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Divinity: Original Sin 2 è il nuovo punto di riferimento per il genere dei giochi di ruolo (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Divinity: Original Sin 2 – Quando si parla di giochi appartenenti al genere dei GDR viene sempre fuori Baldur’s Gate. Non è perché siamo fissati, ma perché, e in molti concorderanno con il nostro giudizio, il piccolo capolavoro di BioWare e Black Isle Studios è stato più di un capostipite per il genere. La serie di giochi di ruolo ispirati ai mondi di Dungeons & Dragons hanno gettato le basi per tutta una serie di titoli che solo in parte sono riusciti ad eguagliare quanto visto in Baldur’s Gate. E dopo quasi 20 anni di attesa abbiamo forse trovato non solo un successore spirituale, ma un titolo che sulla carta potrebbe addirittura superarlo.

Diamo quindi un nome e un origine a questo possibile, nuovo capolavoro: il gioco in questione si intitola Divinity: Original Sin 2, e si tratta di uno spin-off dell’hack ‘n’ slash Divine Divinity nonché secondo capitolo di una saga sviluppata sempre e comunque dalla software house belga Larian Studios grazie anche ai cospicui finanziamenti di Kickstarter. Questa premessa ci permette di specificare sin da subito una caratteristica essenziale del gioco. La storia si svolge diverse centinaia di anni dopo il primo capitolo. Ovviamente le ambientazioni e alcuni degli elementi che ricorreranno anche nella trama sono in comune tra i due capitoli, ma potete tranquillamente approcciarvi a Divinity: Original Sin 2 senza mai aver toccato nessuno dei predecessori sviluppati da Larian Studios. Detto questo, scopriamo insieme cosa rende così speciale questo GDR.

Editore Larian Studios
Sviluppatore Larian Studios
Piattaforme Windows
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore, multi giocatore (locale, online)

Video Recensione Divinity: Original Sin 2

I concetti espressi nei seguenti paragrafi sono riassunti nella nostra video recensione di Divinity: Original Sin 2, realizzata utilizzando spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC Windows. Buona visione!

La creazione del personaggio

Divinity: Original Sin 2 si presenta come un classico gioco di ruolo a turni immerso in un contesto fantasy altrettanto classico. Ci sono varie razze, tra cui umani, elfi, nani e persino uomini lucertola e non morti utilizzabili dal giocatore come personaggi principali. Già dalla schermata di creazione però si capisce che il titolo di Larian Studios cerca di fare di più dei predecessori del genere permettendo di scegliere, oltre alle cinque razze già elencate, 14 diversi classi. Ovviamente sia le classi che le razze offrono al giocatore bonus di partenza e altri vantaggi di vario genere, ma non è finita qua. Si potrà scegliere se utilizzare uno dei 6 personaggi creati su misura direttamente dagli sviluppatori, lanciandosi direttamente all’avventura senza troppe perdite di tempo. Un’opzione, che se siete veri amanti dei giochi di ruolo, scarterete a prescindere. E invece in questo caso ognuno di questi sei personaggi ha un suo background e svolte nella trama che, con un personaggio creato ex-novo, non vivreste. In ogni caso questi 6 personaggi sono anche protagonisti della storia di Divinity: Original Sin 2, perché sin dal prologo non solo li incontrerete, ma potrete anche convincerli ad unirsi al vostro party.

Recensione Divinity: Original Sin 2 – Agli inizi della nostra avventura nei panni di Fane, con il volto coperto per non incutere terrore agli autoctoni.

Noi per esempio abbiamo scelto di interpretare Fane, un mago non morto, l’ultimo della sua razza, in perenne ricerca della verità riguardo l’estinzione della sua civiltà. La razza dei non morti è piuttosto delicata da giocare, motivo che ci ha ulteriormente spinto verso questa scelta. Per cominciare le magie di cura classiche vi danneggeranno, e l’unica fonte di vita saranno magie specifiche che utilizzano ad esempio il sangue come fonte di cura o pozioni e magie a base di veleno (non tutte per la verità). Inoltre i personaggi comuni potrebbero spaventarsi a morte vedendo il vostro vero volto: dovrete quindi utilizzare equipaggiamenti specifici in grado di celare il vostro vero aspetto, e addirittura più avanti nel gioco utilizzare uno strumento in grado di strappare i volti dai cadaveri per creare apposite e sofisticate maschere. Molto più complesso quindi da giocare di un classico umano, ma se non altro avrete la possibilità di fingervi morti (ingannando tutti a prescindere da “tiri salvezza”) e di utilizzare le vostre dita come grimaldelli. Iniziate a farvi un’idea di quanto profondo sia il gameplay di questo GDR?

