7.0

Darksiders III ci voleva. Ma quanti problemi tecnici! (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Darksiders III – In pochi credevano possibile un ritorno di Darksiders, e anche adesso che è realtà sembra destare più di qualche dubbio. Percepiamo un’atmosfera tiepida nei suoi riguardi, un po’ perplessa, ma non dovreste essere così scettici: a parte delle riserve sul fronte tecnico, Darksiders III vanta diversi assi nella manica e non ha paura di mostrarli. Ecco la nostra recensione.

Editore THQ Nordic
Sviluppatore Gunfire Games
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Avventura, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 64,99€
Aggiornamento28/11/2018

Di seguito la nostra video recensione.

Video Recensione Darksiders III

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Arriva la Furia

Nel caso non ne foste a conoscenza, la serie Darksiders narra le gesta dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse. L’ormai compianta Vigil Games voleva realizzare un videogioco per ciascun Cavaliere e, prima della sua prematura chiusura, ne riuscì a portare a compimento ben due.

Se il primo Darksiders, quello con protagonista l’indomabile Guerra, andava ad estrapolare numerosi elementi dalla saga di Zelda, il secondo ci mise nei panni di Morte, e provò a vestirsi con il curioso manto del dungeon crawler, fatto di armi, armature e alberi d’abilità. Alla base c’era sempre un titolo d’azione, viscerale e massiccio, derivativo in molte sue declinazioni ma mai scontato. Darksiders III, invece, abbandona l’equipaggiamento incrementale introdotto nel predecessore ed eredita da Dark Souls alcuni elementi, rinfrescando quanto visto in passato. L’esperienza sembra simile, rimane sempre orientata all’azione più pura, eppure è allo stesso tempo diversa.

La storia segue le vicende di Furia, terzo Cavaliere dell’Apocalisse, impegnata a dare la caccia ai Sette Peccati Capitali, personificati in mostri empi che dovrete prima castigare come si deve, e poi imprigionare in uno speciale amuleto. La narrativa non si perde in fronzoli né in lunghi filmati, racconta quanto basta per dare una direzione all’eroina e, soprattutto, per caratterizzarla al meglio.

Il mondo invece è stato costruito come se fosse una grande zona interconnessa da scorciatoie ambientali che si palesano nel tempo, alla stregua delle fatiche di FromSoftware. Non aspettatevi la classica struttura aperta che ormai contagia ogni genere, quanto piuttosto un’avventura lineare non avara di strade e percorsi secondari ben studiati che nascondono ricompense. Non vi è nessuna minimappa, eccetto un indicatore che segnalerà l’obiettivo più vicino. Perdipiù, il sistema di combattimento ha subito un’attenta operazione di bilanciamento: ora si è praticamente obbligati a conoscere gli schemi d’attacco degli avversari, poiché bastano un paio di colpi per mettere Furia al tappeto. Le lotte, di conseguenza, si focalizzano sul bersaglio singolo, o quantomeno è preferibile isolare i nemici per poter uscirne illesi.

L’enfasi ricade poi sulla classica schivata perfetta, che, se eseguita al momento giusto, scatena un contrattacco devastante. Detto in parole povere, imparare ad usarla fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta il più delle volte. Non a caso, le animazioni degli avversari sono abbastanza pulite ed evitare i colpi richiede solo tempismo e di certo non fortuna, eccetto quando la telecamera comincia ad incastrarsi nell’ambiente, cosa che accade negli spazi ristretti.

Parlando più nello specifico della dotazione, Furia dispone di una frusta il cui uso è legato ad un singolo pulsante: la pressione prolungata, o ritardata tra un colpo e l’altro. darà vita ad attacchi e combinazioni differenti. Successivamente, l’irrequieta protagonista avrà accesso alle cosiddette Forme, vere e proprie trasformazioni che le doneranno una nuova arma, un nuovo potere magico e un’abilità acrobatica aggiuntiva, utile per raggiungere posti altrimenti inaccessibili. Sono quattro le Forme totali, e ciascuna può essere indossata al volo premendo simultaneamente due comodi tasti. Quel che ne viene fuori è un combattimento decisamente impegnativo e gratificante, meno ricco di opzioni rispetto ad altri illustri colleghi ma di sicuro ben regolamentato, capace di donare belle sensazioni ad ogni nemico sconfitto.

