8.0

Dead Rising 4 – Jingle Brains Rock! (recensione)

Giorgio Palmieri - È il pensiero che conta.

Recensione Dead Rising 4 – Si torna a parlare di zombi, ma lo si fa con lo stile di Dead Rising, una saga di Capcom che non si è mai presa troppo sul serio, e che, tra le tante cose, ha anche sofferto di crisi d’identità. Scopriamo insieme il quarto capitolo nella nostra recensione.

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Video Recensione Dead Rising 4

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Xbox One.

Genesi di una saga

Il primo episodio di Dead Rising, uscito nel 2006, ha dato vita ad una nuova branca del genere di sopravvivenza dove, nei panni del fotoreporter Frank West, bisognava scoprire la verità che si nascondeva dietro un centro commerciale infestato dagli zombi.

Il tempo stava alla base della serie: ogni missione doveva essere completata entro un certo limite, cercando di combattere la pandemia con gli oggetti raccolti nei vari negozi, da giocattoli a maschere di carnevale, fino ad arrivare a spade e persino armi da fuoco.

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A partire dal terzo capitolo, tuttavia, il fattore tempo, nonostante la sua presenza, è stato ammorbidito per offrire un’esperienza più elastica, incentrata sull’esplorazione e sulla sperimentazione. Peccato che, negli anni, si sia perso l’obiettivo di Dead Rising, quello di farvi sentire alle strette, imbevuti di ansia e fretta, in un disperato tentativo di tenere due piedi in una scarpa, rimanendo sempre sull’impostazione survival ma puntando verso quello che possiamo definire ormai un gioco d’azione a mondo aperto, specialmente con i cambiamenti implementati in quest’ultima avventura.

Sia chiaro che Dead Rising 4 è ancora Dead Rising: si ritorna a Willamete, la stessa città del primo episodio, però in veste natalizia, e si impersona di nuovo il buon, vecchio Frank. Ora è un professore in preda ai rimpianti del passato che sarà costretto a risolvere un nuovo caso, in cui la parola “nuovo” assume un significato relativo. L’epidemia zombi ha raggiunto infatti uno stadio di diffusione pericolosa a causa della magica giornata del Black Friday, mediante la quale il virus ormai è letteralmente esploso: chi si nasconde dietro tutto questo? Una domanda retorica per Frank, ma…

Senza fretta

La storia è quindi tutto sommato più intrigante rispetto al passato, anche se stiamo pur sempre parlando di una trama farcita di humor e cliché ma, almeno, riesce ad intrattenere grazie soprattutto al carisma esagerato del protagonista, il quale non perde mai l’occasione per aprir bocca e commentare qualsiasi cosa.

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Siamo quindi ancora una volta, almeno nelle prime battute, in un centro commerciale, circondati da svariati punti vendita disabitati, e lo scopo è quello di costruire ogni tipo di diavoleria per eliminare centinaia di non morti a schermo, questa volta svincolati dal tempo. Checché se ne dica, è stata la scelta più coerente che si potesse fare per la nuova direzione verso cui il franchise si sta dirigendo.

L’essenza del gioco non è più la sopravvivenza, bensì la curiosità: il desiderio di visitare ogni anfratto dell’ambiente per ritrovare reagenti rappresenta infatti la forza motrice della produzione, poiché sarà possibile combinarli per realizzare un’ampia gamma di armi e veicoli per affrontare l’orda di zombi impazziti. Non che sia un elemento inedito alla saga, ma è quello che funziona meglio nel contesto, privato del vincolo temporale.

Perché, in fin dei conti, Dead Rising 4 è un open world, uno di quelli che offrono la libertà di approccio strutturale, tra missioni primarie della campagna, compiti secondari e un corposo sistema di sviluppo del personaggio che cresce con qualsiasi attività completata. Capiamo quindi che il tempo avrebbe solo impedito di far spiccare il volo ad un titolo che vuole farvi semplicemente divertire nel modo più ignorante possibile.

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Per compiere questo sacrosanto compito, è stata realizzata una schematizzazione totale dell’interfaccia. L’inventario infatti non è più generale, perché adesso ogni oggetto ha il proprio posto, cure comprese: le armi da fuoco a destra, quelle bianche al centro, e a sinistra ci sono gli oggetti da lancio, mentre quelli per recuperare salute sono relegati a semplici unità mediche, a prescindere da cosa raccoglierete. Non aspettatevi quindi di poter prendere un barretta di cioccolato per lanciarla contro un povero zombi, perché se prima eravamo chiamati ad utilizzare qualsiasi cosa pur di sopravvivere, adesso lo scopo è creare l’arma più fuori di testa che si sia mai pensata, e questa intenzione è chiara fin da subito perché Dead Rising 4 risulta essere molto facile.

Oltre al fatto che l’armamentario è tremendamente potente e vi permette di sterminare decine di nemici con un solo tasto, bisogna fare i conti con una mole di oggetti curativi che non scarseggia mai, e con delle armi decisamente più resistenti rispetto ai precedenti episodi, in cui anche quelle rare avevano una durata esigua. L’intelligenza artificiale degli zombi poi è palesemente tarata verso il basso, e scordatevi di morire con frequenza, come appunto succedeva in passato, perché gli avversari sono lì per essere sfracellati, e non per motivi ansiogeni.

