7.0

Bravo Team – Chi non spara in compagnia… (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Bravo TeamL’Aim Controller di PSVR continua ad essere sfruttato solo in superficie, e buona parte dei titoli compatibili non permettono il movimento nello spazio. Di sparatutto statici sulla realtà virtuale, si sa, se ne contano a bizzeffe, prodotti nei quali questa tecnologia riesce sempre a dire qualcosa, nel bene e nel male, ma si sente il bisogno di qualcosa in più. È ancora una volta Supermassive Games a dire la sua: ecco la nostra recensione di Bravo Team.

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Editore Sony
Sviluppatore Supermassive Games
Piattaforme PSVR
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Bravo Team

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco provenienti da PSVR su PS4 Pro.

Ma la Squadra Bravo è brava?

Bravo Team segue alla lettera la grammatica dello sparatutto su binari, nonostante voglia vestirsi con un manto tattico, che in realtà non indossa. Si presenta come una piccola evoluzione della concezione dello sparatutto su binari, in cui non è possibile muoversi liberamente nelle ambientazioni, ma solo in punti specifici, rappresentati dalle coperture. I livelli, infatti, non sono altro che stanze, collegate tra loro, piene di muretti, auto, grate e così via, dietro le quali potrete ripararvi dal fuoco nemico.

Prima di addentrarci nei meandri della formula, vi informiamo che l’esperienza può essere affrontata sia con l’Aim Controller, che tramite due Playstation Move o il semplice Dualshock, ma ovviamente la pistola ne esce senz’altro vincitrice, specie in termini di immersione.

Il vostro alter ego virtuale, che potrà essere minimamente personalizzato con il sesso e tre volti, parte sempre da una posizione inginocchiata: sarà poi il giocatore a premere il tasto dorsale corrispondente per farlo esporre dal proprio riparo. Per cambiare copertura, è sufficiente puntarne un’altra con l’arma, confermare con il pulsante d’azione, e aspettare l’animazione, che vedrà la visuale in prima persona staccarsi dall’avatar, mentre questo passa da un muretto all’altro, in un periodo di tempo in cui i nemici potranno colpirvi. Questa operazione non può essere interrotta in alcun modo, motivo per il quale bisognerà spostarsi solo in punti sicuri, non troppo scoperti né vicini alla linea di tiro avversaria.

Fulcro nevralgico della formula sta nella cooperazione: sarete sempre accompagnati da un alleato, mosso dall’intelligenza artificiale o da un altro utente online. Quando si gioca in solitaria, il vostro compare potrà ricevere degli ordini, niente di così complicato, sia chiaro, ma almeno è possibile decidere dove dovrà piazzarsi. Nel caso uno dei due venga abbattuto in battaglia, l’altro potrà rianimarlo: l’abbattimento di entrambi, invece, vi riporterà al punto di controllo più vicino.

Parlando della struttura dei livelli, questa non sfoggia un approccio tattico variegato, perché il tutto si svolge entro un piano già scritto dagli sviluppatori. Alcune volte vi sarà chiesto di compiere qualche uccisione furtiva, in altre invece potrete aggirare il nemico per colpirlo alle spalle, ma si tratta di occasioni più uniche che rare.

Il resto del tempo, lo si passa a far fuori una manciata di tipologie di terroristi, da quello base al corazzato, come nel più classico esponente del genere. La prima fetta dell’avventura verte su ambienti aperti, l’altra vanta maggiori luoghi chiusi, anche se, alla fine della fiera, la costruzione delle missioni non cambia più di tanto, presentando sempre un design lineare a corridoio.

Il lavoro confezionato dal team di Supermassive Games però sa essere decisamente divertente. Sarà il feeling delle armi – che comunque, per la cronaca, sono solo quattro – sarà il ritmo incalzante e la comodità di fruizione, fatto sta che nelle tre ore necessarie a portare a termina l’avventura, l’Aim Controller si dimostra nuovamente un’ottima periferica, che dona agli sparatutto tutto un altro livello di divertimento e immersione.

Bravo Team, poi, propone delle dinamiche capaci di ricreare il brivido della guerra urbana, un tipo di emozione che non avevamo ancora assaporato nella realtà virtuale. Sparare è gratificante, prendere la mira dai ripari è esaltante, mentre l’operazione di ricarica lascia un po’ di amaro in bocca: sarebbe stato molto più coinvolgente relegarla ad un movimento anziché un pulsante che scatena un’animazione mal congegnata.

Purtroppo il problema risiede anche nei contenuti, visto che, oltre alla campagna, spicca solo la modalità punteggio, in cui vengono riproposti gli stessi livelli della storia con un numero che riassume i punti totali del giocatore. Divertente, per carità, e vicina allo spirito arcade nel quale questa produzione si rispecchia, eppure, in un paio di pomeriggi, avrete già visto tutto.

L’analisi del comparto grafico ha invece messo in luce più alti che bassi, in una realizzazione che sembra aver subito il contraccolpo di tempi di sviluppo forse un po’ frettolosi, nonostante il rinvio. La mole poligonale è sicuramente degna di nota e supera di gran lunga la media dei titoli VR, con paesaggi enormi e realistici, tra i migliori visti su PSVR, specie nella definizione: con tutto ciò, i compromessi tecnici a cui deve sottostare sono evidenti, tra i quali fanno capolino delle texture che si caricano costantemente in ritardo, e soprattutto una visibile sfocatura nella cornice dell’immagine, fortunatamente poco pronunciata, unita a salutari pop-up sparsi qua e là. C’è anche da considerare che gli scenari sono perlopiù statici e la distruttibilità è ridotta all’osso.

In più, sebbene il tracciamento sia ottimo, questo non viene riprodotto al meglio dal punto di vista visivo: le proporzioni delle braccia e delle armi sono un po’ troppo grandi, e, in particolare, si verificano diversi fenomeni di compenetrazione. L’audio rasenta il minimo sindacale, dato che le musiche sono assenti, il suono ambientale è scarno, e il doppiaggio in italiano, seppur di buona qualità, talvolta salta le parti finali delle frasi dei personaggi, un problema che, si spera, venga risolto il prima possibile.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Bravo Team  Giudizio Finale – Bravo Team è una buona scusa per rispolverare l’Aim Controller di PSVR dalla mensola, ma non solo. Lo sparatutto su binari, infatti, vede nel lavoro di Supermassive Games una piccola diversità che lo rende fresco e godibile per merito della periferica, senza dubbio, ma anche per una giocabilità classica che funziona. Tuttavia, non chiedetegli troppo: in fin dei conti, pur essendo indubbiamente spassosa, l’esperienza è breve e non osa più di tanto, e non è di sicuro ciò di cui ha bisogno la realtà virtuale in questo momento. Un’aggiunta gradita, graditissima, ma non è ancora abbastanza.

PRO CONTRO
  • Impatto visivo degno di nota…
  • La formula basata su coperture funziona
  • Godibile sia da soli che in cooperativa
  • Diverse configurazioni disponibili, e l’Aim Controller è una garanzia
  • … ma i difetti non mancano
  • Minimo rischio
  • Audio scarno
  • Contenuti risicati

Recensione Bravo Team – Trailer

Recensione Bravo Team – Screenshot