Borderlands 3 è Borderlands in tutto e per tutto, nel bene e nel male (video recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Borderlands 3 – Quando si parla di looter-shooter non si può non parlare di Borderlands, di quanto sia stato importante per il genere e di quanto sia apprezzato nelle sue varie incarnazioni da centinaia di migliaia di giocatori in tutto il mondo. E da Borderlands 3 ovviamente ci aspettavamo grandi cose: i trailer erano a dir poco spettacolari e tutto in video sembrava ancora più bello, ancora più casinista, ancora più Borderlands. Borderlands 3 è proprio questo: è Borderlands all’ennesima potenza, una versione migliorata e ampliata del gioco originale a cui è difficile dire di no, sempre che siate fan delle precedenti incarnazioni appunto. Dai precedenti capitoli eredita quindi pregi, migliorandoli come già accennato, e difetti. Scopriamolo insieme e cerchiamo di capire se il gioco vale la candela.

Editore 2K Games
Sviluppatore Gearbox
Piattaforme PS4, Xbox One, PC, Stadia
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 59,99€ (Epic Games Store)

Video Recensione Borderlands 3

La nostra video recensione di Borderlands 3, realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su ASUS GS30 con RTX 2080 e ASUS ROG Zephyrus S con RTX 2080 Max-Q, va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Mi**ia Bordello

Borderlands 3 è Borderlands, più grande, più bello, ancora più casinista. Potrebbe bastare questa frase per convincere i fan di vecchia data. Come già detto però ne eredita anche i difetti, e arriverà tra poco il momento per spiegarci. Come i suoi predecessori, Borderlands 3 è un Action RPG in prima persona che punta tutto sul dare la caccia a bottini preziosi. I bottini in questione sono armi da fuoco sempre più potenti e bizzarre, e in questo oramai i ragazzi di Gearbox sono dei veri maghi. Se pensate che i precedenti capitoli avessero un’ampia varietà di bocche da fuoco, Borderlands 3 farà di tutto per sorprendervi ancora di più. Anche all’interno delle stesse famiglie di armi da fuoco, come ad esempio i fucili a pompa o i fucili di assalto, ci sono così tante varianti da rimanere a bocca aperta.

Variano le modalità con cui si fa fuoco (con un fucile a pompa siamo morti in modo ridicolo senza capire che dovevamo tenere premuto per caricare il colpo e sparare), la qualità dei proiettili, le eventuali armi corpo a corpo agganciate, il fuoco alternativo (con la pressione di C, su PC, si cicla tra le modalità), le statistiche e le eventuali abilità aggiuntive. Alcune, quando realizzate un colpo critico, dividono i proiettili in uscita per colpire più bersagli; altre, quando scariche, vengono lanciate a mo di granata che a loro volta esplodono in più granate; altre ancora agganciano dischi traccianti ai bersagli per far sì che i proiettili li seguano; e questi sono solo alcuni degli esempi che potremmo fare. Tutto ciò senza tirare in ballo i vari aspetti che possono assumere o senza scomodare le armi leggendarie! Ogni arma è una sorpresa, e più si va avanti nel gioco e più ogni singolo oggetto riesce a stupirvi con variabili letteralmente impazzite. Le stesse dinamiche si applicano alle modifiche per le granate, alle Mod di Classe (che vanno ad aggiungere punti abilità ai vostri rami talenti) e, così come in Borderlands 2, anche all’aspetto estetico dei vari personaggi. Quest’ultimo è un ottimo espediente per rendere più vari e riconoscibili i personaggi nel contesto online.

La struttura di gioco, intesa come campagna, quest secondarie e attività end game, è simile al capitolo precedente, con una grossa differenza però: ci si sposta tra vari pianeti! Se ai predecessori si poteva accusare una certa ripetitività delle ambientazioni, a Borderlands 3 non gli si può dire molto su questo fronte. Si passa fra pianeti, quattro in tutto, piuttosto diversi tra loro, partendo dal classico Pandora, teatro degli eventi della serie, un pianeta prevalentemente desertico dove la fauna locale non fa altro che darvi la caccia, per finire poi su pianeti quali Promethea, dove grattaceli e palazzi fatiscenti ospitano squadroni della morte Maliwan che imparerete ben presto ad odiare. Ognuno si sviluppa in modo diverso e offre quest principali suddivise in più zone, quest secondarie, boss e segreti di vario genere. Non ne risente, in positivo, solo la varietà quindi, ma tecnicamente anche la longevità! Cambiano ovviamente anche i nemici che popolano le varie zone. C’è anche un comodo sistema di spostamento rapido, che prevede lo sblocco di appositi terminali di teletrasporto, e ovviamente non mancano più tipologie di veicoli (personalizzabili) per spostarsi rapidamente tra le ambientazioni! Anche i caricamenti sono rapidi, almeno su PC. Ci sarà una nave spaziale, Sanctuary 3, che fungerà da hub di gioco. Qui troverete personaggi di riferimento e anche shop speciali. Non c’è comunque quella svolta open world che ci si poteva aspettare: i pianeti sono comunque suddivisi in zone che richiedono caricamenti per il passaggio da una all’altra.

