7.0

Cold Iron è tra i giochi più originali per la VR, ma… (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Cold Iron – Alzino la mano tutti coloro che ricordano Wild Gunman: classe ‘84, firmato da Nintendo, fu uno dei titoli più rappresentativi del teatro degli sparatutto con light gun, e chi ha vissuto la crescita del videogioco ne avrà senz’altro sentito a parlare. Si tratta di un duello tra pistoleri del Far West, in cui il giocatore doveva estrarre l’arma e sparare velocemente, prima che l’avversario facesse la stessa cosa.

Dopo più di trent’anni, questa idea viene estrapolata e inserita nella realtà virtuale con Cold Iron, un videogioco realizzato dal team indipendente Catch & Release, composto da sole due persone. Ecco la nostra recensione.

LEGGI ANCHE: Recensione The Inpatient

Editore Catch & Release
Sviluppatore Catch & Release
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Cold Iron

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco provenienti da PSVR su PS4 Pro.

La pistola più veloce del West (e non solo)

Annunciato con un filmato enigmatico al quale Kojima potrebbe solo ispirarsi, Cold Iron si presenta nelle vesti di sparatutto-rompicapo, “un nuovo genere per un nuovo modo di giocare”, come piace dire ai suoi sviluppatori. In realtà, le meccaniche si rifanno proprio a quel Wild Gunman a cui accennavamo poc’anzi, con una primissima parte pressoché identica, sebbene sia spinta da una premessa narrativa a dir poco goliardica.

In particolare, la Cold Iron è una pistola, che apparteneva al padre del nostro alter ego virtuale, e tramite la quale dovremo vendicarlo, uccidendo i responsabili dell’assassino in quella che pare essere una storia di vendetta, almeno inizialmente. Dopodiché, si scoprirà che dietro quella semplice rivoltella esiste un mondo super-naturale, e il gioco utilizza questo escamotage in una maniera alquanto sommaria per farci visitare luoghi che in comune hanno ben poco. E a separare il Far West dalle rovine di un mondo post-apocalittico c’è solo un battito di ciglia.

L’aspetto vincente dell’avventura risiede nella sua imprevedibilità, che alimenta la curiosità nel vedere cosa si sono inventati gli ideatori per il livello successivo, con così pochi elementi interattivi. In buona sostanza, infatti, non si fa altro che eliminare avversari uno dopo l’altro, in duelli tra cowboy, uno contro uno, in cui velocità e precisione viaggiano di pari passo.

Per giocare a Cold Iron vi servirà un solo PlayStation Move, che traccerà, appunto, la pistola: ogni sfida comincia con la rivoltella nel fodero, dopo cui partirà un conto alla rovescia scandito da vari battiti, che culmineranno in un suono della campana, momento durante il quale bisognerà estrarre l’arma e sparare nel più breve tempo possibile. Se il giocatore riesce a portarsi a casa cinque spari messi a segno, vince la sfida e procede contro il prossimo sfidante. Inoltre, una serie di fattori, come la precisione o l’aver o meno centrato la testa, andranno a riassumersi in un punteggio.

Il gamepad gelato di Sony si dimostra preciso e affidabile, e la formula è in grado di trasmettere la tensione di uno scontro in stile Far West, soprattutto dal secondo livello in poi, dove le difficoltà cominciano a farsi serie. Anche perché ogni mondo si divide in tre duelli: perderne uno significherà ricominciare lo stesso tutto daccapo, cosa che potrebbe dare vita alla frustrazione. Tuttavia, la sfida sta nell’assimilare gli schemi d’attacco dei nemici, che diventano man mano sempre più creativi, e, nel tempo, sempre più comprensibili.

L’offerta contenutistica include livelli bonus abbastanza banali, nei quali sparare ad angurie che esplodono come fuochi d’artificio, e diversi boss unici, in un durata che supera di poco l’ora di gioco complessiva. Intensa, per carità, ma si parla pur sempre di una sola ora.

La campagna vanta scene d’intermezzo (esclusivamente in inglese e senza sottotitoli) ed è rigiocabile, proprio perché si possono ottenere punteggi più alti collegati a collezionabili sotto forma di statuette, a loro volta connesse ai trofei PlayStation, Platino annesso, anche se purtroppo mancano delle classifiche online. Tuttavia, a conti fatti, siamo dinanzi ad un’esperienza essenziale, nuda in un certo senso, limitata ad un divertimento vicino ai cabinati arcade, dove, però, l’utilizzo della realtà virtuale è marginale: peraltro, eccezion fatta per le musiche e il doppiaggio, certamente due aspetti degni di attenzione, la grafica lascia davvero a desiderare: spiccano texture slavate e ambientazioni amatoriali, avare di dettagli, in un quadro in cui solo i modelli dei personaggi cercano di emergere, anche se la risoluzione e le seghettature aggravano la situazione.

Infine, ci sarebbe piaciuta una modalità multigiocatore se solo ci fosse stata, attraverso cui Cold Iron avrebbe potuto dare ulteriore linfa vitale ai contenuti, condensati in un pacchetto proposto al prezzo di 19,99€, ragione per la quale vi consigliamo di attendere uno sconto per un eventuale acquisto.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Cold Iron  Giudizio Finale – Benché sia semplicistico, Cold Iron è di sicuro un prodotto originale sulla scena della realtà virtuale, che diverte per tutta la sua breve durata. Visivamente si poteva fare di più, e la longevità non fa gridare al miracolo, eppure l’avventura riesce a distinguersi nel marasma delle produzioni a basso budget grazie al suo carisma.

PRO CONTRO
  • Esperienza originale
  • Livello di sfida stimolante
  • Pochi elementi interattivi, ma usati bene
  • Grafica sottotono
  • Dura quanto un film
  • Prezzo non commisurato ai contenuti

Recensione Cold Iron – Trailer

Recensione Cold Iron – Screenshot