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Dragon Ball Fusions è il gioco che i fan meritano (recensione)

Giorgio Palmieri - Siete stanchi dei soliti giochi di Dragon Ball? Ecco la risposta ai vostri bisogni

Recensione Dragon Ball Fusions  Tira più un videogioco di Dragon Ball che un carro di buoi, e non lo diciamo noi, ma i numeri. Nonostante fosse il solito picchiaduro pieno zeppo di contenuti, Dragon Ball Xenoverse 2 è stato protagonista di un lancio da record, vendendo oltre un milione di copie nel giro di qualche giorno.

Tuttavia, l’opera di Toriyama si presta bene ad essere adattata in altre forme videoludiche oltre ai classici pestaggi e, infatti, Bandai Namco ha pensato di affidare alla compagnia giapponese Ganbarion, i creatori del poco conosciuto Pandora’s Tower per Wii, lo sviluppo di un gioco di ruolo. Il risultato? Si chiama Dragon Ball Fusions, e questa è la nostra recensione.

Publisher Bandai Namco
Piattaforme Nintendo 3DS
Genere RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Dragon Ball Fusions

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include alcuni spezzoni tratti dai trailer promozionali rilasciati da Bandai Namco.

What’s my destiny?

L’avventura comincia nel momento esatto quando il protagonista, creato dal giocatore attraverso cinque razze diverse, ha appena completato la sua collezione di sfere del Drago insieme a Pinich, l’amico di merende e di lunghi allenamenti. Il desiderio scelto verte sulla creazione di uno dei tornei più grandi che si siano mai visti sul pianeta, allo scopo di determinare il combattente più forte di sempre. Ciò comporta la creazione di una dimensione parallela, nella quale i due verranno risucchiati assieme ai personaggi e ai luoghi provenienti da tutte le ere di Dragon Ball.

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Una volta riassestati, Pinich e il vostro alter ego virtuale si separeranno, e l’obiettivo sarà quello di radunare un gruppo di cinque guerrieri, voi compresi, per partecipare alla competizione. Il pretesto narrativo serve più che altro per farvi incontrare Goku, Vegeta, Freezer, Majin Bu e tanti altri personaggi provenienti da Dragon Ball, Dragon Ball Z, Dragon Ball GT, Dragon Ball Super e persino dagli OAV, senza badare troppo alla profondità, ma va comunque ad esaltare l’aspetto comico e umoristico del cartone animato e del manga, che è spesso lasciato in disparte nelle produzioni videoludiche.

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Come volevasi dimostrare, dunque, il cuore della produzione risiede nei combattimenti, che sfruttano un modello dinamico in cui sono presenti simultaneamente elementi tipici dei picchiaduro classici di Dragon Ball, all’interno di una struttura a turni. Sparsi per gli ambienti di gioco, liberamente esplorabili volando, sono posizionati altri lottatori (inspiegabilmente segnalati sulla mappa come piccoli personaggi neri, per altro tutti uguali, almeno prima di entrare nello scontro vero e proprio), che potrete ingaggiare per sfidarli in battaglie fino ad un massimo di dieci partecipanti, cinque per squadra.

Il principio primario sul quale le lotte prendono vita sta nel Triangolo d’Attacco, la tipica morra cinese per cui un elemento prevale sull’altro: ce ne sono tre, velocità, forza e tecnica, ognuno con le sue debolezze e forze, che andranno a caratterizzare ciascun lottatore. Invece, le azioni da compiere nei combattimenti si dividono principalmente in attacchi corpo a corpo, colpi dell’aura e poteri speciali, e sono scandite da una linea temporale che regola il turno dei vari lottatori.

Il posizionamento riveste un ruolo chiave nelle arene, proprio perché ogniqualvolta un personaggio subisce danni, si sposterà a seconda della direzione del colpo, che dovrà selezionare sia l’attaccante, per appunto scegliere la direzione verso cui indirizzare la vittima, che il difensore, il quale potrà decidere in quale senso parare, secondo un sistema ottagonale.

Inoltre, i membri di una stessa squadra possono concatenare gli attacchi quando sono vicini, fisicamente o sulla linea temporale, realizzando quindi spettacolari combo. Oltre alla posizione, bisogna prestare la dovuta attenzione ai limiti dell’arena di combattimento, poiché è delimitata da una circonferenza che, se attraversata, farà finire il malcapitato fuori dal ring, provocandogli un danno considerevole.

