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Dark Souls: Remastered – Il ritorno di un mito (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Dark Souls – “Dark Souls”. Scorrono i brividi solo a scriverle, queste due parole. Si tratta, sì, di due termini generici del fantasy, ma coloro i quali sono a conoscenza della saga di From Software, nel bene e nel male, sanno a cosa ci riferiamo. Per tutti gli altri, invece, c’è Dark Souls: Remastered. Ecco la nostra recensione.

Editore Bandai Namco
Sviluppatore From Software
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows | Switch (estate)
Genere Gioco di ruolo d’azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore
Lingua Italiano (testi)
Prezzo e acquisto 39,99€

Video Recensione Dark Souls: Remastered

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Xbox One S.

Tenete lontani i calendari

C’era bel tempo fuori, la prima volta che provai Dark Souls. Misi il disco nel vano della ormai compianta Xbox 360, e cercai di lasciarmi andare nella lugubre creatura di From Software. E sapete una cosa? Non ci riuscii. Mostri che ti stendono con un paio di colpi, boss clamorosamente troppo forti, e nessuna indicazione che ti dicesse cosa fare, chi sei e perché sei lì. Risultato: spensi la console, amareggiato. C’era pure bel tempo fuori.

Poi, la domenica successiva, ci riprovai. Ricordo che quel giorno pioveva a dirotto. Misi di nuovo il disco nel vano ormai scricchiolante, strinsi il controller tra le mani, e via: passarono più di quattro ore ininterrotte. Lì mi si aprì un mondo, lì sentii un ingranaggio che era appena ancora scattato. Perché Dark Souls andava in controtendenza rispetto al videogioco moderno: era ed è crudo, richiedeva e richiede pazienza, dedizione, studio dei percorsi e degli schemi d’attacco nemici. Una cosa che non ero più abituato a fare, visto che il videogioco stava andando in una direzione sempre più passiva. Checché ne dicano i detrattori, non fatichiamo a definirlo un punto di rottura nella storia del cosmo videoludico, grazie al quale il concetto di sfida è ritornato in auge.

L’operazione di restauro condotta con Dark Souls: Remastered serve proprio a questo, a far vivere, nelle mani di chi non l’ha vissuto, quel processo che ti rende prima inerme, poi disorientato, poi arrabbiato e infine felice. Felice perché hai battuto un boss che sembrava impossibile da abbattere; contento perché sei riuscito a raggirare una situazione spinosa: e lo hai fatto tu, non il videogioco per te.

Il target di riferimento è anzitutto il neofita, il curioso, ma anche chi vuole avere a che fare con la miglior versione ufficiale di Dark Souls, il cui più grosso limite risiede proprio nella parola “remastered”. Trattandosi di un semplice restauro, la geometria poligonale non è stata ritoccata in maniera tangibile, e la telecamera anarchica accompagna costantemente il giocatore, senza lasciarlo mai. I nostri test si sono consumati su una Xbox One S, e abbiamo constatato come il team si sia messo al lavoro in special modo sulla fluidità, garantendo i sessanta fotogrammi al secondo granitici, e sugli effetti particellari, ora senz’altro più complessi e piacevoli da guardare. La qualità delle texture invece è altalenante, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti, dove si denota l’anzianità di certe superfici. I personaggi, d’altro canto, sono quelli che di sicuro fanno la miglior figura, specie nella resa delle armature. PS4 Pro e Xbox One X possono poi contare su una risoluzione 4K, non nativa ma upscalata, che contribuisce comunque a ripulire l’immagine.

Il risultato, al di là dei freddi numeri, di certo non lascia indifferenti: l’atmosfera cupa e avvolgente della produzione risplende ancor di più in questo restauro, e poter giocare su console a Dark Souls in maniera agevole è senza dubbio un traguardo. Viene persino da chiedersi come sia stato possibile affrontarlo sotto la soglia dei 30 fps, almeno ai tempi, considerando i bruschi cali ai quali doveva sottostare in certe aree, come l’astrusa Città Infame. Certo, si sarebbe potuto fare di più sul fronte visivo, soprattutto perché stiamo parlando di una perla, anzi, di un mito che andrebbe tramandato data la sua importanza storica, eppure il pacchetto contiene tutto quello di cui avete bisogno per affrontare l’esperienza del 2011 nella sua forma più pulita, genuina e completa, data l’inclusione dell’espansione Artorias of the Abyss.

Per quanto riguarda le novità per i fan di lunga data, c’è indubbiamente poco. D’altronde, chi ha già una copia dell’edizione PC rimpinzata di modifiche avrà ben pochi motivi per tirar fuori una quarantina di euro dal portafoglio. Per carità: adesso è possibile cambiare patto direttamente dal falò, utilizzare più oggetti contemporaneamente, e modificare la grandezza dell’interfaccia, una manna dal cielo per i miopi. Eppure, il ritocco più grosso risiede nel comparto online, dove è stata implementata sia la modalità Deathmatch tre contro tre, sia i server dedicati, i quali daranno una grossa spinta al multiplayer. L’infrastruttura ora garantisce stabilità e più possibilità di personalizzazione, visto che potrete giocare fino ad un massimo di sei giocatori e attivare un sistema di password per vincolare l’accesso ai soli amici.

Permetteteci una piccola parentesi proprio sul multigiocatore per chi non mastica Dark Souls: non aspettatevi di poter giocare in cooperativa come nei più classici del genere. Anche l’online si crogiola in regole tutte sue, intrecciate nel ritmo e nella struttura dell’avventura, in cui bisognerà utilizzare determinati oggetti per evocare alleati per periodi di tempo limitati.

Starà a voi scoprire il funzionamento nel dettaglio, come, del resto, starà a voi esplorare un viaggio nel quale la narrativa dorme silenziosa nell’ambiente, dove morire è una lezione di vita, un percorso in cui la pazienza rappresenta la più grande arma a disposizione.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Dark Souls: Remastered – Giudizio Finale – Dark Souls: Remastered lascia inalterata l’esperienza originale, preservandone i pregi e gli spigoli, ma soprattutto la magia di uno dei miti della settima generazione di console, grazie ad una gradita operazione di pulizia da mestierante. Avrebbe potuto ereditare delle migliorie dai capitoli successivi; sarebbe stato incantevole vederlo con una veste grafica ancor più moderna; eppure questo è il titolo da cui tutto ebbe inizio e che va ricordato, dal quale è nata una trilogia memorabile, imparando dagli errori di un Demon’s Souls troppo spesso dimenticato.

PRO CONTRO
  • Dark Souls su console non era mai stato così bello e fruibile
  • Pulizia dell’immagine senza alterare l’atmosfera
  • Miglioramenti al comparto online
  • Visivamente si poteva fare di più
  • Novità poco appetitose per chi gioca su PC

Recensione Dark Souls: Remastered – Trailer

Recensione Dark Souls: Remastered – Screenshot