Completa libertà di approccio

DOS2 garantisce al giocatore una libertà di approccio piuttosto unica nel suo genere. Immaginatevi una sorta di incrocio tra il già citato Baldur’s Gate e Skyrim. In un mondo aperto come quello dell’RPG firmato Bethesda, la libertà di azione potrebbe spaventare qualche giocatore. Anche in DOS2 ci sono le stesse libertà, ma saranno le ambientazioni forse meno vaste, o forse la visuale dall’alto, a mettere almeno inizialmente a proprio agio il giocatore. Sta di fatto che entro breve capirete che potrete approcciarvi anche non linearmente agli eventi, fregandovene di eventuali quest affrontando di petto tutti gli ostacoli che vi si pongono dinnanzi.

Recensione Divinity: Original Sin 2 – Il nostro personaggio è ovviamente più speciale del previsto, e potreste scoprirlo casualmente, magari prima del previsto.

Potreste decidere di attaccare un NPC, terrorizzando la popolazione locale e allertando allo stesso tempo le guardie; potreste appiccare un incendio, far partire una rissa, trovare un passaggio segreto, scovare e affrontare una delle tante quest secondarie, derubare un povero passante camuffandovi da botte, scassinare serrature, il tutto scatenando eventi che altrimenti sarebbero rimasti sopiti. Talvolta ci siamo seriamente chiesti: “ma cosa diavolo sarebbe successo se non mi fossi recato in questo remoto angolo della mappa?“. Sì perché anche se decidete di seguire il filone principale, potreste non venire in contatto con elementi fondamentali (o almeno questo è quello che siete spinti a credere) o con personaggi importanti, facendo svanire la sensazione di tranquillità iniziale. O magari potreste incontrarli prima del tempo, sconvolgendo il normale proseguo della storia. Insomma, anche mentre vi scriviamo non siamo del tutto sicuri di alcune delle cose che abbiamo vissuto virtualmente in gioco, e anche questo dovrebbe darvi un ulteriore indizio di quanto enorme sia il gioco

Ma la libertà di approccio non è solo da ricercarsi in come si affronta la storia, ma anche in come si affrontano i combattimenti, parte fondamentale dell’esperienza di gioco. In DOS2 tutto si combina con tutto. Cosa significa? Che lanciare un incantesimo, che sia esso offensivo o difensivo, non è un’azione da prendere a cuor leggero. Vi facciamo un rapido esempio: un avversario poco amichevole potrebbe decidere di lanciarvi contro una palla di fuoco. L’esplosione potrebbe coinvolgere un barile di olio infiammabile lì vicino, danneggiando sia voi che chi ha lanciato la magia con un incendio che durerà per svariati turni. Potreste quindi decidere di farvi furbi scatenando una pioggia di sangue con il vostro chierico: il prezioso liquido spegnerebbe le fiamme concedendovi l’utilizzo di magie curative basate appunto sul sangue. Peccato che così donereste ai personaggi nel raggio lo stato di “umidità”, permettendo ad un mago nemico di utilizzare magie basate sui fulmini amplificandone il danno. Questo è solo uno spaccato di quello che potrebbe succedere durante un combattimento, anche uno dei più semplici. Gli ambienti di gioco sono tridimensionali, il che significa che potreste trovarvi a dividere il party su più piani nell’intento di abbattere quell’odioso arciere o mago che vi bersaglia da lontano. Tutto questo si fonde alla perfezione con la dinamica a turni prevista dal gioco. A tal proposito poi Larian Studios sembra aver risolto il problema che affliggeva il primo capitolo: i combattimenti stavolta sono ben più complessi ed articolati, e già a livello normale di difficoltà potrebbero darvi del filo da torcere obbligandovi ad affrontarli più volte per raggiungere un esito diverso. Ogni pozione o pergamena di resurrezione, specialmente all’inizio, può fare la differenza.

