Blood & Truth è fantastico, ma… dura poco? (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Blood & Truth – Andiamo al nocciolo della questione: Blood & Truth dura circa quattro ore. In realtà, il contatore segna esattamente quattro ore e quindici minuti: un lasso di tempo durante il quale si vive il meglio che la realtà virtuale di Sony possa dare in termini di comodità e spettacolarità cinematografica. Ecco la nostra recensione.

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Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore SCE London Studio
Piattaforme PSVR
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 39,99€

Video Recensione Blood & Truth

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR e PS4 Pro.

Non è facile essere eroi

Tutto è nato da The London Heist, una delle cinque esperienze contenute in Playstation VR Worlds: un cortometraggio interattivo di circa venti minuti che rappresentò l’ingresso nella realtà virtuale per molti videogiocatori, la comprensione delle potenzialità di questa incredibile tecnologia, attorno alla quale gira ancora dell’inspiegabile scetticismo. La comunità chiese a gran voce che quella esperienza diventasse completa, e quel giorno è arrivato: Blood & Truth infatti prende la struttura di The London Heist e l’amplifica, proponendoci un’avventura al cardiopalma che, in pratica, è una serenata al cinema d’azione.

Qui l’eroe della pellicola sei tu, siete voi, cari lettori. Siete voi a partecipare attivamente agli inseguimenti, alle sparatorie, alle arrampicate. Siete i protagonisti di un film che percorre i canoni e gli sviluppi narrativi del cinema d’azione nelle lenti della realtà virtuale, in un insieme di sketch uniti da una trama squisitamente classica, che vede l’agente Ryan Marks impegnato in una particolare missione di salvataggio familiare contro la criminalità.

Lo si può affrontare in piedi o da seduti, ed eventualmente con il Dualshock, che traccerà entrambe le mani grazie ai sensori di movimento, ma la vera star è senza dubbio la coppia di PlayStation Move, implementata a regola d’arte. È di grande intuitività e presenta solo qualche minuscolo singhiozzo quando si impugnano le armi a due mani, o quando bisogna riporre una pistola nella fondina, ma si tratta solo di capire i movimenti da fare per attivare il comando e per arginare i problemi di sovrapposizione tipici di PSVR, dopodiché il sistema fila liscio come l’olio.

Per il resto, le meccaniche sono cucite in maniera molto intelligente attorno alle qualità e ai limiti del visore di Sony: l’azione si consuma solo frontalmente e gli spostamenti sono limitati a punti prefissati frontali e laterali. Basta puntare con lo sguardo una zona e premere il rispettivo pulsante per camminare verso l’obiettivo, da cui ci si può spostare lateralmente in copertura. Non viene data al giocatore la libertà di poter tornare indietro, né quella di posizionarsi in un punto diverso da quelli già calcolati. Il disegno dei livelli però si adegua di conseguenza, fa credere al giocatore di avere un minimo di controllo, pur essendo di fatto lineare con qualche timido bivio, e offre un’interattività e un ritmo serrato che sarebbe stato impossibile da proporre senza queste regole stringenti.

Che sia una porta da scassinare, una scala o un tunnel da superare, una mano da stringere o una bomba da piazzare, ogni azione la si fa fisicamente in una conduzione che non conosce pause. I conflitti a fuoco funzionano bene, in un’impostazione decisamente arcade, visto che la ricarica, benché manuale, non richiede l’estrazione del caricatore, ma solo l’inserimento. Il tracciamento è ottimo e mirare è un piacere, con armi che trasmettono sensazioni diverse a seconda del modello impugnato, sebbene non vi sia un bilanciamento oculato: a conti fatti, quelle più pesanti non sono così efficaci come ci si aspetterebbe, e le si sceglie solo per variare gli approcci. È bello tuttavia poter impugnare i fucili d’assalto con due mani per aumentare la precisione, o scegliere di impugnare due armi dando sfogo al Rambo che dimora in ognuno di noi: si può anche rallentare il tempo quando lo si desidera premendo insieme i pulsanti Move (in più, provate a premere il tasto triangolo e a roteare il polso…)

Detto questo, Blood & Truth è un flusso costante di dinamismo, di esplosioni e soprattutto di spettacolarità, che raggiunge il suo apice quando si palesano le fasi continue, ovverosia quelle in cui il movimento è completamente automatico e bisognerà badare solo ai nemici, mentre l’azione fa uso dei rallentamenti per enfatizzare i momenti più intensi, dipinti per mezzo di una grafica spaventosa capace di imporre un nuovo standard su PSVR, quantomeno sul modello Pro. Si mantiene in perfetto equilibrio tra complessità degli scenari e pulizia a schermo, con delle animazioni facciali strepitose e dell’effettistica che non è seconda a nessuno. Le sequenze d’intermezzo fanno paura, dall’eccellente espressività all’ottimo doppiaggio in italiano, e ce ne sono almeno un paio a dir poco memorabili, accompagnate da un ottimo commento musicale.

