Carrion: nei panni del mostro! (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Carrion – Oh no, un altro titolo in pixel-art! C’è chi, noi compresi talvolta, reagisce così all’ennesimo gioco indie che sfrutta grafica pixellosa in 2 dimensioni. Dietro Carrion però si nasconde Devolver Digital, un produttore che non lascia quasi mai nulla al caso. E anche stavolta Devolver ci ha visto lungo, promuovendo e pubblicando un titolo che ha da dire la sua. Scopriamo insieme Carrion!

Editore Devolver Digital
Sviluppatore Phobia Game Studio
Piattaforme PC Windows, Nintendo Switch, Xbox One
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Acquisto 19,99€ – Steam, Xbox, Nintendo

Pensate ad un incrocio tra La Cosa e Alien. Ci siete? Bene, adesso immaginate di calarvi nei suoi panni. Siete un organismo alieno pieno di denti e di tentacoli, e siete intrappolati in un laboratorio super-segreto. Facendo appello a tutta la vostra rabbia riuscite a liberarvi: quale occasione migliore per sgranocchiare un po’ di scienziati e militari e per mettere a ferro e fuoco la struttura?

Diciamo che l’incipit di Carrion potrebbe essere questo! Dietro la sua grafica in pixel-art si nascondono meccaniche di gioco sufficientemente stratificate e, perché no, piuttosto originali. Non capita tutti i giorni di calarsi nei panni del cattivo di turno, specialmente se il cattivo in questione è una massa di carne che assorbe, mangia e devasta. L’alieno protagonista di Carrion però è tutt’altro che indistruttibile. Si tratta pur sempre di una creatura informe fatta di tessuti e ossa, che subisce quindi i colpi di eventuali forze militari. Dopo una rapida introduzione che vi permette di imparare i comandi base e di prendere dimestichezza con l’alieno, capirete via via che in Carrion si deve adottare un approccio a metà tra uno stealth game e un gioco di azione. Il terreno di scontro va studiato meticolosamente, in modo da sfruttare tunnel, elementi dell’ambiente distruggibili, angoli e quant’altro vi possa offrire un vantaggio contro eventuali minacce armate.

Se inizialmente la minaccia più grande è costituita da militari o scienziati armati di semplici pistole, via via la situazione diventa sempre più complessa, con soldati armati scudi e armi ad energia, droni armati fino ai denti e tanto altro. La creatura di Carrion però si evolve di conseguenza. Nel laboratorio troveremo altre taniche di materiale organico sconosciuto in grado di regalarci poteri aggiuntivi. Il bello è che tali poteri giocano anche sul numero di punti ferita a nostra disposizione. Alcuni sono utilizzabili solo quando la materia organica a nostra disposizione è inferiore ad una certa soglia. Altri, che si appoggiano proprio al fatto che l’alieno da noi controllato è sempre più grosso, sono utilizzabili solo con molti punti ferita. E questo ci porta dritto ad affrontare un’altra dinamica di gioco.

Carrion potrebbe infatti essere definito anche un metroidvania. Alcune sezioni del laboratorio sono accessibili solo con poteri specifici, e in certi casi dovrete trovare il modo di alleggerire la materia organica o di appesantirla per poterle visitare. Si torna quindi sui propri passi anche per aprire vie fino a quel momento impossibili da raggiungere. Non vi aspettate però il backtracking che trovereste in un metroidvania vero e proprio. Di fatto il tutto è diviso in macro-aree in cui dopo un po’ non farete più ritorno. Ma in tutto ciò, come si controlla la creatura? Anche su PC vi consigliamo di dotarvi di pad. Diciamo che le dinamiche di controllo potrebbero essere quelle di un twin-stick shooter, ma c’è bisogno di prendere un po’ di dimestichezza. Le ambientazioni sono 2D e di conseguenza il mostro striscerà e si appenderà ai tunnel semplicemente muovendo una delle due levette analogiche. Con l’altra però miriamo con i nostri tentacoli, e con gesture specifiche scaraventiamo gli oggetti o portiamo a noi i malcapitati da sgranocchiare.

Non ho usato il termine sgranocchiare a caso: la creatura sgranocchia letteralmente gli esseri umani, producendo rumori che, ad un pubblico un minimo sensibile, potrebbero anche dare fastidio. Per non parlare delle urla degli stessi malcapitati, davvero realistiche e angoscianti per essere una produzione di questo tipo. Non sono solo i rumori: anche con la grafica “limitata” a disposizione, il comparto artistico del gioco è riuscito a rendere benissimo la situazione, ovvero quella di una massa di denti che fa incetta si materia organica. E sì, oramai dovreste averlo capito: per recuperare energia dalle ferite dovete mangiare a più non posso.

La longevità complessiva non è certo infinita (tutt’altro), ma stiamo pur sempre parlando di una produzione da 19,99€ che riuscirà comunque a intrattenervi per un tempo più che sufficiente. Le sfide proposte non sono quasi mai impossibile. Basta spremere un po’ le meningi per risolvere eventuali puzzle ambientali, e in ogni caso il sistema di salvataggio, che si basa su dei punti da usare come checkpoint/base di salvataggio, vi permette di riprovare quante volte volete per cercare di superare l’eventuale ostacolo.

8.0

Giudizio Finale

19,99€ potrebbero comunque sembrarvi troppi per un gioco che dura meno di 7/8 ore. Potremmo lanciarci in una discussione relativa al fatto che ci sono tripla A venduti a 70€ che durano anche meno, ma non è questa la sede. Carrion ha comunque quel qualcosa che riesce a farlo emergere dalla massa. Riesce a essere incredibilmente crudo anche solo sfruttando una grafica pixel-art in due dimensioni. L’idea stessa di mettersi nei panni del cattivo che divora tutto e tutti vale il prezzo del biglietto. Nel nostro caso lo abbiamo provato su Nintendo Switch: la console del colosso nipponico si conferma come al solito ottima per questo tipo di giochi, anche se potreste aver bisogno di qualche prova extra per prendere dimestichezza con i controlli.

PRO CONTRO
  • Prezzo contenuto
  • A suo modo originale
  • Riesce a essere crudo anche in 2D
  • Longevità
  • Controlli non sempre precisi
  • No PS4

Screenshot

Trailer

  • Name

    Gli articoli andrebbero riletti: metroidvana invece di metroidvanIa, ma essendo ripetuto due volte probabilmente non è un errore ma una convinzione dell’autore;
    “di denti che fa incetta si materia organica”;
    Prego.
    Ok ci sono tripla A che costano 70€ al lancio e durano 10 ore, ma è pur vero che questi tripla A non hanno probabilmente la grafica che ha questo gioco, hanno filmati d’intermezzo e così via, una trama probabilmente più elaborata e non presentano un backtracking seppur diviso solo in macro aree. Come esempio principe di tutto ciò mi viene da pensare a The Order 1886 la cui unica pecca grafica è l’assenza di riflessi negli specchi, c’è tutto il comparto dello shooting che regala soddisfazione e così via, se tutto ciò non giustifica i 50€ di differenza, allora il prezzo è ottimo, in caso contrario personalmente lo vedrei meglio a 14,90!