8.0

Destiny 2: I Rinnegati rinnega il passato. E voi? (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Destiny 2: I Rinnegati – L’espansione de I Rinnegati sta a Destiny 2 come quella de Il Re Dei Corrotti stava al primo Destiny. Entrambe hanno valorizzato una base un po’ stanca e sicuramente confusa, alla quale mancava una progressione cadenzata a dovere, oltretutto minata da ricompense non sempre adeguate. Ecco la nostra recensione.

Facciamo un po’ di chiarezza: I Rinnegati richiede il gioco base Destiny 2, Espansione I – La Maledizione di Osiride e Espansione II – La Menta Bellica di Destiny 2, venduti separatamente. Potete acquistare l’espansione in digitale (39,99€) o Destiny 2 I Rinnegati: La Collezione Leggendaria (69,99€) in versione fisica, che contiene tutto quello di cui avete bisogno per iniziare a giocare.

A ciò, si somma il Pass Annuale de I Rinnegati, anch’esso venduto separatamente, che andrà ad aggiungere tre nuovi contenuti premium previsti per l’inverno 2018, la primavera 2019 e l’estate 2019. Per chi si stesse avvicinando per la prima volta al mondo dello sparatutto di Bungie, rivolgete la vostra attenzione alla nostra recensione di Destiny 2.

Editore Activision
Sviluppatore Bungie
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Multigiocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Video Recensione Destiny 2: I Rinnegati

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

La migliore scommessa che abbia mai perso

C’era stato detto che Destiny 2 non avrebbe seguito gli stessi errori commessi in passato, ed invece qualcosa è andato storto. I DLC successivi al lancio, e più in generale i piani di supporto, non hanno soddisfatto il palato della comunità, proprio come era accaduto nel primo Destiny. I Rinnegati, dunque, giunge sul campo per salvare la situazione: di fatto, si tratta di un’espansione intima, vicina ai toni oscuri e drammatici esalati ne Il Re dei Corrotti.

Uno dei, anzi, il miglior personaggio dell’universo dipinto da Bungie, il mitico Cayde-6, è il fulcro attorno al quale orbita questo nuovo viaggio, che si dipana lungo una manciata di missioni. Anche se crediamo sappiate già il catalizzatore delle vicende, cerchiamo di non varcare il confine della sgradita anticipazione (il materiale pubblicitario ha già fatto abbastanza). L’obiettivo, insomma, è quello di eliminare otto Baroni, dei servitori che hanno causato un “evento irreparabile”.

Alcuni Baroni sono decisamente meglio riusciti di altri, non tanto nell’estetica quanto nell’organizzazione della battaglia, eppure questa struttura della campagna riesce ad abbracciare tutte la attività di Destiny 2 senza dilungarsi troppo, con enormi scenari bellici sui quali combattere. Non è nulla che non si sia già visto, e bene o male non c’è nulla di nuovo dal punto di vista delle meccaniche: detto in parole povere, si passa la maggior parte del tempo a sparare. Del resto, è la parte migliore del gioco.

Ciononostante, siamo convinti che questa sia la miglior campagna di Destiny sino ad oggi, perché colpisce al cuore di chi ha vissuto sulla pelle la crescita del gioco, presentando il giusto equilibrio tra filmati d’intermezzo e attività, in un risultato più coeso di quanto ci aspettassimo inizialmente. Ma tutti sanno che la “storia” in un gioco online è solo una preparazione alla vera esperienza, un gustoso aperitivo che, in questo caso, presenta anche le novità dell’espansione.

Tra tutte le chicche inedite, emergono innanzitutto gli Infami, sorte di Caduti mutati piuttosto aggressivi: le strategie per eliminarli non sono poi così diverse da quelle utilizzate solitamente, ma almeno vi è qualche tipologia effettivamente diversa, come i Devastatori, letali combattenti armati di lanterne infuocate, pronti a stanarvi con un paio di colpi corpo a corpo. Altra gustosa aggiunta risplende invece nell’introduzione degli archi, ed è sufficiente farsi un giro su qualsiasi pianeta per capire quanto siano amati. Se ne sentiva il bisogno, proprio perché viene introdotta, dopo un po’ di tempo, un’arma differente e tutt’altro che situazionale.