La trama principale trae quanti più elementi possibili dalla lore di Borderlands, che contando anche Tales from the Borderlands sale a quota 4 titoli (5 con Borderlands 3). Il nuovo capitolo getta nella mischia un sacco di personaggi dei precedenti capitoli e tanto, tantissimo altro. I riferimenti sono letteralmente dietro ogni angolo. Seguendo la trama principale giocheremo a fianco anche di alcuni dei protagonisti che potevamo impersonare negli altri capitoli, come la sirena Lilith, al nostro fianco sin dall’inizio della storia di Borderlands 3, o il ninja robotico Zer0. Discutere dell’originalità della trama in sé lascia il tempo che trova: non vi aspettate particolari guizzi, ma in Borderlands, almeno a nostro avviso, conta fino a un certo punto. I villain, i Gemelli Calypso, potrebbero sembrare banali a primo acchito, ma hanno il loro perché, anche se non raggiungono i livelli di Jack il Bello. Sono una palese presa di giro agli streamer e agli influencer, entrambi dediti a dirette streaming per incitare i loro fan (banditi, soprattutto, che ovviamente vi daranno la caccia) che ovviamente scadono nel “trash & cringe” rendendoli ancora più odiosi. Non sottovalutateli però. In generale tutta la trama, gli atteggiamenti e i dialoghi tendono a prendersi gioco di temi particolarmente attuali, proiettati però in un contesto estremamente fantascientifico.

Una vecchia conoscenza per chi ha giocato a Tales from the Borderlands!

Un cenno d’obbligo alle quest secondarie. Per cominciare, soprattutto se giocate a livello di difficoltà Normale, le quest principali non sono sufficienti, nel senso che non vi garantiscono sufficienti punti esperienza per stare al passo con le sfide proposte dalla trama. Il gioco vi spinge quindi a dedicarvi ad attività secondarie, e non pensiate che siano meno divertenti. Ognuna vanta una mini-trama i cui obiettivi alla fine sono i soliti (uccidi, uccidi, uccidi, raccogli qualcosa da un cadavere fumante, uccidi ancora) ma talvolta sono così lunghe da sorprendervi, in positivo ovviamente. Alcune poi vi portano ad esplorare zone che magari avreste trascurato. In ogni caso quest significa nuovi bottini, nuovi bottini significa diventare sempre più potenti che poi, alla fine, è proprio l’obiettivo del gioco. E a proposito dell’endgame? Potete rigiocare tutta la campagna con la classica modalità Plus, che permette di mantenere il livello del personaggio e il suo equipaggiamento, ci sono le modalità caos per aumentare i livelli di difficoltà (e ovviamente i bottini), e un paio di modalità dedicate all’online.

Ancora non abbiamo fatto cenno alle classi. Ci sono 4 personaggi, ognuno caratterizzato da un suo aspetto, da una sua personalità e soprattutto da abilità specifiche che lo rendono unico sul campo di battaglia. C’è Moze, che può evocare un mech da battaglia diventando così un arsenale di morte semovente; Fl4k, un droide senziente cacciatore che spedisce in battaglia feroci bestie ammaestrate; Amara, una sirena con i classici poteri psicocinetici per prendere a calci in faccia gli avversari; e infine Zane, specializzato in gadget tecnologici. Lo stile di gioco cambia profondamente tra uno e l’altro, e ovviamente ci sono anche delle sinergie con gli altri personaggi per rendere le partite co-operative ancora più divertenti. Moze ad esempio può modificare il suo mech per far salire a bordo un giocatore. Per ognuno poi si deve scegliere fra uno dei tre rami talenti a disposizione, quindi lo stile di gioco cambia anche all’interno della stessa classe, rendendo le combinazioni di party online ancora più varie.

Il gunplay come accennato è divertentissimo. Ma soprattutto i combattimenti risultano ancora più esplosivi e coinvolgenti: si salta, ci si copre, si scappa e si assalta, alternando tutte le armi a disposizione con abilità e corpo a corpo. Ci si impegna anche negli scontri più semplici, e il tutto è corredato da quel giusto grado di splatter che contribuisce ad aumentare ancora di più l’adrenalina. Discreta l’intelligenza artificiale dei nemici. Solitamente tendono a cercare quanto più possibile riparo (alcune coperture possono essere distrutte!), mentre i nemici più tosti vi si parano davanti scatenando ovviamente tutto il loro potenziale. Non vi aspettate grandi strategie ma comunque il livello di difficoltà generale non è così basso e anzi, vi troverete spesso feriti mortalmente a cercare di abbattere nemici deboli per recuperare energia. I boss sono piuttosto divertenti e richiedono una certa coordinazione e utilizzo dell’ambiente circostante.

Alcuni hanno degli schemi di attacco davvero sadici! Quelli segreti, sparsi nelle varie ambientazioni, portano con loro armi leggendarie che potreste trovare particolarmente utili. Dovrebbe poi essere inutile dirvi che tutto è estremamente più divertente se giocato in compagnia. Su console c’è anche lo split-screen orizzontale (ha qualche problemino, vi avvertiamo), su PC invece dovete affidarvi alla LAN. In ogni caso potete aprire la vostra stanza di gioco a perfetti sconosciuti, entrare voi stessi nelle stanze di altri giocatori o lanciarvi in modalità apposite (a ondate o contro boss) a fianco dei vostri migliori amici.

