Espire 1: VR Operative, attesa ripagata o… no? (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Espire 1: VR Operative – Se Espire 1: VR Operative fosse una torta, sarebbe un buonissimo e bellissimo Pan di Spagna ricoperto di gocce di cioccolato… e canditi appiccicosi dal sapore stantio. Ad ogni morso, tra i denti, ne rimarrebbe incastrato uno, forse anche di più. Dopo questo paragone surreale, ecco la recensione della versione PlayStation VR.

Editore Tripwire Interactive
Sviluppatore Digital Lode
Piattaforme PSVR, PCVR, Oculus Quest
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 29,99€

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Di occhi puntati su Espire 1: VR Operative ce n’erano parecchi, praticamente da parte di tutta la comunità della realtà virtuale. Del resto, se ti presenti al pubblico come l’esperienza di furtività definitiva, in grado di dare uno scossone al genere sulla VR, è lecito aspettarsi grandi cose. Peccato che non tutto sia andato come previsto.

Anzitutto, dobbiamo segnalare che l’edizione per il visore Sony è stata affidata ad un team esterno, che si è occupato di trasportare il gioco senza però curarsi delle finezze di cui le versioni PSVR avrebbero bisogno. Non a caso, il risultato non riesce nemmeno a raggiungere la pulizia della visuale di un hardware limitato come quello di Oculus Quest, sul quale la resa grafica è sorprendentemente migliore. I problemi non si fermano qui, considerando che emerge un codice sporco pieno di problematiche che deturpano un titolo altrimenti godibile, malgrado le imperfezioni. Ed è da mettere in chiaro che, quella su cui si sono consumati i nostri test, è una versione dove sono stati applicati almeno tre aggiornamenti in circa un mese dal lancio.

Scendendo nel merito della produzione, Espire 1: VR Operative si basa su un incipit semplice dove il giocatore assume i panni di un hacker che dovrà intrufolarsi in una base criminale utilizzando una breccia nel sistema di sicurezza, grazie alla quale potrà prendere il controllo di speciali unità robotiche. Quel che salta subito all’occhio, a livello di locomozione, è la mobilità che contraddistingue il titolo di Digital Lode. Nonostante non sia possibile saltare, ci si può arrampicare in libertà su buona parte degli elementi dello scenario, tramite l’uso dei PlayStation Move.

L’enfasi sui movimenti la si nota anche nell’inventario, visto che ogni oggetto va riposto negli appositi foderi della cintura. Persino l’operazione di cura prevede l’uso di un gadget che va adoperato manualmente sui circuiti danneggiati. Purtroppo i controller di movimento di Sony non si rilevano sempre all’altezza del compito, risultando alle volte imprecisi soprattutto nell’atto della ricarica, che richiede un gesto meticoloso per essere effettuata. In realtà l’intera schematizzazione dei controlli non è intuitiva: per dire, in un passaggio della seconda missione, vengono persino date delle istruzioni errate per l’attivazione del potere di rivelazione dei sistemi di sorveglianza (si attiva con il pulsante triangolo su PSVR, senza portare la mano all’orecchio, come invece riportato nelle istruzioni).

Oltre alle criticità segnalate, il più grande problema di Espire 1: VR Operative risiede nella scarsa intelligenza artificiale degli avversari, animati da direttive inadeguate per un titolo che vorrebbe incentivare l’approccio silenzioso. Le regole dell’allerta e dei coni visivi non sono chiare, ragione per la quale agire furtivamente non conviene praticamente mai. Perdipiù, i livelli pullano di munizioni per armi automatiche pesanti che vanificano la furtività. Un vero peccato, perché il disegno delle mappe alterna ambienti piccoli e grandi che stimolano strategie diverse, le quali vengono puntualmente ostacolate dall’idiozia dei nemici.

Non che l’avventura sia priva di momenti esaltanti, anzi. Poter arrampicarsi dà vita a situazioni d’impatto, soprattutto quando si rimane sospesi nel vuoto nell’attesa che le guardie passino senza notarvi. Anche la possibilità di spostare i corpi e di sferrare pugni per stordire i nemici conferisce alla produzione un ulteriore strato di profondità, purtroppo non sfruttata a dovere per le motivazioni riportate sopra. I risvolti narrativi vengono poi spiegati quasi esclusivamente in radio con linee di dialogo ammorbanti alle quali, in tutta sincerità, si fa fatica a dare ascolto. In più, non abbiamo compreso la scelta di bloccare la progressione della campagna costringendo il giocatore a completare delle sfide secondarie che, per quanto siano gradevoli, fanno la parte di un espediente forzato, costruito per allungare il brodo. Chiudiamo segnalando la buona qualità dei temi musicali e del doppiaggio in lingua inglese. La direzione artistica invece è un po’ generica e dipinge ambientazioni statiche formate più che altro da laboratori e complessi privi di mordente, non eccellenti in termini di pulizia e profondità dell’immagine.

6.0

Giudizio Finale

Recensione Espire 1: VR Operative  Giudizio Finale – Sotto il velo di problemi, errori e mancanze, si cela la sostanza di Espire 1: VR Operative, un videogioco furtivo ambizioso che si spinge oltre le sue possibilità. Quando ci si arrampica e si agisce nel silenzio, è lì che si vede il vero titolo di Digital Lode, quello che sarebbe dovuto essere, e che invece fatica ad impersonare a causa di un’intelligenza artificiale scolastica, e poi per una realizzazione densa di grattacapi, in particolar modo su PSVR. Non è un prodotto rifinito né finito: in ogni caso, meglio dirigere le attenzioni verso le altre versioni.

PRO CONTRO
  • Buona mobilità dell’alter ego
  • Diverse situazioni esaltanti
  • Struttura dei livelli articolata
  • Intelligenza artificiale incapace
  • Approccio furtivo problematico
  • Grane qua e là, specie su PSVR

Trailer

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