Dead or Alive 6 – Oltre le gambe c’è di più (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Dead or Alive 6 – Non vogliamo essere irrispettosi verso una saga con più di venti anni sul groppone, altroché. Eppure, di Dead or Alive ricordiamo una cosa in particolare, e quella dimora negli enormi seni delle lottatrici. È un dato di fatto e il sesto capitolo ce lo ricorda ancora una volta, che le sue guerriere sono le più prosperose del panorama videoludico. Bene, detto questo, ecco la nostra recensione di Dead or Alive 6.

Editore Koei Tecmo
Sviluppatore Team Ninja
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Sottotitoli in italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Video Recensione Dead or Alive 6

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Xbox One X.

Donne solo nell’aspetto

Koei Tecmo e Team Ninja sono state chiare fin da subito, e hanno espresso la volontà di serializzare Dead or Alive 6, diminuendo la carica sensuale delle protagoniste, cercando di concentrare le forze sulla profondità delle meccaniche di lotta. Invece, a conti fatti, la carica sensuale è rimasta praticamente invariata, eccetto dei costumi principali più coperti rispetto al passato, ma non è su questo che verterà la recensione, anche se ci piacerebbe.

Questa sesta, grintosa incarnazione vanta un sistema di combattimento viscerale dal quale emerge uno spirito educativo lodevole, mirato a spiegare le sue mille sfaccettature ai giocatori attraverso un menù di pratica assolutamente completo, pronto a descrivere alla perfezione combinazioni, danni e tutti quei tipici valori che determinano lo stile di ogni eroe.

Per chi non avesse mai sperimentato un capitolo della saga, sappiate che gli scontri si basano su una miscela che gravita attorno ai riflessi, al prevedere la mossa dell’avversario, in maniera tale da reagire di conseguenza. Sotto il velo di accessibilità, si nascondono tante di quelle tecniche che vanno a comporre un modello di battaglia molto diverso rispetto agli altri esponenti del genere. Il sesto episodio interviene sull’immediatezza della ricetta e va a semplificare l’esecuzione dei colpi speciali rendendoli più spettacolari, efficienti e nettamente più facili da scatenare.

In azione, sullo schermo, sembra di vedere una danza di coppia, una danza di arti marziali, dove le coreografie sono violente, e dove gli impatti sono estremamente ben resi. Pugni, calci, prese e contromosse donano gigantesche soddisfazioni e formano un quadro stratificato, diluito in ventiquattro personaggi tra i quali spicca senz’altro la presenza femminile. Purtroppo le new-entry sono solo due, Diego e NiCO: il primo è un combattente da strada, l’altra una scienziata dall’aspetto infantile ma dalla mano pesante. Siamo sicuri che apprezzerete entrambi.

Per quanto riguarda invece le modalità, il fulcro centrale è la storia, che racconta eventi di cui francamente non abbiamo capito niente. Battute a parte, se dovessimo riassumere la trama, non sapremo da dove cominciare: c’è una ragazza dotata di un grande potere e sembra che qualcuno voglia sfruttarlo. Ciò detto, la narrativa si compone di una mitragliata di scenette generiche, mal scritte e frammentate che precedono gli scontri, i quali si consumano in un solo round. Tutto sommato è godibile: vi permette di vivere liberamente la storia da diversi punti di vista, e strappa più di un sorriso per la sua assurdità, ma insomma, se l’obiettivo era quello di dare più coesione e consistenza all’universo di Dead or Alive, crediamo che questo non sia il migliore dei modi.

Il resto dell’offerta ospita un classico Arcade a difficoltà scalabile, una modalità Sopravvivenza e un’altra ad Attacco a Tempo. Chiude il cerchio una novità, le cosiddette Missioni DOA, una serie di scontri, sotto condizioni uniche, valutate secondo un giudizio a tre stelle, donate in base alla vostra performance. Non male come aggiunta, se non fosse per un sistema di sblocco dei costumi alquanto artificioso, che pare ispirarsi ai giochi per smartphone. In pratica bisogna prima accumulare delle parti, dei punti partecipando alle varie modalità, per poter ottenere l’accesso allo sblocco dei costumi, vestiti che per buona parte sono stati riciclati dai precedenti episodi.

In pratica le modalità dedicate al singolo giocatore formano un terreno pe l’eventuale sezione online, la quale risulta al momento abbastanza essenziale. È possibile addentrarsi nei meandri del competitivo solo tramite matchmaking, e le stanze private non sono ancora state implementate. Arriveranno presto, prestissimo a detta degli sviluppatori. Però rimane il fatto che lanciare il sesto capitolo con un’offerta di contenuti del genere, dopo un quinto che ha ricevuto un supporto stratosferico, be’, lascia dello sgradevole amaro in bocca. Rimaniamo ulteriormente sbigottiti se a ciò ci aggiungiamo che il net-code non brilla in quanto a pulizia e stabilità, a causa di alcuni fenomeni di latenza, a quanto pare in fase di risoluzione. Speriamo arrivino presto anche i duelli in Tag Team, la cui assenza è parecchio deludente.

Sul fronte visivo non possiamo lamentarci, poiché Dead or Alive 6 vince con la fluidità. È chiaro, veloce, pulito, dinamico, semplicemente bello da vedere su Xbox One X. I modelli poligonali mostrano i muscoli con i materiali e l’effettistica, dai vestiti strappati al sudore, dal sangue alla sporcizia, un cumulo di effetti speciali che vi danno l’idea di una rissa, di un combattimento. Nulla di impressionante, anzi, ma riesce a difendersi discretamente. Peccato per la qualità delle arene, piuttosto altalenante: se ne contano almeno una metà di gradevoli, e altre un po’ povere di dettagli, anche se la buona interazione ambientale cerca di metterci una pietra sopra. D’altra parte, abbiamo apprezzato le musiche, ma non la scarna espressività dei personaggi, lontana persino dalla scorsa generazione, con un doppiaggio in inglese sottotono.

Critiche a parte, il problema più grande risiede nel modello di monetizzazione avido scelto per Dead or Alive 6. Dopo un quinto capitolo pubblicato anche in formata gratuita, e da cui credevamo che il team avesse imparato molto, ci ritroviamo davanti ad un sesto dal prezzo pieno con un Season Pass da 89,99€, una marea di costumi a pagamento e addirittura due eroi non presenti nell’edizione standard. Presumiamo che non sia la scelta migliore per un pacchetto del genere: diciamo pure che non lo è affatto.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Dead or Alive 6  Giudizio Finale – Dead or Alive 6 è indubbiamente un buon picchiaduro che ha molto da offrire, oltre alle sue lottatrici avvenenti e affascinanti. Il sistema di combattimento trasmette sempre una piacevole fisicità indescrivibile a parole, e questa sesta incarnazione accoglie nuove, gradite intuizioni. Tuttavia, non ci sentiamo di consigliarlo a cuor leggero ora, in questo stato e a questo prezzo, in virtù di un’offerta non completa e che sarebbe dovuta essere celebrativa dopo la lunga crescita del quinto capitolo, sulla quale doveva ergersi il sesto episodio.

PRO CONTRO
  • Educa e prepara il giocatore con modalità di pratica esemplari
  • Combattimenti viscerali, stratificati, dagli ottimi impatti
  • Le lottatrici sono sempre meravigliose, e il nuovo duo di personaggi è interessante
  • Modello di monetizzazione avido
  • Contenutisticamente modesto
  • Online acerbo

Trailer

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