Children of Morta: quando gli hack ‘n’ slash incontrano la pixel art ed è subito amore (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Children of Morta – Children of Morta è uno di quei titoli che si lascia voler bene con una semplicità disarmante. Un po’ per il suo prezzo di lancio contenuto e la disponibilità su praticamente ogni piattaforma di gioco, un po’ per il suo stile grafico, una pixel art così curata da risultare estremamente affascinante. Ma cos’è Children of Morta e perché dovrebbe stuzzicare il vostro interesse? Scopriamolo insieme!

Editore 11 Bit Studios
Sviluppatore Dead Mage
Piattaforme PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PC
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore co-op locale
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 19,79€ (Steam) |

Children of Morta, sviluppato da Dead Mage e prodotto dai ragazzi polacchi di 11 Bit Studios (This War of Mine, Anomaly, Frostpunk), viene descritto dai suoi autori come un Action RPG story driven. Le somiglianze con la serie Diablo, giusto per citare un Action RPG conosciuto da tutti, ci sono eccome, anche se alcune dinamiche di approccio all’avventura sono decisamente diverse. Children of Morta per cominciare si concentra unicamente sull’esperienza singolo giocatore (c’è al più una gradita modalità co-op locale) e non cerca di mettere a suo agio il giocatore con livelli di difficoltà scalabili o con altre semplificazioni. Di fatto il giocatore si trova a vestire i panni di tutti (o quasi) i membri di una famiglia, una vera e propria famiglia di eroi per la precisione: i guardiani del Monte Morta. Una strana pestilenza, denominata Corruzione, sta cambiando drasticamente il volto del mondo, invadendo foreste, templi, dungeon e altre località. Il compito dei nostri eroi è ovviamente quello di indagare sui motivi che hanno portato alla nascita della Corruzione e, per quanto possibile, cercare di fermarla.

La casa di famiglia è anche l’hub di gioco.

Come accennato però si tratta di un gioco “story driven“: la storia è sempre al centro dell’attenzione, e man mano che si procede nel gioco la situazione della famiglia si evolve. Partiamo da un vero e proprio hub, la casa della famiglia Bergson, connessa ai punti vitali del mondo di gioco da un sofisticato sistema di portali. Al termine di ogni scorribanda è lì che torniamo, per ascoltare le interazioni tra i membri presenti, per potenziarci e anche per accogliere i familiari che all’inizio del gioco non fanno parte del gruppo. Questo ci porta direttamente alle meccaniche di gioco a cui facevamo cenno.

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Si comincia con la possibilità di controllare solo il padre, un potente guerriero armato di spada e scudo. Ben presto si capisce però che il padre, da solo, è destinato a fallire. La prima morte lascia un po’ di stucco, e non c’è un save game da caricare! I guardiani del Monte Mora vengono semplicemente riteletrasportati al sicuro tra le mura di casa, perdendo buona parte dei progressi compiuti nel dungeon corrente. Il livello di esperienza e le abilità sbloccate rimangono, ma gli oggetti che avete trovato no. Anche in questo Children of Morta funziona in modo drasticamente diverso dai tanti altri Action RPG: non c’è un vero e proprio inventario, ma solo una serie di manufatti che recuperate casualmente durante i dungeon e che perdete una volta tornati a caso.

I dungeon stessi, così come i manufatti scovati, sono generati ogni volta casualmente, anche se di fatto, per via del livello di difficoltà generale (non regolabile), vi troverete più e più volte ad affrontare gli stessi livelli con l’obiettivo di diventare sempre più potenti. Ad ogni morte però la storia avanza, permettendovi appunto di aggiungere nuovi membri alla famiglia e anche di sbloccare sotto quest che appariranno, sempre casualmente, all’interno dei vari dungeon. Concentrarsi su un unico eroe non porta a nulla di fatto, un po’ perché alcuni boss richiedono approcci particolari che magari un determinato eroe affronta con più facilità, un po’ perché ogni eroe, salendo di livello, porta benefici a tutta la famiglia. In questo modo il giocatore è obbligato a provarli tutti e ad adattarsi ad uno stile di gioco ogni volta diverso. Si passa dal guerriero classico spada e scudo all’arciere, dall’assassino al mago e così via.