Recensione Divinity: Original Sin 2 – I combattimenti sono un tripudio di sangue, magie, colpi critici e strategie rovinate da eventi inattesi.

Nell’interfaccia di gioco noterete in alto la sequenza che permetterà ai vari personaggi di giocare il loro turno. La posizione nell’elenco dipenderà dal valore di iniziativa di ciascuno di essi. E ciò ci introduce anche ad un altro fattore: le regole di gioco. Divinity: Original Sin 2 utilizza un set di regole proprio, ripreso ovviamente in buona parte dal primo capitolo, che prevede per ogni personaggio un set di abilità, di caratteristiche (sufficientemente classiche) e di talenti da scegliere saggiamente durante il lungo percorso che vi si para davanti. Sarebbe piuttosto complicato spiegarvi il tutto per filo e per segno, ma vi basti sapere che le vaste meccaniche che si nascondono dietro al tutto funzionano alla grande.

E c’è ancora tanto da dire!

Oramai avrete capito che il nostro giudizio su DOS2 è più che entusiasta, ma non abbiamo finito di elencarvi i contenuti di gioco. I dialoghi con gli NPC sono anch’essi parte essenziale dell’esperienza di gioco: ci torneremo a breve quando parleremo del comparto tecnico, ma in quasi tutti i dialoghi ci saranno più opzioni tra cui scegliere, anche dipendenti dalle nostre caratteristiche o dal personaggio scelto all’inizio, e ovviamente conseguenze di vario genere. Sia gli elementi del party che i personaggi non giocanti avranno un valore di fiducia nei vostri confronti che può aumentare o diminuire a seconda della risposta scelta dal giocatore. Come non fare cenno poi al sistema di crafting, che permette la creazione di oggetti, potenziamenti, pizze (sì, non stiamo scherzando) e quant’altro.

Recensione Divinity: Original Sin 2 – Giocare in due sullo stesso PC grazie allo split-screen può rivelarsi un vero spasso.

E riguardo al comparto multigiocatore? Qui viene il bello. Per cominciare è possibile giocare in co-op online, e addirittura prendere parte ad arene PvP in varie tipologie di ambientazioni. Ma la cosa che più ci ha deliziato è la possibilità di giocare in co-op sullo stesso computer. Grazie allo split-screen e a una coppia di controller, è possibile affrontare tutta l’avventura in compagnia di un amico. Quando i due personaggi sono vicini la telecamera di gioco si unisce mostrando un’interfaccia unificata; quando invece ci si allontana, magari per un combattimento o per esplorare, le due metà si dividono permettendo di giocare autonomamente. Ad esempio un giocatore potrà portare avanti un dialogo mentre l’altro può scegliere se origliare, se esplorare o magari derubare il povero NPC. A tal proposito dobbiamo ammettere di esserci trovati benissimo a giocare anche con un controller, il che è davvero sorprendente per un gioco di questo genere.

Non abbiamo finito. C’è anche l’incredibile modalità Game Master. Ad essere sinceri non abbiamo avuto tempo a sufficienza di testarla a fondo, ma si tratta di un tool incredibile che vi permette di creare un’avventura da zero, utilizzando tutti gli elementi che avete visto anche nella campagna singolo giocatore, e di farla affrontare ad un gruppo di vostri amici, rimanendo sempre dietro le quinte proprio nei panni di un classico, nonché sadico, Dungeon Master.

Comparto tecnico

Un gioco così profondo non poteva che essere accompagnato da un comparto tecnico all’altezza. La visuale isometrica di Divinity: Original Sin 2 non deve trarvi in inganno: in realtà tutte le ambientazioni, i personaggi e gli oggetti presenti in gioco sono realizzati in tre dimensioni, con dovizia di particolari ed effetti di luce e di riflessi in abbondanza. In qualsiasi momento (ad eccezione dei dialoghi) potrete effettuare zoom fino quasi ad avere una visuale in terza persona, perfetta per ammirare i dettagli di nemici o del vostro nuovo pezzo di equipaggiamento. Sorprendenti anche gli effetti grafici degli incantesimi, che riempiranno letteralmente di luce i vostri monitor donando una vera sensazione di magia al tutto. Anche la resa di acqua, superfici ghiacciate o comunque coperte da vari generi di liquidi, e del fuoco è altrettanto sorprendente.