Dobbiamo ancora parlare del comparto tecnico, ma quali sono i problemi a cui facevamo cenno? Quanto detto finora dovrebbe far apparire Borderlands 3 come un titolo estremamente divertente. E in effetti lo è, ma deve piacervi il genere. In solitaria Borderlands, non solo questo terzo capitolo, rischia di diventare noioso dopo poco, anche per i più avvezzi alla serie. L’introduzione su Pandora l’abbiamo trovata un tantino lenta: il gioco ci mette un po’ a carburare, ma se gli date fiducia (stiamo parlando di una/due orette di gioco) il gameplay e la storia decollano e vi tengono incollati alla poltrona. Ciò non toglie che le sue somiglianze con i precedenti capitoli lo rendono appunto un titolo che manca di originalità, che compensa però con un miglioramento di tutto quello che abbiamo visto finora ad opera di Gearbox. In ogni caso Borderlands 3 rimane uno looter-shooter: si spara tantissimo, si trovano bottini e si ricomincia tutto da capo. Se non vi sta bene non prendetelo in considerazione, se cercate una trama e dialoghi profondi lasciate perdere. Borderlands 3 è cafone, irriverente, ci si offende, volano parolacce, una delle bestie di Fl4k orina sui cadaveri dei nemici appena uccisi: è bello “ignorante“, nel senso buono del termine, e pretendere di cambiarlo, di renderlo più originale snaturandolo, probabilmente avrebbe rovinato l’atmosfera e ciò che lo rende così apprezzato, nel bene e nel male, dai suoi tanti fan.

In foto: la trama.

Veniamo quindi al comparto tecnico. Se ci dovessimo soffermare solo sulla grafica non potremmo che parlarne bene. Il cel-shading è un fiore all’occhiello anche per questo capitolo e non è così improbabile soffermarsi ad ammirare personaggi o certi scorci caratteristici. Come già detto ambientazioni, arsenale e personaggi stessi sono estremamente vari tra loro, non si ha la sensazione di ammirare “asset riciclati” come accade in certi giochi. Anche lato audio è tutto praticamente perfetto: alcune musiche sono meravigliose, e il doppiaggio in italiano è azzeccato (qualche sporadico problema di lip-sync) e realizzato da professionisti. Il gioco però non è esente da problemi, legati proprio alla grafica. Nel nostro caso lo abbiamo testato su PC dotati di scheda video NVIDIA GeForce RTX 2080 (ASUS ROG Zephyrus S e ASUS GS30) e a dettagli massimi in full HD il frame rate oscilla tra i 140 e i 60, a seconda di quanto sia concitata la scena riprodotta. Considerato che si tratta di una delle più potenti schede video in circolazione era forse lecito aspettarsi qualcosa in più. Il gioco è stato però realizzato in collaborazione con AMD ed è ottimizzato per le schede video e per i processori del produttore in questione. Su PC meno potenti il gioco soffre abbastanza: una GTX 1060 Max-Q è appena sufficiente per godersi il gioco ad un frame rate decente, sacrificando ovviamente il dettaglio grafico e gli effetti. Su console non abbiamo avuto modo di provarlo ma di problemi se ne sente parlare da più fonti. Ovviamente il team di sviluppo è già a lavoro su patch correttive. Nel nostro caso l’esperienza di gioco non ha risentito di particolari problemi.

I due gemelli del dest… i due villain insomma. Faranno di tutto per rimanervi antipatici.

8.6

Giudizio Finale

Borderlands 3 è tutto quello che ci aspettavamo: l’esperienza completa di Borderlands ampliata e migliorata. C’è più varietà nelle ambientazioni, le armi sono ancora più divertenti da giocare, è più bello graficamente e in generale tutti i combattimenti sono ancora più esplosivi, cafoni e, soprattutto, adrenalinici. Rimane però saldamente ancorato alle origini, proponendo un’esperienza sì evoluta, ma comunque simile a quella vista in passato. Se siete fan sfegatati della saga l’acquisto è d’obbligo. Se vi avvicinate per la prima volta a Borderlands, considerato che in questo terzo capitolo ci sono comunque tanti rimandi storici ai predecessori, potrebbe convenirvi dare un’occhiata a Borderlands 2, che in certe occasioni potreste trovare per una manciata di euro. Se con Borderlands 2 vi divertite, con Borderlands 3 sarà amore a prima vista.

PRO CONTRO
  • È Borderlands in tutto e per tutto
  • Volgare e per niente politcally correct
  • Comparto tecnico curatissimo
  • Armi ancora più variegate
  • Più pianeti, tante attività
  • È Borderlands in tutto e per tutto
  • Volgare e per niente politcally correct
  • No, non siamo impazziti, 2 pro e contro sono uguali
  • Qualche magagna sia su PC che su console

Screenshot

Trailer

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