Devil May Cry 5 non è perfetto. Ma quasi (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Devil May Cry 5 – Chissà cosa direbbe Dante Alighieri davanti all’inferno dipinto in Devil May Cry. Continuerebbe a usare la lingua volgare per descriverlo? O diventerebbe volgare? In ogni caso, questa è la nostra recensione di Devil May Cry 5.

Editore Capcom
Sviluppatore Capcom
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Video Recensione Devil May Cry 5

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

La ricordavo diversa, la selva oscura

Devil May Cry 5 è un videogioco d’azione formidabile, tra i migliori che possiate provare sulle piattaforme odierne. È la consacrazione di una serie sregolata, da sempre caratterizzata da una personalità assurda e riconoscibile, ma non sempre rispettata col passare degli anni. Nessuno si dimenticherà il tonfo e il tanfo del secondo capitolo, e del cambio di rotta del DmC firmato Ninja Theory: una grande avventura, se non fosse per la perdita del Dante dalla deliziosa verve da buffone e dal capello bianco, senza il quale Devil May Cry smette di essere Devil May Cry.

D’altra parte, questo quinto capitolo recupera tutto il recuperabile, ed è più fedele all’identità originale di quanto non lo fossero i capitoli successivi, o quantomeno i più recenti. Si priva di tutti gli inutili orpelli per confezionare un gioco d’azione dritto al punto, classico, ampliato e approfondito: un frullato d’azione impiantato in una struttura a corridoio, con pochissime diramazioni, dove picchiare è la cosa che farete più spesso, e anche quella che gli riesce meglio.

Tre sono i protagonisti di Devil May Cry 5, e ciascuno vanta un sistema di lotta studiato attorno alle varie personalità. I combattimenti di Nero, ad esempio, gravitano attorno alla meccanica del Devil Breaker, delle braccia meccaniche con effetti estremamente diversi tra loro ed estremamente potenti, il cui uso è limitato da un colpo di genio: se si viene colpiti durante l’utilizzo, queste si rompono immediatamente e dovrete indossarne un altro. Di diretta conseguenza, entra in gioco il fattore rischio: puoi usarli in continuazione, anche abusandone, ma se ti sfiorano, il braccio cade in mille pezzi.

La new-entry invece si chiama semplicemente V ed è un evocatore. Preferisce rimanere nelle retrovie mentre manda i suoi sgherri verso il nemico, i quali compongono attacchi ravvicinati e a distanza. A conti fatti è quello meno tecnico e senz’altro meno pulito del trittico, ma è certamente il più originale, il più spettacolare e forse pure il nostro preferito. Peccato che poi ci sia Dante, e Dante è Devil May Cry: un arsenale di tutto rispetto, quattro stili diversi e la trasformazione in demone compongono il sistema di combattimento più dinamico e ricco di opzioni che si sia mai visto sulla scena. E se ciò non bastasse, con le gemme rosse rinvenute dai nemici sconfitti, dalle missioni completate e dall’ambiente, potrete sbloccare una valanga di abilità per tutti e tre i personaggi. Non avete idea di cosa si possa fare con tutte queste possibilità, con tutti questi attacchi. Sul serio, il quantitativo di combinazioni realizzabili è davvero fuori di testa, e l’iconico sistema di valutazione a lettera sarà sempre lì, sulla destra, a valutare la vostra prestazione.

Senza tirarla per le lunghe, quando si combatte, Devil May Cry 5 è perfetto. A partire dalle animazioni fino ad arrivare alla varietà dei nemici e dei boss, siete davanti alla nuova definizione dell’azione cosiddetta stilosa, un flusso dinamico più vicino al picchiaduro a scorrimento che all’avventura, e lo porta verso nuovi orizzonti, riempiendoli di elementi inediti con lo scorrere della lancetta.

Peraltro, siamo rimasti impressionati dalla grafica. Crediamo di non aver mai visto dei volti così espressivi, più reali di quelli reali, ed infatti ci siamo innamorati di Lady nel giro di qualche secondo dalla sua apparizione. La qualità delle texture tocca vette pazzesche, applicate su modelli deliziosi, che siano i protagonisti, i nemici o il fondale, e questa grande bellezza danza sui sessanta fotogrammi al secondo su PS4 Pro, come dovrebbe fare ogni buon esponente del genere d’azione che si rispetti. Ottima anche la colonna sonora, rockeggiante ma mai invasiva, azzeccata e con un tema principale che non ci stancheremo mai di canticchiare. Vi chiederete dunque cos’è che non va in Devil May Cry 5, in questa miscela scoppiettante alla quale è difficile rimproverare qualcosa. Eppure, di problemi ne abbiamo individuati un po’.