L’armata delle tenebre

Come avrete senz’altro intuito, le semplificazioni si diramano in ogni caratteristica del titolo, e non solo nella difficoltà: dimenticatevi le missioni di scorta, nelle quali armare i sopravvissuti era un imperativo, e date il benvenuto ai rifugi in cui potrete acquistare armi, vestiti, veicoli e quant’altro con gli scarti, una valuta speciale ottenuta nel gioco. I superstiti vestono più che altro il ruolo di missioni secondarie: una volta liberata, la vittima si recherà in automatico verso l’accampamento vicino e, dopo averne salvati a sufficienza, salirà di livello, offrendo vantaggi aggiuntivi nei vari venditori.

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Francamente questo cambiamento denota una mancanza di inventiva, anche perché le operazioni di salvataggio, e tutti gli altri compiti opzionali, sono contraddistinte da una certa monotonia. L’avventura principale cerca invece di variare continumaente le fasi di gioco, tra sezioni investigative con la macchina fotografica, combattimenti contro boss, piccole sequenze stealth non particolarmente ispirate e altre chicche che non vanno a snaturare l’essenza della saga, anche se una certa dose di ripetitività è sempre presente.

Un altro fattore che ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca è l’assenza degli Psicopatici a favore dei Maniaci: i primi erano dei boss con personalità uniche e schemi d’attacco ben delineati; invece gli ultimi, appena introdotti nel quarto capitolo come sostituzione, raffigurano un contentino non troppo entusiasmante, coadiuvati sì da psicologie alquanto pericolanti, ma che non offrono sfide tangibili.

Però il titolo è tremendamente divertente se preso per quello che è, un minestrone spettacolare poco impegnativo che basa la sua offerta sul veder crescere l’indicatore delle uccisioni e delle combo, e dove la trama è solo un contorno. Creare teste di dinosauro che sputano fuoco, martelli che esplodono al contatto con i nemici o macchine elettrificate sono attività stimolanti, e la quantità di utensili da combinare e da utilizzare è incredibile, proprio come il numero di zombi a schermo, che raggiunge cifre allucinanti, senza accusare il minimo colpo nella fluidità. Tra l’altro, non abbiamo fatto ancora cenno alle EXO Tute, le vere novità dell’armamentario, degli esoscheletri incredibilmente potenti e pieni zeppi di capacità esclusive che lasceremo a voi il piacere di scoprire.

A proposito: l’offerta contenutistica è supportata anche da una componente multiplayer a quattro giocatori, esterna alla campagna e divisa in quattro episodi, dove bisognerà collaborare per compiere piccoli compiti insieme ai propri compagni. È un’aggiunta molto gradita, perché la progressione è abbastanza stimolante, e sterminare gli zombi in compagnia è sempre uno spasso, ma la sua stabilità non ci ha permesso di godercela a pieno, tra disconnessioni e ban per i giocatori di livello basso. Vi consigliamo dunque di affrontarla con gli amici, e non con persone sconosciute, in balia del matchmaking.

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Chiude la nostra analisi il fronte tecnico, che si è dimostrato poco sopra la media. Molte texture sono scialbe e i modelli, specie quelli degli zombi, non fanno gridare al miracolo in quanto ad assortimento. Si nota poi una minore cura generale dei particolari, tra un paio di compenetrazioni di troppo, animazioni non rifinite e qualche altro piccolo grattacapo che esprimono, tutti insieme, uno sviluppo un po’ frettoloso, almeno per quanto riguarda certe finezze.

Il quantitativo di nemici è comunque lodevole, e il frame rate, come già accennato, è praticamente sempre stabile su Xbox One, con i canonici trenta fotogrammi al secondo. Abbiamo poi apprezzato la palette di colori più vivace, in linea con la nuova vena ancor più scanzonata rispetto al predecessore, e la varietà dei luoghi da visitare. Sul lato sonoro non c’è niente da rimproverare, con musiche a tema natalizio, effettistica sempre differente e ben studiata per ogni oggetto, e un buon doppiaggio in italiano.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Dead Rising 4  Giudizio Finale – Dead Rising 4 è ancora Dead Rising, ma questo quarto capitolo cambia direzione, uscendo definitivamente dai canoni del genere di sopravvivenza per diventare a tutti gli effetti uno strampalato picchiaduro a scorrimento, dove è la curiosità a trascinare il giocatore, il desiderio nel sperimentare le combinazioni di armi sempre più esagerate. È innegabile che sia ripetitivo, e che alcune idee avrebbero beneficiato di un maggior approfondimento, ma arrivati a questo punto avrete senz’altro inquadrato la produzione per capire se può, o meno, fare al caso vostro.

PRO CONTRO
  • Il vincolo temporale nelle missioni è svanito…
  • Divertimento ignorante allo stato brado
  • Arsenale fuori di testa, oltre che vario
  • L’atmosfera natalizia è incantevole
  • … e con lui la sopravvivenza, tratto tipico della serie
  • Idee derative nella struttura a mondo aperto
  • Alcuni aspetti sia tecnici che ludici mostrano ampio margine di miglioramento

Recensione Dead Rising 4 – Trailer

Recensione Dead Rising 4 – Screenshot