Per non parlare della nuovissima infornata di Super, una più scenografica dell’altra, una più spettacolare dell’altra, condensate in un ramo di talenti aggiuntivo per sottoclasse. Tra martelli a due mani per i Titani, coltelli esplosivi per i Cacciatori e raggi distruttivi per gli Stregoni, crediamo che Bungie abbia cercato di completare al meglio ogni specializzazione, sebbene l’elemento ruolistico continui a scarseggiare. Ci sarebbe piaciuto avere un albero più denso di variabili, più personalizzabile, ma purtroppo le classi rimangono vincolate ad abilità predefinite.

Tuttavia, la personalizzazione è stata potenziata con una gestione dell’armamentario ribilanciata, attraverso la quale potrete imbracciare due armi dello stesso tipo ad esempio, o un’arma speciale al posto di quella cinetica, garantendo quindi più possibilità di sperimentazione, alimentate a loro volta da una carellata di nuovo equipaggiamento, come di consueto, e dall’inedito sistema di caratteristiche casuali. Adesso, armi e armature sfoggiano parametri randomici, scelti tra un nutrito numero di cosiddetti perk. D’ora in poi, dunque, un tipo di fucile si distinguerà da un altro del medesimo tipo, dando quindi un senso anche agli oggetti leggendari di luce bassa: se ne riescono a collezionare molti ad una certa velocità, ma la stessa cosa non possiamo dire delle risorse. Infatti, l’impiego dell’infusione – la pratica che consente di migliorare un pezzo sacrificandone un altro – ha subito una revisione con un aumento dei costi in reagenti. Una mossa che non abbiamo apprezzato, anche se capiamo che Bungia mira, in questo modo, a dare un senso alle zone precedenti, sulle quali si mette piede sempre più raramente.

Spostandoci invece sul fronte pianeti, sono state aggiunte due nuove zone, la Riva Contorta e la Città Sognante. Il primo territorio presenta le classiche attività già viste sugli altri pianeti, dalle Pattuglie ai soliti Eventi Pubblici, per poi finire sui nuovi Assalti, non particolarmente innovativi ma di sicuro ben fatti. La Città Sognante, invece, sfrutta un espediente unico per la storia di Destiny 2: è un’ambientazione destinata a cambiare nel tempo, che abbiamo già visto mutare nel corso di queste settimane, e che ospita le attività di fine di gioco, da cui viene a galla il Pozzo Cieco, l’ennesima variante orda come la Corte di Oryx, Protocollo d’Intensificazione e la Forgia dell’Arconte, dove bisognerà sconfiggere ondate di Infami. È senz’altro molto intuitiva, ma in tutta franchezza riteniamo che si potesse puntare a qualcosa di più originale. L’accesso alle modalità orda, nondimeno, continua a non rendere la vita facile a chi magari vorrebbe affrontarle da solo, o con l’intero clan: non poter comporre squadre da più di tre giocatori durante queste attività rimane una lacuna importante. Belle invece le Sfide Ascedenti, delle quali non parleremo per evitare spoiler, ma sappiate che vi faranno vedere la Citta Sognante da un altro punto di vista, proponendo prove talvolta creative, e talvolta classiche.

Le ricompense invece hanno subito una rivalutazione completa, in quanto le pietre miliari sono confluite nelle taglie settimanali e giornaliere, pronte a premiarvi con criterio. Questo significa dover passare quotidianamente dalla Torre prima di iniziare a giocare, e quindi sorbirsi i lunghi caricamenti ormai caratteristici di Destiny. Bungie, inoltre, ha ben pensato di reintrodurre le Collezioni e i Trionfi, pregni di materiale da leggere per arricchire l’universo narrativo: fa sorridere che questo secondo capitolo debba attingere dall’originale per migliorarsi, e riceva tutto ciò in ritardo, ma, come si suol dire, meglio tardi che mai.

Per l’originalità, bisogna rivolgersi alla modalità Azzardo, un meraviglioso ibrido tra PvE e PvP che rappresenta il punto più alto dell’espansione. Due squadre composte da quattro elementi si sfidano su due mappe separate, cercando di eliminare i nemici mossi dall’intelligenza artificiale, per poi raccogliere le particelle lasciate cadere alla loro morte. Queste dovranno essere inserite all’interno di un apposito altare: in base al numero di globi luminosi consegnati in un’unica soluzione, potrete rilasciare un corrotto nell’arena avversaria, per rallentarli nella consegna. La particolarità sta nel poter invadere il campo avversario a cadenza regolare: un membro del gruppo avrà la possibilità di attaccare gli avversari per diminuire le loro riserve di particelle. Lo scopo è quello di riempire un apposito indicatore, dopo il quale apparirà un boss, il Primordiale. Ovviamente, la squadra che riuscirà ad abbatterlo per prima sarà decretata vincitrice.

