Non conoscete Deemo Reborn? Be’, dovreste (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Deemo Reborn – Non esiste nulla come Deemo Reborn lì fuori. Sulla carta è un gioco musicale, ma in pratica è molto di più. Si tratta di un completo rifacimento del titolo originale uscito su piattaforme mobili, ora riadattato per PlayStation 4 e, per la prima volta in assoluto, sulla realtà virtuale. Ecco la nostra recensione: mettetevi comodi, perché ne varrà la pena.

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Editore Rayark
Sviluppatore Rayark
Piattaforme PSVR, PS4
Genere Gioco musicale
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 39,99€

Lasciatemi suonare

Come accennavamo in apertura, Deemo Reborn ricostruisce da zero il gioco d’origine, ripensandolo in tre dimensioni ma preservandone l’essenza. D’altronde, di questi tempi, non succede spesso che gli autori stessi abbiano l’opportunità di lavorare al rifacimento di una loro opera.

L’incipit iniziale vede cadere una ragazzina tra le braccia di un essere stilizzato privo di voce che, malgrado il suo inquietante aspetto, farà di tutto pur di aiutarla, affinché torni in superficie. L’unico modo per raggiungere la finestra sul soffitto, che collega i due mondi, sembra essere quello di suonare il pianoforte al centro della stanza, perché il potere della musica alimenta un albero che potrà poi essere utilizzato come una sorta di scala naturale verso l’uscita. I due quindi si divideranno i compiti: la fanciulla dovrà recuperare gli spartiti musicali sparsi per il maniero, mentre lo strano essere, di nome Deemo, si impegnerà a suonarli.

La premessa si traduce in una interattività divisa in due parti, legate a doppio filo e intercambiabili quando lo si desidera: nelle sezioni esplorative si guida la piccola ragazza nelle stanze del castello, toccando i punti d’interesse per risolvere enigmi di difficoltà crescente, oltre che di ottima qualità, i quali mettono alla prova le capacità d’osservazione del giocatore. Durante i ragionamenti e la contemplazione, ci si perde ad ammirare l’attenta costruzione del mondo: aleggia un alone malinconico, delineato da un uso delizioso del violino e del piano che, insieme, accompagnano nell’esplorazione, mentre la risoluzione dei puzzle premia anche con piccoli dettagli sull’universo di Deemo Reborn, minuscoli tasselli che vi aiutano nella comprensione di una trama semplice, ma non avara di momenti intensi.

L’altra fetta, quella musicale, vi fa impersonare Deemo, e si configura in una giocabilità incentrata sulla classica cascata di note che dovrete intercettare al volo, suonandole a tempo per collezionare più punti possibili. Nonostante vi siano solo dieci stanze, ciascuna è curata in modo maniacale e presenta una nutrita schiera di enigmi intrecciati, per un totale di circa sessanta canzoni sbloccabili, giocabili sotto vari livelli di difficoltà. L’albero cresce a prescindere dalla musica suonata, ma ama ascoltarne di nuove, cosa che lo farà germogliare più in fretta. Trattasi di una progressione che stimola il giocatore a non tralasciare nessuna delle due attività, e lo spinge a provare continuamente contenuti nuovi. Non piacerà a chi preferisce avere già tutti i brani sbloccati, anche perché non è affatto facile, né veloce, accedere all’intera libreria.

Malgrado qualche pezzo che sa di riempitivo, la grande scelta musicale è notevole e copre diversi generi, dal pop nipponico a quello coreano, fino a toccare le ovvie melodie di solo piano, per una varietà che non è certamente per tutti i palati, ma sa farsi riconoscere. Lascia un pizzico d’amaro in bocca la presenza di DLC sin dal lancio, i quali espandono la libreria di canzoni, benché il prezzo di cinque euro per cinque brani sia tutt’altro che proibitivo.

Scendendo più in profondità, Deemo Reborn cambia a seconda che la giochiate con un visore sulla testa o sul semplice televisore. Nel primo caso avrete bisogno di una coppia di PlayStation Move, attraverso la quale sarà possibile muovere l’eroina puntando il posto dove vorrete che si diriga, mentre delle visuali statiche seguiranno i suoi movimenti. Nei panni di Deemo, d’altro canto, bisognerà posizionare le mani in corrispondenza delle note, come se steste suonando il piano. Non sfoggia tuttavia la visceralità di altri esponenti, né la medesima tecnica, soprattutto quando si raggiungono certi livelli di velocità, in cui il gioco vi costringe a compiere movimenti forsennati alla stregua di un batterista, che snaturano invece l’illusione di utilizzare un pianoforte. Malgrado quanto detto, riesce nell’impresa di coinvolgere per mezzo di schemi cuciti attentamente sui ritmi, quantomeno per buona parte delle canzoni.

Al contrario, nella modalità “piatta”, il titolo di Rayark ne guadagna certamente in dettaglio grafico, ma perde molto del suo fascino: il Dualshock non riesce a comunicare lo stesso divertimento dei PlayStation Move durante le fasi musicali, eppure si rivela un valido alleato in quelle esplorative, in cui il giocatore potrà muovere liberamente la ragazzina con gli analogici. Per certi versi sono due esperienze complementari, in quanto le musiche vantano cascate di note differenti a seconda della modalità scelta. Peccato che la VR abbia inspiegabilmente solo due livelli di sfida per canzone, contro i tre di quella standard.

Tuttavia, quel che stupisce è senz’altro la coerenza artistica che muove l’intera produzione. Dall’estetica alla musica, Deemo Reborn sorprende per l’edificazione di un universo che ti fa letteralmente scappare dalla realtà. È un rifugio accogliente dove la priorità non è quella di migliorarsi, ma passare del tempo per se stessi. Avremmo gradito qualche scenario in più nelle sequenze ritmiche, o almeno che fossero più reattive e ricche d’effetti, ma capiamo che, per un discorso di pulizia dell’immagine, si è optato per questa soluzione.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Deemo Reborn  Giudizio Finale – Non sarà tecnico o viscerale quanto altri illustri colleghi, eppure Deemo Reborn è un’esperienza musicale meravigliosa, soprattutto in realtà virtuale. Esce fuori dagli schemi del genere diluendo la giocabilità ritmica con una parte dedicata all’esplorazione di un piccolo mondo adorabile, pieno di ottimi rompicapi e di vicende sorprendentemente toccanti.

PRO CONTRO
  • VR e TV, due esperienze complementari…
  • Buona e ampia selezione musicale…
  • Il binomio musica ed esplorazione funziona
  • Universo semplice, curioso, dolce
  • … ma senza visore perde molto valore
  • … anche se alcuni brani sanno di riempitivo
  • Pochi scenari per le fasi ritmiche
  • DLC al lancio

Trailer

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