8.0

Creed: Rise to Glory – Adrianaaaa (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Creed: Rise to Glory – Evidentemente, Survios desidera un mondo fatto di videogiocatori in forma, sudati e doloranti, altrimenti non si spiegherebbe la piega presa nel suo processo di sviluppo. Non a caso, dopo un formidabile Sprint Vector, la società losangelina sfodera nientemeno che Creed: Rise to Glory, tie-in dell’omonimo film che ci propone una nuova visione della boxe nella realtà virtuale. Ecco la nostra recensione.

Editore Survios
Sviluppatore Survios
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Pugilato
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 24,99€

Ho i pugni nelle mani


Non credevamo fosse possibile sostituire l’ora quotidiana di esercizio fisico con un videogioco. Eppure, dopo aver completato la modalità Carriera di Creed: Rise to Glory tutta d’un fiato, sentivamo i tipici dolori di un buon allenamento. Certo, non stiamo mica dicendo che dobbiate cancellare immediatamente il vostro abbonamento annuale in palestra, ma l’ultima fatica di Survios si colloca tra i pochi titoli VR che esigono uno sforzo fisico per essere affrontati. Guarda caso, l’unica configurazione concessa è quella della classica coppia di due ruspanti PlayStation Move, ciascuno dei quali seguirà i movimenti delle braccia e li riprodurrà nel mondo virtuale.

Parlavamo della Carriera: questa vi mette nei guanti di Adonis Creed e si snoda lungo una serie di sette incontri, prima dei quali dovrete prendere parte ad un allenamento sotto le note dell’iconico tema di Rocky. Una decina di spassosi minigiochi, dai pugni di precisione alla corsa sul tapis roulant, andranno dunque ad inanellarsi uno dopo l’altro, il cui esito determinerà la vostra stamina nello scontro. Sì, perché dimenarsi come dei discotecari in preda al settimo quattro bianchi liscio, in Creed: Rise to Glory, non serve assolutamente a nulla.

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Quando si sale sul ring, ogni pugno inferto ha un costo in resistenza, e abusarne significa ridurre drasticamente la forza e la velocità dei propri attacchi, momento durante il quale i guanti brilleranno, segnalando l’esaurimento del vigore. Per ricaricarlo, è sufficiente mettersi in posizione di guardia, piazzando le proprie braccia davanti al viso. Questa meccanica cerca di simulare l’affaticamento reale e dona una fisicità ai combattimenti tutt’ora inesplorata nella boxe in VR.

Per quanto riguarda i colpi, si possono comporre combinazioni di diretti, ganci, jab e montanti, come se li steste effettuando nella realtà: gli impatti cercano di comunicare una certa corporeità, ma una maggiore vibrazione dei Move avrebbe senz’altro contribuito ad aumentare il grado d’immersione.

Schivare invece è d’obbligo, e colpire le parti scoperte dell’avversario lo è ancora di più: infliggere più danni consecutivamente potrebbe innescare un blocco temporale in cui l’avversario sarà scoperto, pronto a ricevere un attacco a raffica. Nel caso in cui cadeste al tappeto, sarà possibile tornare in campo simulando l’atto della corsa con le braccia, visto che il vostro “spirito” si allontanerà dal corpo di qualche metro dal ring. Chiaramente, più volte si cade al tappetto, più questa distanza cresce: dinamica bizzarra ma curiosa, che alimenta l’elemento VR.

Insomma, il sistema di lotta che ne viene fuori esalta e cerca di trasmettere sensazioni concrete, sebbene la limitatezza delle periferiche sia sentita. Parte dell’azione è statica, e muoversi nel ring trova un’utilità solo nel riposizionamento. Inoltre, è un imperativo angolare la camera in modo strategico su PSVR, dove il tracciamento si basa appunto sui sensori di luminosità: non a caso, i movimenti bruschi potrebbero causare qualche problema nelle configurazioni sacrificate, dando vita a fenomeni di imprecisione nelle situazioni più concitate, motivo per cui vi consigliamo di giocare in un’area ampia priva di ostacoli.

Dove l’offerta pecca è nei contenuti, giustificabili dato il prezzo budget: la Carriera può essere completata in un pomeriggio e va poco oltre il canonico Arcade, anche se vi sono dei momenti squisiti, tra i quali spiccano quelli in compagnia del mitico Rocky Balboa. Ottima invece la modalità Freeplay, attraverso cui potrete gironzolare nella palestra, allenarvi con i minigiochi e partecipare ad un qualsiasi incontro, scegliendo personaggi, ring e difficoltà. Emerge anche la modalità Multigiocatore, sia tramite matchmaking che sotto partita privata, per mezzo della quale avrete l’opportunità di combattere contro un avversario umano. Ecco, ora immaginate di giocare con un amico e di prenderlo a pugni virtuali: le risate saranno assicurate, ve lo garantiamo. In più, l’ultimo aggiornamento è intervenuto sulle collisioni e sulla stabilità del net-code per migliorare il lato online, ma il matchmaking sembra faticare nella ricerca di utenti con i quali lottare: come se non bastasse, manca un degno supporto alle classifiche, insieme ad un sistema di penalità, anch’esso assente, che possa rimproverare chi abbandona i duelli prima della conclusione.

Infine, l’impatto visivo merita senza dubbio un plauso. La primissima patch ha introdotto il supporto per PS4 Pro grazie a cui la resa estetica è stata notevolmente ripulita. Azzardiamo nel dire che questo Creed: Rise to Glory vanta uno dei migliori comparti grafici in termini di pulizia rapportata alla mole poligonale. I ring sono resi in maniera eccellente, così come il senso di presenza e d’immedesimazione, coadiuvato da un buono studio delle forme. Bella anche la colonna sonora e il doppiaggio nella sola lingua inglese, con un emulatore di Rocky abbastanza convincente.

In chiusura vi segnaliamo che, a partire dal 27 novembre, il cast di personaggi si arricchirà di due nuove personalità in forma del tutto gratuita, ovverosia Viktor Drago e Danny “Stuntman” Wheeler direttamente da Creed II, pellicola che verrà distribuita nelle sale italiane il 24 gennaio 2019.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Creed: Rise to Glory Giudizio Finale – Creed: Rise to Glory dipinge il pugilato con il pennello della realtà virtuale e lo fa regalandoci un modo nuovo di raffigurare lo sforzo fisico e la fisicità in VR. L’offerta contenutistica modesta e alcune imprecisioni nei controlli spiccano tra le problematiche, ma tirare un pugno in faccia ad un personaggio virtuale non è mai stato così gratificante.

PRO CONTRO
  • Grafica notevole su PS4 Pro
  • Fa di tutto per farvi sentire addosso lo sforzo corporeo
  • Allenarsi con i minigiochi prima dello scontro esalta
  • Giocabilità fisica che premia attacco e difesa
  • Contenutisticamente modesto
  • Controlli non sempre precisissimi su PSVR
  • Necessita di molto spazio per essere gustato al meglio

Recensione Creed: Rise to Glory – Trailer

Recensione Creed: Rise to Glory – Screenshot