Ognuno ha un numero esiguo di abilità, il che lo rende perfetto anche per essere giocato su console. Il giocatore si trova quindi a dover gestire i cooldown di queste abilità e un indicatore di stamina che permette ad esempio di rotolare via dagli attacchi nemici, di continuare a “sparare” mentre ci si muove o di parare colpi in arrivo. Alcune abilità aggiuntive si sbloccano grazie ai manufatti ma, come già accennato, si perdono in caso di sconfitta. Perfino terminare una serie di dungeon (sono raggruppati in mini-capitoli) vi riporterà diretti all’hub di gioco con la conseguente perdita degli oggetti. Sempre sulla falsa riga di Diablo poi, troveremo anche degli altari che forniranno bonus temporanei. Spendendo la valuta che scoveremo durante le scorribande sarà anche possibile potenziare i bonus temporanei e prolungarli. A proposito poi dei potenziamenti sbloccabili nell’hub, si tratta di bonus da sbloccare sempre tramite valuta che si applicano a tutti i membri della famiglia. Gli effetti sono quelli classici: più vita, più armatura, tasso di colpo critico aumentato e così via.

Tornando al livello di difficoltà non regolabile, gli scontri in Children of Morta non sono così banali da gestire. Vi troverete spesso ad affrontare un bel po’ di nemici alla volta e ci vuole una più che discreta concentrazione per evitare quanto più possibile i colpi in arrivo. Curarvi non è affatto banale: alcuni mostri, sempre in modo casuale, lasciano cadere pozioni, ma considerato che il tutto è regolato dal caso potreste trovarvi di fronte ad un boss con la vita dimezzata, dimezzando di fatto le possibilità di vittoria. Dovendo poi cambiare approccio al combattimento continuamente (dopo un po’ capite che ciclare eroi quasi ad ogni run non è una cattiva idea) aumenta ulteriormente il livello di difficoltà.

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Diciamo quindi che i neofiti del genere o chi magari lo vorrebbe affrontare una prima volta a livello facile per concentrarsi sulla storia e sugli intrecci familiari potrebbe trovare qualche difficoltà di troppo. Ma non è affatto un difetto del gioco, anzi: è una sfida piacevole che ci porta continuamente a migliorare la nostra abilità. Potenziare i personaggi e basta conta quindi fino a un certo punto: il grosso dovete mettercelo voi. Può però rivelarsi ripetitivo, proprio per i motivi già elencati. Anche solo per potenziare i primi eroi potrebbe essere necessario ripetere più e più volte gli stessi capitoli. Anche se i dungeon sono generati casualmente di fatto ci troviamo ad affrontare contesti simili e gli stessi nemici più e più volte. E in alcune run, scovare certi artefatti o avere più fortuna con le pozioni potrebbe portarvi a vittoria certa,

La famiglia al completo.

Da un punto di vista tecnico Children of Morta è una piccola chicca. Il motore grafico sfrutta una combinazione pixel art “dipinta a mano” e animazione frame per frame che sfrutta anche moderne tecniche di illuminazione. Impossibile non notare gli sforzi in tal senso sin dalle prime scene di gioco. Non siamo di fronte ad un classico tributo alla pixel art, ma a un qualcosa di più che prende vita sul nostro schermo. Lo abbiamo testato su ASUS GS30, un po’ un “overkill” con la sua RTX 2080, in ogni caso il gioco gira più che ottimamente anche su piattaforme meno potenti. Ottime anche la colonna sonora strumentale e la voce narrante, profonda e calzante; il tutto però è localizzato unicamente in inglese. Diciamocela tutta: seguire le vicende raccontate non è tutto, il gameplay sa essere dannatamente divertente anche senza capire i dialoghi, ma senza masticare un minimo la lingua d’oltre manica non riuscirete ad apprezzare il pacchetto completo offerto da Children of Morta.

9.0

Giudizio Finale

Come detto all’inizio è difficile volere male ad un gioco del genere. Children of Morta omaggia la pixel art e gli Action RPG alla Diablo, aggiungendo dinamiche diverse dal solito (per non scadere appunto nel solito Action RPG alla Diablo) e un grado di difficoltà sufficientemente alto da attirare chi è in cerca di una sfida diversa dal solito. Quest’ultimo tratto lo rende forse un titolo non per tutti ma per capire se Children of Morta fa per voi è necessario un investimento di appena 21,99€ (su PC), una spesa esigua per un prodotto curato e divertente.

PRO CONTRO
  • Ha uno stile tutto suo
  • Ottimo grado di sfida
  • Prezzo contenuto
  • Co-op locale
  • Non per tutti
  • Ripetere più e più volte i boss può rivelarsi frustrante

Trailer

Screenshot