8.0

Dino Frontier – Il tuo Jurassic Park! (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Dino Frontier – Cowboy e dinosauri: se esiste una combinazione migliore? Crediamo dipenda dai punti di vista, ma con la realtà virtuale tutto diventa più interessante, talmente vivo da mettere in dubbio anche i gusti di una vita. Potreste persino iniziare ad apprezzare qualcosa che prima non guardavate nemmeno dalle lenti del binocolo.

Non fatevi quindi trarre in inganno dal suo stile grafico, o dalla sua ambientazione peculiare, o, ancora, dal genere tipicamente di nicchia: Dino Frontier è un titolo che va giocato, o quantomeno provato a casa di qualcuno. Ecco la nostra recensione.

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Editore Uber Entertainment
Sviluppatore Uber Entertainment
Piattaforme PSVR
Genere Strategia, gestionale, simulazione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Dino Frontier

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR.

Brown & White

In Dino Frontier si vestono i panni di quello che il gioco si diverte a chiamare Grande Sindaco, una sorta di divinità di cui vedremo sempre e solo le mani. Senza esitare, abbiamo preso i nostri due PlayStation Move (l’unico sistema di controllo supportato) e ci siamo fiondati in un ambiente circondato dai canyon, un diorama delizioso all’interno del quale è possibile costruire, in una zona apposita, le strutture per realizzare una vera e propria cittadina. Si può edificare uno stabile per tipo, utilizzando le quattro risorse disponibili: cibo, legna, pietra e oro.

L’interazione, legata interamente alle mani, è quanto di più naturale si possa chiedere: volete, ad esempio, che un colono tagli la legna per voi? È sufficiente prenderlo e metterlo vicino agli alberi, cosicché questo possa lavorare in maniera agevole. Una volta pronta, la risorsa andrà raccolta portandola materialmente alla bocca, o in altri modi che lasceremo a voi il piacere di scoprire.

In pratica, le semplici dinamiche del gestionale, fondato sulla costruzione, sono state traslate in modo eccelso dal mouse alla realtà virtuale. Lo zoom viene controllato da una comoda combinazione di tasti, tanto-chè è sufficiente avvicinare i PlayStation Move per ridurre la dimensione della sezione di gioco, in modo da avere una visuale a volo d’uccello.

Mentre, alla stessa maniera sopracitata, però allargando le braccia, si può estendere il piano, affinché possiate guardare la città più da vicino, con i vostri occhi, come se steste davvero lì, tra i vostri abitanti, ed è incredibile ammirare la quantità di dettagli che sorreggono ogni elemento grafico: dalle animazioni dei cittadini e dei dinosauri, ai tocchi di classe degli edifici, la veste visiva esplode in uno stile che combina due filoni opposti, quello western e il giurassico, formando una personalità bizzarra che si mantiene in piedi da sola, sorretta da un’ottima definizione dell’immagine.

Andando al nocciolo della questione, il filo conduttore è rappresentato, appunto, dai dinosauri, i quali andranno catturati con le rispettive esche, anch’esse realizzabili spendendo risorse. Questi potranno poi essere cavalcati dai coloni, così da aumentare la loro potenza, oppure potreste impiegarli in determinate faccende: ad esempio, l’anchilosauro, o comunque la reinterpretazione che il gioco dà di quella specie, raccoglierà la legna per voi, senza che dobbiate recuperarla manualmente. Purtroppo se ne può avere solo uno per tipo, cosa che francamente ci ha fatto storcere un po’ il naso.

In realtà è tutta la progressione ad essere ancorata alla linearità più totale: sarà infatti un pratico schema di obiettivi a dirvi cosa fare, o cosa costruire, per procedere nell’avventura.
Un’avventura che ha lo scopo di sconfiggere il Re dei Banditi, un cattivone raggiungibile edificando l’ultima struttura disponibile. Basterà quindi addestrare al meglio la propria squadra, rispettando i loro bisogni tra fame, umore e sonno, per portarsi a casa la vittoria. In effetti la difficoltà si attesta su livelli estremamente bassi, e sentirsi in pericolo è un’occasione più unica che rara.

Ogni tanto qualche bandito vi farà visita in città, nel disperato tentativo di rubare le risorse, cosa che, nel nostro caso, non è mai successa data la loro scarsa potenza di fuoco. Semmai qualcosa dovesse andare storto, sarà possibile reclutare nuovi dinosauri e coloni, nelle modalità già affrontate in precedenza.

Per la cronaca, l’intero gioco si svolge unicamente in una sola zona, fatta eccezione per il rifugio del sindaco, un simpatico giardino che germoglia risorse nel tempo, e la miniera, nella quale Dino Frontier si trasforma in una sorta di tower defense davvero divertente, sebbene limitato ad un’unica mappa.

L’offerta contenutistica si esaurirà nel giro di quattro, massimo cinque ore, un tempo che vi permetterà di sbloccare praticamente tutto senza ulteriori stimoli, e di guadagnare il trofeo di Platino. Pertanto, il prezzo di lancio, fissato a 35,99€, potrebbe non essere alla portata di tutti.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Dino Frontier  Giudizio Finale – Dino Frontier pecca solo nell’essere eccessivamente legato ad una progressione che riduce la libertà tipica del genere, stretta pure in una durata esigua. Il risultato, comunque, è un mostro incantevole di divertimento, che preferisce arrivare al dunque senza perdersi in preamboli, capace di gettare delle solidissime basi per il futuro della strategia sulla realtà virtuale. Se il prezzo non vi spaventa, lasciatevi avvolgere dal giurassico West.

PRO CONTRO
  • Scenario originale e creativo
  • Graficamente delizioso, esplode di personalità
  • Controlli superbi
  • Meccaniche rodate, ma colme di spunti interessanti
  • Pecca nella profondità
  • Progressione e sviluppo lineari
  • Prezzo di lancio alto

Recensione Dino Frontier – Trailer

Recensione Dino Frontier – Screenshot