Insomma, a livello grafico c’è ben poco da obiettare. I requisiti hardware inoltre non sono troppo esosi e giocare ai massimi dettagli con un numero di fps decenti non dovrebbe essere troppo difficile. A condire il tutto c’è un comparto audio a dir poco incredibile. Iniziamo dicendo che durante la creazione del personaggio potrete scegliere lo strumento musicale che verrà utilizzato dalla colonna sonora per i momenti di tensione. In generale poi la stessa colonna sonora è di ottimo livello, ma non finisce qui. Tutti, e ripetiamo tutti, i dialoghi di DOS2 sono parlati. Ciò significa che le 74.000 linee di testo che compongono l’avventura sono stati riprodotti in oltre 1 milione di parole da ben tre studi di doppiaggio. Vedere numeri del genere in un videogioco è praticamente impossibile. Di fatto quindi, se masticate sufficientemente la lingua d’oltre manica, potete evitare di leggere e ascoltare unicamente quanto si diranno i vari personaggi tra loro. Ed è qui che purtroppo viene fuori l’unico, grande difetto di un titolo altrimenti magistrale: se non parlate con sufficientemente dimestichezza l’inglese, potreste trovare Divinity: Original Sin 2 particolarmente ostico. Aggiungeteci anche qualche personaggio che parla dialetti difficili da comprendere, altri con difetti di pronuncia e l’oltre il milione di parole pronunciate, e capirete che qualche parola o frase potrebbe tranquillamente sfuggirvi.

9.5

Giudizio Finale

Recensione Divinity: Original Sin 2Giudizio Finale – Potremmo definire Divinity: Original Sin 2 un “Baldur’s Gate sotto steroidi“. C’è tutto quello che un vero appassionato di giochi di ruolo cerca in un titolo del genere: un trama degna di questo nome, visuale isometrica coadiuvata comunque da un motore grafico 3D all’altezza delle aspettative, regole originali, personaggi primari e secondari carismatici, un mondo in cui immergersi con proprie regole e conseguenze a seconda delle azioni svolte, doppiaggio professionale e tantissimo altro. Offrivi uno spaccato di quanto ha da offrire è difficile per il semplice motivo che ci sono così tanti contenuti di gioco che probabilmente ancora dobbiamo scoprirne di nuovi. Anzi, a tal proposito bisogna sottolineare che la longevità già di per sé è incredibile senza contare l’elevato grado di rigiocabilità.

Recensione Divinity: Original Sin 2 – Dopo Fane ci faremo quasi sicuramente una bella run con Il Principe Rosso!

Trovargli dei difetti è difficile, ma dobbiamo per forza di cose. Essendo enorme potrebbe succedere di incappare in qualche bug: nulla che non si possa risolvere con qualche patch correttiva e comunque niente che possa influenzare così tanto il corso degli eventi. Inoltre, almeno nelle prime fasi di gioco, DOS2 potrebbe rivelarsi particolarmente ostico, tanto da obbligarvi a cambiare difficoltà per affrontare alcuni combattimenti. Un altro difetto lo abbiamo poi già evidenziato: l’enorme mole di dialoghi solo in lingua inglese (anche se qualcuno sta già lavorando ad una traduzione italiana “amatoriale”). Detto questo, il nuovo lavoro di Larian Studios è davvero imperdibile, e rimarrà probabilmente a lungo nell’olimpo dei migliori giochi di ruolo di sempre.

PRO CONTRO
  • Comparto tecnico da capogiro
  • Dinamiche di gioco incredibilmente profonde
  • Personaggi carismatici
  • Longevità e rigiocabilità
  • 74.000 linee di testo… in inglese
  • Sa essere estremamente difficile
  • È enorme, potreste incorrere in qualche bug

Recensione Divinity: Original Sin 2 – Trailer

Recensione Divinity: Original Sin 2 – Screenshot