La ricetta è vincente, immediata, ma anche strategica. Il ritmo sapientemente ben calcolato rende Azzardo perfettamente fruibile sia in lassi di tempo ristretti, sia per cinque partite di seguito. Collaborare con un team affiatato è consigliato, eppure giocare con sconosciuti non è poi così tragico come potreste pensare, dato il buon lavoro svolto tra indicatori e segnalatori che fanno capire immediatamente cosa fare e quando farlo. Purtroppo però non ci sono novità in merito al PvP classico, che, almeno, accoglie nuovamente sei giocatori per squadra. E per chi cercasse la difficoltà, quella vera, quella seria, vi è la nuova Incursione intitolata Ultimo Desiderio, dove viene consacrata l’idea di attività avanzata secondo Bungie, in cui la collaborazione, anzi, la coordinazione tra membri è vitale. Il primo scontro vi metterà già alla prova, e richiederà una certa preparazione, un certo studio prima ancora di infilarci il naso dentro. Peccato non sia possibile affrontare una versione edulcorata dello stesso con matchmaking, che avrebbe aumentato gli incarichi giocabili per chi non ha il tempo materiale di affrontare la complessità di un’Incursione.

Concludiamo con una parentesi dedicata al profilo estetico, caratterizzato da una veste grafica un po’ obsoleta (su console c’è il vincolo di 30fps) se messa al confronto con le produzioni odierne, ma ricca di una direzione artistica tenebrosa e oscura, nella quale Destiny riesce a raggiungere la sua massima espressione, accompagnata da un’ottima colonna sonora: alcuni brani riprendono le tonalità delle musiche del primo capitolo, una vera e propria cascata di nostalgia. Infine vi informiamo, nel caso non fosse ancora chiaro, che Destiny 2: I Rinnegati dispone di un secondo Pass Annuale a pagamento, che fatichiamo a deglutire dopo i bocconi amari dei primi due DLC, ma il tempo saprà darci le dovute risposte.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Destiny 2: I Rinnegati Giudizio Finale – Nuove attività, aggiunte inedite ed elementi ripresi dal capitolo originale fanno da corollario ad un’espansione che riaccende finalmente la fiamma dell’interesse verso Destiny 2. Azzardo è una modalità assolutamente fantastica, così come le splendide Super, o la nuovissima gestione delle taglie che armonizza la routine di compiti, spingendovi ad affrontare qualsiasi contenuto. Le caratteristiche casuali per le armi, e la maggiore possibilità di personalizzazione dell’equipaggiamento, aggiungono fattori ruolistici addizionali con cui divertirsi a lungo termine. Si sarebbe potuto puntare più sull’originalità nella stesura delle Pattuglie, degli Assalti o del recente Pozzo Cieco, ma per adesso possiamo ritenerci soddisfatti. Se siete disposti a superare gli errori commessi da Bungie e la discutibile politica frammentata dei DLC, avrete tra le mani esattamente quello di cui aveva bisogno Destiny 2, ovverosia un’espansione rinvigorente, capace di rimettere tutti i tasselli al proprio posto. Rinnegherete il passato? Darete fiducia a Bungie per l’ennesima volta, sperando che questa volta tutto vada per il verso giusto? La scelta sta a voi, Guardiani. La scelta sta a voi.

PRO CONTRO
  • Tono dell’espansione intimo, oscuro
  • Le nuove Super lasciano a bocca aperta
  • Progressione rinvigorita e armonizzata
  • Azzardo è una modalità eccezionale
  • La Città Sognante non è avara di sorprese
  • Tante piccole trovate che migliorano sensibilmente l’esperienza
  • Poche novità dal punto di vista delle meccaniche
  • Il farming di risorse è stato intensificato
  • Assalti, Pattuglie ed Eventi Pubblici canonici
  • Caricamenti talvolta troppo lunghi
  • Politica dei DLC discutibile

Recensione Destiny 2: I Rinnegati – Trailer

Recensione Destiny 2: I Rinnegati – Screenshot