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Digimon World: Next Order è “IL” gioco dei Digimon (recensione)

Giorgio Palmieri Libereremo Digiworld.

Recensione Digimon World: Next Order – Alzino la mano tutti quelli che hanno avuto la fortuna di giocare Digimon World sulla leggendaria, prima PlayStation; mentre quelli che non lo conoscono, o magari lo hanno provato solo per un’oretta, per poi abbandonarlo a causa di una prima impressione non proprio entusiasmante, sono pregati di alzarne un’altra.

Ammissioni di colpe a parte, Digimon World: Next Order è il nuovo videogioco uscito in Europa, in esclusiva su PlayStation 4, dedicato alle creaturine digitali che hanno caratterizzato l’infanzia di tantissime persone. Si tratta di una versione restaurata per l’attuale ammiraglia di Sony dell’edizione originale rilasciata per PS Vita nel 2016, che non ha mai varcato i confini nipponici. Scopritelo nella nostra recensione.

Video Recensione Digimon World: Next Order

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Ragazzi veri e Digimon

Digimon World: Next Order non è il tipico gioco di ruolo di stampo giapponese a cui siamo abituati. Anzi, a dirla tutta, non lo è proprio, almeno in senso stretto. La formula, avviata dal primo capitolo della saga, e portata ora ad un nuovo stadio evolutivo, si basa su un genere dalle sfumature gestionali.

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Se state quindi cercando una bella storia da vivere e dei combattimenti epici in cui controllare i Digimon, non siete nel posto giusto. Il gioco, infatti, narra semplicemente le vicende di un ragazzo (o di una ragazza, a vostra scelta) che finirà nel Digiworld sotto circostanze sospette. Per ritornare nel mondo reale, il protagonista dovrà ripopolare la città di Floatia, così da salvaguardare il mondo dei Digimon, minacciato dai malvagi Machinedramon. Il vostro compito sarà quindi quello di radunare le creature e potenziare le vostre, girovagando per le aree di gioco e completando mansioni di varia natura.

Il giocatore veste i panni di un Domatore, il quale può avere con sé due Partner o, meglio, due Digimon. Prima di iniziare l’avventura, potrete sceglierne, appunto, due, ciascuno dei quali partirà nella sua forma primordiale. Passerete quindi gran parte del tempo di gioco nella palestra di Floatia, luogo in cui è possibile potenziare ogni statistica semplicemente tramite una macchinetta. Basta infatti scegliere il paramento da potenziare, uno per ogni Digimon, in maniera tale da avviare un minigioco di tempismo, che decreterà i punti aggiuntivi a quella determinata statistica.

Non ci sono limiti nell’utilizzo della macchina, purché i bisogni di ogni mostriciattolo vengano costantemente soddisfatti. Le creature infatti vanno coccolate, rimproverate, nutrite, ed è necessario anche farle dormire e portarle al bagno (sì, letteralmente). Le richieste sono scandite nel tempo, che viene regolato da un orologio dove un secondo nella vita reale equivale ad un minuto nel gioco.

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Ogni necessità verrà fatta presente al giocatore con un fumetto, e badate bene che accontentare i Digimon è praticamente il fulcro dell’esperienza, come un moderno tamagotchi: se inizierete a non occuparvi dei loro bisogni, le creature potranno ammalarsi e persino morire, evento che comunque fa parte del ciclo vitale, proprio perché, prima o poi, il mostro perirà di vecchiaia. Non abbiate paura, poichè ognuno può essere resuscitato, ma solo nella forma primordiale, ripartendo sì da zero ma con delle dritte che vi permetteranno di accelerare i progressi per poter poi creare il Digimon perfetto di generazione in generazione.

Dunque le variabili sono tantissime, e vanno rispettate per far evolvere i propri Partner nelle forme più avanzate, in maniera tale da spingervi nei territori più ostici man mano che rafforzerete i vostri mostriciattoli digitali. La struttura di gioco sposa di fatto un mondo completamente esplorabile a proprio piacimento, diviso però in zone, collegate tra loro da brevissime schermate di caricamento. Oltre ai Digimon da reclutare svolgendo piccoli compiti, ciascuna area è popolata da minerali e oggetti di varia natura, e, soprattutto, da Digimon avversari, con i quali bisognerà lottare in sequenze di battaglia perlopiù automatiche.

