Erica – Non avete mai visto un film così (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Erica – Dal clamore della Gamescom si è sollevato quatto quatto Erica. Rimasto nell’ombra per due anni quasi netti, questo curioso esperimento cinematografico per PS4 è finalmente disponibile nei negozi digitali. Ecco la nostra recensione.

Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore Flavourworks
Piattaforme PS4
Genere Narrativo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 9,99€

Il nuovo The Lion Trophy Show


Il videogioco narrativo ha tante forme. Deve molto al cinema e anche al mondo delle serie a puntate, sebbene la forma episodica sia oramai sempre meno utilizzata, specie dopo la dipartita di Telltale. Erica però trova le sue radici in un’origine ben più profonda, ovverosia quella dei videogiochi in full motion video, la tecnica che utilizza filmati pre-renderizzati per le sequenze interattive. La storia ne ha accolti diversi, da Dragon’s Lair e Phantasmagoria ai più recenti Late Shift e The Bunker, ma quello di Sony e Flavourworks si addentra in territori inesplorati e porta il tutto verso nuovi orizzonti. Si tratta infatti di un lungometraggio con tanto di attori in carne ed ossa dove le scelte (non binarie) dell’utente influenzano i dialoghi e modificano, in parte, il corso degli eventi. In tal senso può essere paragonato al Bandersnatch di Netflix, ma Erica può ritenersi ancora più innovativo, specie nella messa in scena.

Anzitutto, si interagisce utilizzando il touchpad del Dualshock o l’app dedicata per smartphone, come i titoli della serie PlayLink. Il giocatore può dunque manipolare alcuni elementi sullo schermo quando gli viene chiesto: guardare da uno spioncino, leggere il diario personale, aprire una porta per assistere ad una conversazione, insomma, piccole interazioni la cui velocità di esecuzione è direttamente proporzionale all’intensità del vostro dito sulla superficie tattile. In funzione di questi gesti sono state confezionate inquadrature evocative che rendono ancora più preziosa l’esperienza. Il collegamento tra videogioco e giocatore non finisce qui, perché vi sarà offerta la possibilità di rispondere alle domande dei personaggi e di prendere scelte determinanti ai fini della trama. Invero, ogni frase pronunciata dalla protagonista è legata ad una decisione, senza la quale non aprirà bocca: non a caso, il silenzio è sempre un’opzione ed è sufficiente aspettare che il tempo di scelta scada per rimanere muti. In generale, comunque, l’app supera il touchpad in comodità, vista la precisione nettamente maggiore, che lo rende molto più piacevole da gustare, ragione per la quale vi consigliamo di munirvi di smartphone.

Scendendo invece più nel dettaglio della trama, Erica racconta semplicemente di una ragazza che ha perso il padre in seguito di un omicidio, il cui colpevole non è mai stato scovato. Ne seguirà poi un altro, simile nelle modalità, ed Erica dovrà scegliere se fidarsi o meno delle persone che le stanno intorno per scoprire la verità. La vicenda assume i connotati di un thriller coadiuvato da una sceneggiatura al servizio delle interazioni, e, quindi, in parte sacrificata, dovendo sottostare non solo al minutaggio cinematografico, ma anche e soprattutto alle scelte. I dialoghi infatti non sono mai complessi e gli scambi di battute risultano alle volte troppo semplici: non è raro domandare qualcosa di specifico e ricevere delle risposte brevissime e vaghe.

Nonostante quanto detto, Erica dispone sia di finali differenti, sia di percorsi che ne precludono altri, spingendovi ad affrontarlo più volte: non a caso, è impossibile ricevere tutte le risposte ai quesiti del gioco in una sola botta. Tuttavia, la durata non supera mai le due ore a prescindere dal percorso intrapreso, cosa che lo rende perfetto per una serata in compagnia di amici. Peccato sia assente un selettore di scene, e che non sia possibile saltare o velocizzare determinate parti una volta completato. Per incentivare la rigiocabilità c’è anche un trofeo di platino ad attendervi.

In ogni caso, ciò che davvero stupisce è senz’altro la realizzazione eccellente del film. La produzione adotta soluzioni registiche impressionanti, e che, appunto, valorizzano l’aspetto interattivo: alcune inquadrature sapranno ingolosire anche chi si ciba di cinema quotidianamente. E malgrado i limiti della scrittura, il film funziona, incuriosisce con i suoi misteri e non risparmia nemmeno dei personaggi interessanti, seppur non sviluppati a dovere. Gli attori sono perfetti nel loro ruolo, in particolar modo la protagonista, Erica, interpretata da Holly Earl, bravissima nel comunicare l’ansia. Si aggiunge anche un ottimo doppiaggio in italiano, che può essere comunque disattivato a favore della lingua originale. In più, la colonna sonora regala momenti intensi, composta da Austin Wintory, il cui bagaglio porta in alto i nomi di Journey e Abzû, perle del panorama indipendente.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Erica  Giudizio Finale – Erica è un esperimento intrigante a metà strada tra il cinema e il videogioco con una grande messa in scena. Al netto dei confini della sceneggiatura, la creatura di Flavourworks si dimostra coraggiosa, carismatica e piena di grinta, buona sia per una serata tra amici che per gli amanti delle sperimentazioni narrative.

PRO CONTRO
  • Ottima scelta di attori, specie Holly Earl
  • Doppiato in italiano
  • Interattività fisica con il film
  • Percorsi differenti lo rendono “riguardabile”
  • Diverse soluzioni registiche interessanti
  • Il touchpad non offre il massimo della comodità
  • Dialoghi alle volte troppo brevi e vaghi
  • Assente un selettore di scene

Trailer

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