abbastanza povero, che si compone di agglomerati di grafiche semi-realistiche e modelli basilari che mal si amalgamano tra loro: peccato, perché la scelta di inserire delle città come Londra e Tokyo nel fondale riesce a distinguersi dalle solite ambientazioni astratte, che si rivelano però le più consone per la leggibilità dell’azione.

6.0

Giudizio Finale

Recensione Beats Fever  Giudizio Finale – Beats Fever è un gioco musicale che si rivolge principalmente ai fruitori accaniti del genere, pronti ad esplorare le applicazioni più originali senza badare troppo al più piccolo dei dettagli. La meccanica che lo sorregge è molto particolare, poco “tattile” ma non avara di gratificazioni. D’altra parte, la lista di brani, seppur variegata, non sorprende come sperato. Valutate di conseguenza.

PRO CONTRO
  • La meccanica di gioco ha i suoi momenti esaltanti
  • Buona varietà nella scelta dei brani…
  • … alcuni dei quali lasciano a desiderare nelle coreografie
  • Leggibilità compromessa dalla grafica mediocre

Trailer

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