Nei panni del Domatore, dovrete sostanzialmente incitare i Partner per aumentare l’Autorità, un parametro che vi consente di attivare le abilità a seduta stante, senza dover aspettare che le facciano di loro spontanea volontà. Potrete anche somministrare oggetti curativi, e scegliere un paio di strategie tra quelle disponibili, ma il controllo è relativamente limitato a pochi comandi.

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Tuttavia, il sistema di combattimento si arricchisce con nuove opzioni grazie all’albero delle abilità del protagonista, un vasto schema di talenti, potenziabile con qualsiasi attività portata a termine (anche una semplice passeggiata andrà bene), che abbraccia praticamente tutte le sfaccettature del gioco: dalla raccolta dei reagenti alle evoluzioni, dall’allenamento agli scontri, nulla è lasciato al caso. A ciò si aggiunge la possibilità di espandere materialmente Floatia reclutando i vari Digimon sparsi per i territori. Per citarvi alcuni esempi, Birdramon offre un servizio di spedizione capace di teletrasportarvi in punti della mappa già visitati in precedenza, mentre Veemon è in grado di potenziare le strutture con i materiali raccolti.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ma così facendo vi rovineremmo la sorpresa. La formula di Bandai Namco e del suo team affiliato B.B. Studio è bella perché è in continuo divenire, e molte delle mancanze che troverete nei primi istanti di gioco verranno colmate col passare delle ore. Sia chiaro che il binomio assuefacente caratterizzato dall’allenamento dei Digimon e dall’esplorazione non è esente dai difetti: le ambientazioni sono povere di dettagli e abbastanza ripetitive, e il sistema di gioco vincola il giocatore ad operazioni da eseguire in modo meccanico.

Di conseguenza, la pazienza sta alla base dell’esperienza: infatti, l’iniziale smarrimento, dovuto al fatto che le meccaniche sono apparentemente complesse, sparirà con l’abitudine, e imparerete col tempo (e con le abilità acquisite) come sfruttare al meglio sia i vostri Partner, che i servizi della città. I tutorial tradotti in italiano accompagnano il giocatore, guidandolo nei vari aspetti del titolo, quindi non c’è da preoccuparsi più di tanto. Dunque la voglia di collezionare e di potenziare qualsiasi cosa sarà la forza motrice che vi porterà a giocare questa nuova incarnazione del franchise per centinaia di ore.

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Conclude l’analisi il lato audiovisivo, che purtroppo vive di alti e bassi. Senza mezzi termini, la grafica è mediocre, molto lontana dagli standard odierni. I luoghi visitabili sono spogli e poco caratterizzati, e le animazioni lasciano talvolta a desiderare, tant’è che le creature sembrano talvolta pattinare sull’asfalto a causa di una sincronizzazione tra il movimento e l’animazione non perfetta.

I modelli dei Digimon sono invece ben fatti, e vederli in tre dimensioni sullo schermo è sempre un piacere per gli occhi: certo è che siamo rimasti un po’ delusi dalla quantità, poiché una parte dei circa duecento Digimon è dedicata alle ricolorazioni di mostri già presenti. La colonna sonora invece sfoggia dei motivetti molto orecchiabili, mentre l’effettistica sonora non ci ha convinto fino in fondo a causa della monotonia di certi suoni.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Digimon World: Next Order  Giudizio Finale – Digimon World: Next Order appartiene ad una specie a sé, e questa sua unicità lo rende un videogioco che potrebbe polarizzare i videogiocatori. Di fatto, è la massima espressione della formula creata nel ‘99, semplificata e potenziata a dovere, nella quale le dinamiche da gestionale convivono egregiamente con una progressione calcolata all’occhiello che va costantemente a valorizzare la giocabilità e, soprattutto, le possibilità. Insomma, è un titolo che richiede impegno e pazienza, ma che sa come gratificare i suoi utenti.

PRO CONTRO
  • Miracolosamente in italiano
  • Il tamagotchi modernizzato
  • Ottimo senso di progressione
  • La formula si arricchisce costantemente
  • Storia superficiale
  • Comparto grafico a dir poco migliorabile
  • Inevitabilmente ripetitivo e meccanico

Recensione Digimon World: Next Order – Trailer

Recensione Digimon World: Next Order – Screenshot