Il grattacapo più importante emerge dal disegno dei livelli: non che sia di scarsa qualità, sia chiaro, ma risulta solamente funzionale all’azione. Si compone di stanze e corridoi, stanze e corridoi, stanze e corridoi (e potremmo continuare), con pochissime sorprese, e purtroppo alle volte propone qualche costrutto riciclato di troppo. E nonostante siano piacevoli nell’estetica, rimane l’inghippo che i livelli tendono a ripetersi nella struttura, sia per esigenze narrative che ludiche.

A proposito di esigenze narrative, la trama possiamo catalogarla come “essenziale”, sebbene abbia tra le sue braccia delle sequenze animate di qualità eccelsa, coadiuvate da note testuali che arricchiscono degnamente il quadro narrativo. Non mancano battute, non manca il senso dell’umorismo fuori dalle righe tipico della serie, forte ma mai esagerato: ciò detto, nella ricetta spicca un pelino di disorganicità. La storia non viene raccontata in maniera lineare e sceglie di fare qualche salto temporale in avanti e indietro, in un modo che sembra voler diluire e rendere inutilmente più complessa una narrazione che di fatto è elementare. Inizialmente sarà il gioco stesso a scegliere il personaggio che utilizzerete, e solo più avanti avrete la possibilità di scegliere il vostro preferito e di rigiocare alcune missioni con un altro, se lo desiderate. Il risultato, nel dettaglio, è una conduzione non del tutto armonizzata, che si piega in nome di una maggiore varietà, anche se potreste accusare un pelino di frammentarietà soprattutto nelle prime battute, dove molti dettagli vengono lasciati in disparte.

Parlando invece di longevità, l’avventura termina in circa dieci ore, buone per un gioco d’azione come Devil May Cry, sebbene si sarebbe potuto fare di più. Avremmo preferito, in particolare, che tutti i livelli di difficoltà fossero sbloccati sin dall’inizio, perché quelli iniziali, due in totale, sono troppo facili per chi mastica un minimo il genere. Tra l’altro, eccetto una decina di piccole missioni segrete, non compaiono modalità aggiuntive, almeno se non si considera il Cameo System, una sorta di multigiocatore asincrono che inserisce nel livello un secondo personaggio di tanto in tanto, guidato dall’intelligenza artificiale modellata sulle prestazioni di un giocatore reale. Ecco, sembra una novità capace di espandere la rigiocabilità, ma in realtà non è nulla di così fantastico come invece vorrebbe farvi credere, in virtù del fatto che le sezioni in cui compare l’ipotetico secondo utente si contano sulle dita di una mano. Invece, per quanto riguarda le microtransazioni giustamente criticate già prima dell’uscita, possiamo solo dirvi che la loro presenza è praticamente insignificante, anche perché di gemme rosse se ne acquisiscono a bizzeffe durante l’avventura. Chiudiamo segnalando l’arrivo imminente del Bloody Palace, una modalità, distribuita gratuitamente, che aggiungerà un filone a sopravvivenza nell’offerta.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Devil May Cry 5  Giudizio Finale – Devil May Cry 5 è la quintessenza dell’azione stilosa. Non si erano mai visti, in un solo esponente di questo genere, tre sistemi di combattimento così ricchi di opzioni, di gratificazioni, di gioie visive. E non s’era mai visto un Devil May Cry così bello e profondo. Si tratta di un grandioso ritorno alle origini, attento a soddisfare chi questa saga l’ha sempre sostenuta e divinizzata. Peccato per una manciata di difetti, specie nel disegno dei livelli, piuttosto basilare e manchevole di grandi sorprese, nonostante sia funzionale al divertimento. Ciò detto, la (vera) quinta avventura di Dante è un’esperienza preziosa, l’ennesima testimonianza di una nuova Capcom grintosa e splendente.

PRO CONTRO
  • Visivamente impressionante, specie nei volti e nelle animazioni
  • Ottima caratterizzazione di nemici e boss
  • Un flusso di adrenalina: mai e poi mai un momento morto
  • Tre personaggi fenomenali, che uniscono passato, presente e novità
  • Sistema di combattimento pazzesco, stratificato e ricco di possibilità
  • Disegno dei livelli elementare e povero di sorprese
  • Qualche missione in più l’avremmo gradita
  • Il livello di difficoltà intermedio è troppo facile
  • Trama essenziale, seppur godibile per gli appassionati

Trailer

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