Insomma, Blood & Truth colpisce nel segno, riesce a piazzarsi tra i titoli VR da provare assolutamente, da custodire gelosamente e da mostrare con fierezza agli occhi di chi è ancora ignorante in materia di realtà virtuale, per capire dove si è spinta e dove può spingersi. Malgrado l’indubbia qualità del lavoro di London Studio, tuttavia, non nascondiamo la delusione provata per la sua longevità esigua. Più che breve, ci piace (anzi, dispiace) definirlo velocissimo, quasi frettoloso, soprattutto se si considera che in quelle circa quattro ore di avventura spiccano livelli e sequenze costruite in funzione della narrazione che, per carità, risultano fenomenali, ma di certo non si prestano ad essere rigiocate come in una comune esperienza arcade. Ammettiamo, in ogni caso, che la durata è in linea con gli esponenti del genere, e che di idee ne mostra diverse senza mai annoiare: eppure alcune sezioni potevano essere stirate e rimpolpate ancora, magari enfatizzando l’uso di determinate armi come il fucile di precisione, lasciato troppo in disparte.

L’avventura dunque corre, corre e non si ferma, scivola via dalle mani, utilizza dissolvenze istantanee per farvi passare da un posto all’altro immediatamente, mascherando i caricamenti e dando continuità all’escursione. È spettacolare, non dà tempo di respirare, ma alle volte sembra fin troppo sbrigativo, tanto-ché avremmo voluto sparare di più in certe occasioni. È uno di quei rari casi in cui, davvero, allungare la minestra sarebbe stato più che giustificato. Arrivati a questo punto, in cui ci si lamenta spesso della durata dei videogiochi VR, un progetto con queste ambizioni poteva porre rimedio presentando un viaggio più longevo, più ricco. Anche perché alcuni risvolti narrativi vengono tralasciati e rimandati ad un seguito che chissà se ci sarà mai.

Non mancano dei collezionabili, alcuni dei quali sbloccano delle pitture e degli accessori per le armi, in quantità abbastanza basilare. Non mancano nemmeno delle sfide a tempo piuttosto piatte (solo cinque, purtroppo), dove l’obiettivo è quello di distruggere dei bersagli uno dopo l’altro, praticamente contenuti extra di repertorio che non sfoggiano enorme rigiocabilità. Ciò detto, è stato confermato un piano di supporto che prevede l’arrivo delle classifiche online, di nuove difficoltà (compresa nuova partita+) e sfide aggiuntive: non vediamo l’ora di provarle, anche se avremmo preferito che fossero già presenti al lancio. Segnaliamo, in chiusura, che è possibile riaffrontare ogni singola missione, alla cui fine sarà dato un punteggio in base alla propria prestazione. Manca però un’opzione che possa disattivare i dialoghi e i momenti narrativi quando appunto si gioca in modalità punteggio, che speriamo venga introdotta presto.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Blood & Truth – Giudizio Finale – Blood & Truth è proprio quella grande celebrazione del cinema d’azione che avevamo respirato in The London Heist, un turbinio di adrenalina dal momento in cui si indossa il visore fino a quando lo si toglie. Nonostante la limitatezza dei movimenti, attentamente mascherata da scelte intelligenti, siamo davanti ad uno dei cavalli di battaglia di PSVR, dinanzi ad uno sparatutto fenomenale che è una goduria da vivere. Le cose belle però finiscono, ma ce ne sono alcune che finiscono troppo in fretta. London Studio ha scelto di correre, in un ritmo spettacolare che, col senno di poi, sa un po’ di frettoloso. Tolta l’amarezza della brevità, causata anche da una voglia spasmodica di volerne ancora e ancora di più, non c’è nient’altro da dire: dopo averlo provato, sarà difficile tornare a fruire l’azione su un semplice schermo.

PRO CONTRO
  • Graficamente il punto più alto raggiunto da PSVR
  • Mai, mai un momento di noia
  • Tra le migliori implementazioni dei Move
  • Diversi momenti da mascella a terra
  • Ritmo incredibilmente serrato…
  • … ma alle volte frettoloso
  • Durata esigua
  • Contenuti extra nella media, altri in arrivo

Trailer

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