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Tra le tecniche avanzate, poi, spiccano le fusioni, tramite le quali sarà possibile fondere due o più personaggi in un unico potente eroe: chiaramente le opzioni deve sottostare a regole ben precise, dunque non è possibile fondere indistintamente qualsiasi personaggio, ma le combinazioni sono tantissime, e avrete modo di sbizzarrirvi dando vita ad ibridi fuori di testa.

Tutte queste dinamiche vanno a costituire una formula sorprendentemente profonda per un tie-in dedicato ad un cartone animato, soprattutto se si considera il poco azzardo che caratterizza lo sviluppo di queste produzioni. Reclutare i propri eroi preferiti è infatti un’operazione genuinamente divertente, e tra campagna principale, missioni secondarie e minigiochi avrete modo di intrattenervi per più di quaranta ore.

Le uniche problematiche di Dragon Ball Fusions vanno ricercate più che altro nella progressione sia del personaggio che dell’avventura. Per ottenere nuove abilità bisogna infatti rispettare certe condizioni durante le battaglie e, in particolar modo, sarà necessario completare il combattimento scaraventando il nemico fuori dall’arena, cosa che francamente è poco immaginativa, nonché alquanto macchinosa. È anche vero che potrete imparare nuove mosse speciali attraverso la macchinetta bonus avventura, con la quale sarà possibile sbloccare capacità aggiuntive semplicemente attivandola giornalmente, ma si tratta di un aspetto casuale davvero poco ispirato.

Allo stesso modo, per poter procedere nell’avventura, spesso vi sarà chiesto di collezionare un ammontare variabile di energia, ottenibile sconfiggendo un determinato numero di combattenti in giro per la mappa. In breve, tutto questo ambaradan ci è sembrato un espediente forzato, atto ad allungare il brodo, che poteva essere semplicemente risparmiato.

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Per quanto riguarda l’aspetto estetico, Dragon Ball Fusions spreme a dovere l’ormai obsoleto hardware delle console della famiglia 3DS mediante un quadro visivo assolutamente fantastico. Le animazioni sono superbe, e replicano in maniera egregia il dinamismo delle battaglie dell’anime, senza mai mostrate elementi di incertezza. L’assenza della modalità tridimensionale, invece, fa storcere un po’ il naso, ma non è considerabile propriamente un difetto, quanto una mancanza vera e propria, che coinvolgeva anche l’ultimo capitolo di Pokémon.

Chiude il cerchio il comparto audio, che svolge bene il suo lavoro di accompagnamento, supportato da un doppiaggio in giapponese e dei sottotitoli tradotti in italiano che, stranamente, tendono a stringersi quando il testo non riesce a stare all’interno del riquadro del dialogo. Vi informiamo, infine, che Dragon Ball Fusions sarà disponibile nei negozi a partire dal 17 febbraio, e presenterà anche delle funzionalità multigiocatore in locale e persino online, le quali purtroppo non abbiamo avuto il piacere di provare a causa dell’assenza di altri giocatori con cui condividere l’esperienza.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Dragon Ball Fusions  Giudizio Finale – Prima di essere un tie-in di tutto rispetto, Dragon Ball Fusions è un videogioco fresco e ben fatto: propone un sistema di combattimento di qualità eccelsa, contornato da una struttura di gioco costruita su misura per esaltare i fan dell’opera di Akira Toriyama. Bandai Namco, insieme a Ganbarion, ha finalmente deciso di sperimentare qualcosa di nuovo, e noi non possiamo fare altro che premiare lo sforzo, al netto di alcune problematiche migliorabili, magari in un eventuale seguito.

PRO CONTRO
  • Universo ben sfruttato
  • Un divertente compromesso tra azione dinamica e sistema a turni
  • Tanti personaggi da reclutare
  • Animazioni e conseguenti concatenazioni spettacolari
  • Progressione talvolta tediosa
  • L’acquisizione delle abilità lascia un po’ a desiderare

Recensione Dragon Ball Fusions – Trailer

Recensione Dragon Ball Fusions – Screenshot