L’economia di gioco, d’altro canto, si divide in due parti: da un lato abbiamo le Anime, spendibili dal mercante Vulgrim per salire di livello (e, dunque, per aumentare vita, attacco e danni magici), o per acquistare oggettistica varia; dall’altro, invece, vi è tutta una serie di reagenti per potenziare il proprio armamentario. Questi preziosi ingredienti incentivano l’esplorazione, anche perché, oltre ad essere nel catalogo di Vulgrim in quantità limitate, sono sapientemente nascosti nelle vie secondarie, protetti talvolta da gruppi demoniaci.

Il livello di difficoltà è personalizzabile, eppure quello “equilibrato” risulta essere calibrato in modo perfetto, proponendo un giusto compromesso tra godibilità e sfida: per la cronaca, non aspettatevi la cattiveria di un Dark Souls, nient’affatto. Il gioco infatti abbonda di oggetti curativi, ed è possibile entrare in uno stato di collera temporanea, non appena la rispettiva barra si sarà caricata, che vi darà una grossa mano durante gli scontri più impegnativi.

In ogni caso, proprio l’essere schematico, e attento al livello di difficoltà, rende Darksiders III un piacere per i polpastrelli. Emerge infatti un’ottima conduzione cadenzata a dovere, che alterna combattimenti, enigmi (non troppi) ed esplorazione, senza inciampare nella reiteratività. Le Forme vivacizzano il disegno dei livelli e alimentano la varietà strutturale, che si mantiene quasi sempre piacevole nel corso delle venti ore necessarie a portare a termine il viaggio. Peccato ci sia un uso eccessivo di luoghi sotterranei e lugubri, a discapito di parentesi all’aperto, che, senza ombra di dubbio, sono le più spettacolari ed evocative. Invero, tutta l’avventura è meno spettacolare di quanto preventivato, e lo scontro tra Inferno e Paradiso si consuma solo in poche aree e solo in pochi frangenti, quando le piattaforme odierne avrebbero potuto ospitare molta più epicità.

Ecco, a proposito di piattaforme odierne: la nostra analisi, che si è consumata su PS4 Pro, ha messo in luce diversi problemi tecnici ai quali gli sviluppatori stanno cercando di porre rimedio. Si parla di cali di fluidità, texture in bassa risoluzione, sparizione dell’audio e glitch grafici delle architetture che sporcano il delizioso stile grafico di Darksiders III. Non riusciamo a spiegarci questa mala ottimizzazione, ma dobbiamo comunque considerarla in sede valutativa: del resto, la conta poligonale non fa gridare al miracolo, le animazioni facciali sono oggettivamente arcaiche e in generale l’espressività dei personaggi lascia a desiderare, ma la caratterizzazione dei Sette Peccati Capitali saprà appagare i vostri occhi. Concludiamo segnalando che il comparto audio sfoggia un discreto doppiaggio in italiano, con delle musiche ambientali marginali e dei suoni che restituiscono sempre una notevole solidità.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Darksiders III Giudizio Finale – Darksiders III è figlio di un’epoca passata e preferisce mettere in disparte l’innovazione e la spettacolarità per confezionare un’avventura giocosa e molto godibile. Brilla senz’altro il suo pulito sistema di combattimento e anche la conduzione, attenta a non annacquarsi con lo scorrere della lancetta. Purtroppo una secchiata di problemi tecnici distruggono parte della magia. È preferibile attendere un aggiornamento che possa risolvere tali grane: aggiungete pure un punto in più alla valutazione finale quando quel giorno arriverà.

PRO CONTRO
  • Difficoltà ben bilanciata
  • Combattimenti gratificanti
  • Ritmo ben cadenzato
  • Conduzione pulita e schematica
  • La telecamera non è sempre un’alleata
  • Derivativo in certi aspetti
  • Molti sotterranei a discapito di ambienti aperti
  • Comparto tecnico pesantemente arretrato (PS4 Pro)

Recensione Darksiders III – Trailer

Recensione Darksiders III – Screenshot

  • Itales94

    Chissà perché quando si tratta di parlare dei difetti tecnici di un gioco è spesso la PS4 ad essere presa in causa pure per i titoli multipiattaforma, su altre testate videoludiche sono stati riscontrati i medesimi limiti grafici anche su XBox One e PC. È il prodotto ad avere alcune mancanze più che la console

  • Itales94

    Si, lo capisco. Ma avendolo notato molte volte su diverse testate sembra quasi un disincentivo per comperare il gioco sulla console presa in questione, e quindi passare alla concorrenza. è un peccato che un titolo del genere non renda comunque giustizia sul comparto tecnico, speriamo in un quarto capitolo conclusivo di fattura superiore