La versione Switch di Dragon Quest XI mette d’accordo tutti (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva – Un titolo altisonante, che con quel “Edizione definitiva” sembra suggerire che di meglio proprio non potevate sperare di acquistare. Beh, è proprio così! Scopriamo perché l’edizione dedicata a Nintendo Switch e Switch Lite di Dragon Quest XI merita l’acquisto e riesce a mettere d’accordo tutti, nessuno escluso!

Editore Square Enix
Sviluppatore Square Enix
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano

Nella nostra recensione della versione originale dedicata a PlayStation 4 e PC Windows lo definimmo “… un gioiellino, senza ombra di dubbio. Uno di quelli che custodirete gelosamente sulla vostra mensola, in bella vista tra una confezione e l’altra“. La versione Nintendo non solo non è da meno, ma riesce a risultare anche migliore! Si tratta d’altronde della Edizione definitiva non a caso. Quali sono quindi queste aggiunte che impreziosiscono ulteriormente un RPG già di per sé ottimo?

Un indizio ve lo abbiamo dato nel titolo dicendovi che l’edizione Switch di Dragon Quest XI mette tutti d’accordo. Il senso è che i fan dei buon vecchi Dragon Quest, quelli con la visuale dall’alto, con gli incontri casuali e con quella grafica 16-bit che lasciava molto all’immaginazione, troveranno in questa edizione pane per i loro denti. Durante il gioco sarà sufficiente recarsi nella chiesa più vicina o “parlare” con una delle statue sacre sparse per il mondo di gioco per passare dalla modalità 3D classica a quella 2D! Verrà creato un nuovo slot di salvataggio, i vostri progressi rimangono intatti e il gioco cambia completamente veste, passando appunto ad una modalità 2D a 16-bit che in parte stravolge anche le meccaniche di gioco. Come dicevamo nella recensione originale, non ci sono più incontri casuali in Dragon Quest XI: i mostri sono ben evidenziati nelle zone che esplorate, e volendo potreste anche arrivare alla fine di un dungeon senza incappare in un singolo scontro. La modalità 2D non è così permissiva. Così ai vecchi tempi, tornano gli incontri casuali, e anche l’interfaccia di combattimento cambia radicalmente passando ad una altrettanto classica visuale in prima persona. Persino le musiche di gioco si adattano sposando tracce più retro particolarmente azzeccate.

Visto che siamo entrati in tema, un cenno d’obbligo anche alle musiche. Nella recensione della versione PS4/PC ci eravamo lamentati proprio delle tracce sonore: “la stragrande maggioranza delle tracce in formato midi lasciano a desiderare, e vengono ripetute a cadenza troppo frequente“. Per l’occasione Nintendo e Square Enix hanno risolto anche questo problema. La colonna sonora è stata rifatta praticamente da zero, sfruttando le abilità della Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra, e vi possiamo assicurare che la differenza si sente eccome. Ovvio che, così come nella versione originale, ci sono musiche che si ripetono frequentemente (è nello stile dei JRPG), ma se le tracce in questione sono realizzate da un’orchestra non solo sono più sopportabili, ma risultano anche piacevoli! E per quanto riguarda il doppiaggio è stata aggiunta anche la traccia audio giapponese originale. Dipende da voi: quella inglese era già di per sé ottima, ma quando si gioca un JRPG utilizzare il doppiaggio giapponese contribuisce, a nostro avviso, a calarvi ancora di più nell’esperienza. I testi sono comunque tutti tradotti in italiano.

Potrebbe bastare quanto detto finora a farla passare come Edizione definitiva, ma le novità non finiscono qui. Se già di per sé Dragon Quest XI era un gioco enorme, che richiedeva svariate decine di ore per essere apprezzato al meglio, la versione Switch presenta dei contenuti extra di non poco conto. Per impreziosire ancora di più i vari personaggi secondari che accompagneranno il Lucente (il protagonista) durante le sue avventure, sono state aggiunte varie missioni secondarie a loro correlate. Tali missioni ci permetteranno di calarci nei panni dei personaggi stessi per aiutarli nelle loro avventure. Ci sono anche missioni extra slegate dai personaggi secondari. Incontreremo durante le nostre scorribande degli spiritelli denominati Tockles che hanno a che fare con il flusso del tempo. Gli spiritelli custodiscono le così dette “pastword” (bello il gioco di parole! NdR), delle parole magiche che ci permetteranno di viaggiare nel tempo proiettandoci in scenari a 16-bit tratti dai vecchi capitoli della saga. Ci aspettano ottimi tesori e, ovviamente, tanti nemici da affrontare.

Non abbiamo ancora finito. Alla versione Switch del gioco è stata aggiunta una modalità fotografica molto carina, da utilizzare in qualsiasi momento del gioco, e anche un selettore di velocità delle battaglie. Quest’ultima è un’aggiunta davvero gradita, specialmente se amate “grindare” a non finire per potenziare i vostri personaggi. Smanettando con le impostazioni è possibile far sì che il parti affronti determinate battaglie in completa autonomia e con una velocità a dir poco incredibile. Ma insomma: questa edizione difetti ne ha? Ci verrebbe da dire di no.

Anche a livello grafico, nonostante l’hardware di Switch sia decisamente inferiore per prestazioni rispetto a quello di PS4 e PC, il gioco se la cava benissimo. In parte è dovuto anche allo stile grafico, tridimensionale sì, ma comunque semplice. All’inizio poi ci ha trasmesso quel “vibe” alla Breath of the Wild che non ci aspettavamo. L’idea di lanciarci in un mondo tridimensionale così ampio e curato su uno schermo così piccolo come quello delle Switch ha sicuramente contribuito al verificarsi di questa sensazione. I due giochi non sono minimamente paragonabili, ma è solo per dirvi che appunto anche graficamente la versione Switch di Dragon Quest XI sa il fatto suo. I difetti che ha li ha ereditati dalla versione base del gioco, con una illustre eccezione di cui vi abbiamo già parlato, le musiche. Per il resto continua ad essere un gioco che fatica un po’ ad ingranare (ma se gli date fiducia saprà ricompensarvi) e che in alcuni casi presenta aree un po’ spoglie.

9.0

Giudizio Finale

Ci siamo “permessi” di dare mezzo voto in più all’edizione dedicata a Nintendo Switch per svariate ragioni, primo fra tutti l’impegno speso da Nintendo e Square Enix per risolvere alcuni dei problemi dell’edizione base (musiche in primis) e, successivamente, anche tutte le graditissime aggiunte che abbiamo via via elencato in questo articolo. Il genere poi, quello dei JRPG, è a dir poco perfetto per una piattaforma come Nintendo Switch. Rendere tascabile Dragon Quest XI è un regalo meraviglioso per gli appassionati del genere. L’averlo reso appetibile poi a chi prova una incommensurabile nostalgia per i JRPG vecchio stampo aggiungendo la modalità 2D è la ciliegina finale sulla torta. Un’edizione che davvero non può mancare sui vostri scaffali. Se lo voleste vedere in azione nella nostra video recensione di Nintendo Switch Lite abbiamo mostrato alcuni spezzoni gameplay.

PRO CONTRO
  • Tutti i Pro della versione base
  • Modalità 2D
  • Missioni extra
  • Musiche orchestrali e doppiaggio JAP
  • Modalità fotografica e regolatore velocità battaglie
  • Fatica ad ingranare
  • La difficoltà poteva essere calibrata meglio

Screenshot versione Switch

Recensione Switch Lite con spezzoni gameplay

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