6.0

Dark Legion – Divertirsi con poco (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Dark Legion – Anche chi mastica quotidianamente videogiochi, dal mattino fino alla sera, può avere delle lacune. Di Dark Legion, infatti, non sapevamo proprio nulla: è sbucato sul PlayStation Store senza alcun preavviso, in pieno E3 2018.

Pareri discordanti su Steam, richiami palesi ad altre produzioni ben più note, mostri infernali e armi futuristiche: insomma, la creatura di Ice World ha la nostra sincera attenzione. E la vostra?

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Editore Gamepoch, Ice World
Sviluppatore Ice World
Piattaforme PSVR (Gamepoch) | Oculus Rift, HTC Vive (Ice World)
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 11,99€ (PS4), 19,99€ (Steam)

La legione generica


Dark Legion potrebbe rappresentare l’emblema del videogioco amatoriale: l’ambientazione pare un’accozzaglia di modelli preconfezionati, messi insieme tra loro alla meno peggio; in più, l’unica figura umana di riferimento, una formosa donna dal vestito attillato, ricorda l’enigmatica Cortana di Halo, così come il pianeta alieno sul quale farete tappa, alla ricerca delle parti di ricambio per la vostra nave. Si respira un po’ di quell’aria della Bungie d’altri tempi, sembra quasi di vivere un piccolo capitolo di Master Chief nella realtà virtuale, ma… sediamo subito gli animi.

Impugnata la coppia di PlayStation Move, e superata una noiosa fase di pratica, l’avventura comincia nel bel mezzo dell’azione, dopo aver raccolto una pistola. Quello della sconosciuta Ice World è uno sparatutto in prima persona vero e proprio, dove il giocatore può spostarsi liberamente nel livello, tramite teletrasporto o movimento libero, a vostra discrezione. Per la cronaca, il primo se la cava meglio del secondo, dato il passo lento che contraddistingue lo spostamento libero.

L’arsenale include diverse diavolerie con le quali abbattere i nemici: si passa da fucili automatici a balestre, per poi imbracciare i pezzi grossi, come lanciarazzi, un incantesimo di fuoco (che abbiamo utilizzato due volte in tutto) e persino bombe C4 con cui distruggere porte o generatori. Si possono impugnare due armi, e vi è sia un sistema di cambio veloce, che uno relegato alla classica cintura, sulla quale troverete una panoramica della vostra dotazione. Non si può certo dire che sia pratico, ma con un po’ di abitudine, e qualche imprecazione, potrete tirar fuori l’arma giusta al momento giusto.

L’avventura è divisa in livelli, cinque in totale, ciascuno dei quali offre un minimo di variazione nelle scenografie. Se la prima parte si svolge all’interno di ambientazioni naturali, colme di ragni e altre mostruosità, la seconda e ultima fetta dell’escursione vi getta in una stazione spaziale popolata da soldati cibernetici, armati fino ai denti. Nulla di tutto ciò ha un reale nesso logico ma, nel caso ancora non si fosse capito il tenore del titolo in questione, si gioca sostanzialmente per il piacere di sparare a qualcosa.

Fa quasi tenerezza il tentativo dello sviluppatore di cospargere il suolo con documenti che descrivono la “storia” della Dark Legion, un esercito militare che sta sviluppando creature mutanti per lanciare una catastrofe sulla razza umana. Il capo di questa legione oscura, tra l’altro, è un tizio incappucciato dalla risata identica ai non morti di World of Warcraft, che utilizza come abilità principale lo Shadow Bolt del Warlock, sempre del MMORPG di Blizzard. Da qui, sorgono spontanee due domande: Ice World ama Blizzard? E poi: tutto questo si può fare senza ripercussioni legali? Crediamo proprio di sì, altrimenti Dark Legion non avrebbe varcato i rigidi confini imposti da Sony.

Per il resto, il viaggio in compagnia di Dark Legion scorre senza troppi problemi, tra un nemico ucciso e un terminale su cui digitare quattro cifre per sbloccare la rispettiva porta elettrica. Si recuperano munizioni e siringhe curative dalle casse (fin troppe per la bassissima difficoltà del gioco), e si abbattono ancora quei tre, quattro cattivoni della stanza, per poi passare a quella successiva, pronti a fare la stessa cosa. E sapete? Funziona: non importa se le armi sono sbilanciate, con una semplice pistola che primeggia sul resto; non importa se l’intelligenza artificiale può essere raggirata con facilità, perché, in fin dei conti, Dark Legion diverte finché dura. Per carità, l’esperienza termina nel giro di un’ora e un quarto, ma è anche vero che ha un prezzo di 11,99€, con un trofeo di Platino che mira ad alimentare la rigiocabilità.

Si tratta insomma di una produzione che non ha pretese, dalla quale emerge una grafica passabile, sicuramente meglio di quanto visto in altri titoli la cui natura indipendente si percepiva a chilometri di distanza. L’immagine è pulita, al netto di qualche seghettatura sopportabile, e tutto sommato si lascia guardare. Ciò che genera frustrazione è il suono, in special modo quello provocato dal compagno robotico che vi seguirà costantemente, il quale non smetterà di agitarsi ad ogni punto d’interesse. La musica semplicemente non c’è, mentre il resto dell’effettistica audio trasuda elementarità da tutti i pori: potremmo parlare del doppiaggio raccapricciante della avvenente co-pilota di cui sopra, dalla voce espressiva quanto quella di un assistente vocale, ma sarebbe come sparare sulla croce rossa.

6.0

Giudizio Finale

Recensione Dark Legion Giudizio Finale – Dark Legion va preso per quello che è, un breve sparatutto in soggettiva che funziona e fa il suo dovere. Non eccelle in nulla e non punta a farlo, e urla con forza la sua palese natura indipendente, con fragorose punte grossolane. Più che un grido, però, è un monito: ci ricorda che divertirsi con poco si può, e che fare giochi del genere in VR è possibile, se solo qualcuno fosse disposto a realizzarli come si deve.

PRO CONTRO
  • Azione semplice, ignorante, spassosa
  • Prezzo invitante (su PSVR)
  • Grezzo, dozzinale in molti aspetti
  • Dura meno di un’ora e mezza

Recensione Dark Legion – Trailer

Recensione Dark Legion – Screenshot