F1 2019 chiede solo un po’ più di tempo (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione F1 2019 – Per i videogiochi sportivi su licenza vale una sola e unica regola: se azzecchi la direzione, puoi dormire sonni tranquilli per tanto tempo. Magari l’anno successivo aggiungi qualcosa, magari ne sistemi un’altra quello dopo, ma il più del lavoro è lì, è fatto. Eppure, nonostante la cadenza annuale e le logiche commerciali, c’è chi qualche piccolo rischio se lo prende senza sopirsi nel successo. F1 2019 ci prova, le sue grandi intenzioni si percepiscono, ma non spinge l’acceleratore fino in fondo: ecco la nostra recensione.

Editore Codemasters
Sviluppatore Codemasters
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Guida
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (online)
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 59,99€

Video Recensione F1 2019

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Non andare più veloce della tua velocità

Per quanto F1 2019 abbia ereditato moltissime caratteristiche da F1 2018, compreso il suo versatile sistema di guida, l’incarnazione di quest’anno osa e introduce la Formula 2 nella carriera in un modo atipico. Dopo aver scelto la scuderia F2 e creato la propria controparte digitale, bisognerà partecipare ad una serie di scenari che simulano contesti tipici reali, affiancati da piloti inventati, il compagno di scuderia Devon Butler e il rivale Lukas Weber.

Stupisce il fatto che queste competizioni inizino nel bel mezzo dell’azione, governate da una spinta narrativa che consente di vivere la genesi di una rivalità, con tanto di sequenze d’intermezzo tra una gara e l’altra che cambiano in base al vostro comportamento in pista. Abbiamo provato a disubbidire alle istruzioni dello staff della scuderia, che chiedeva di rallentare per permettere al compagno di superarci, mentre invece siamo partiti a tutta velocità verso il traguardo senza scendere a compromessi: il compagno s’è infuriato, il rivale ha apprezzato l’arroganza, e noi ci siamo divertiti come non era mai successo prima d’ora con la Formula 1, perché è davvero fantastico godersi la disciplina delle vetture monoposto in questa maniera finalmente diversa, fresca. Peccato che questa bella parentesi sia solo, appunto, una parentesi.

Purtroppo la stagione della Formula 2 non è completa, ma si compone di sole tre gare. In più, i filmati d’intermezzo dei quali vi abbiamo parlato spariscono quasi del tutto durante la transizione in Formula 1. Si nota una certa fretta nella stesura della storia, come se non ci fosse stato il tempo necessario per sviluppare a dovere l’idea, quella di uscire dai canoni del classico gioco su licenza per proporre qualcosa di più, qualcosa che andasse oltre il solito pacchetto. Oppure, magari, è solo una prova per tastare l’opinione degli appassionati, per vedere se questa direzione quasi cinematografica potesse entrare nelle loro corde.

Dopo le tre gare di Formula 2, vi sarà chiesto di scegliere la vostra scuderia di Formula 1, per poi affrontare una carriera simile a quella dell’edizione 2018, con prove, qualifiche, gare, sfide con vetture storiche e moderne, interviste, punti di sviluppo, gestione delle componenti ed email piuttosto piatte, che vorrebbero sostituire i filmati visti nel prologo, fallendo nell’intento. Le novità però non mancano, e quest’anno è stato finalmente implementato il richiestissimo trasferimento dei piloti, che coinvolge sia i personaggi di fantasia che gli atleti ufficiali, i quali possono cambiare scuderia anche nel bel mezzo della stagione, aggiungendo quel pizzico di vitalità, realismo e imprevedibilità ad una carriera che altrimenti sarebbe stata troppo vicina al titolo precedente, eccetto le ovvie modifiche del 2019.

È chiaro che le auto della Formula 2 possono essere sperimentate nelle restanti modalità, dalle prove a tempo ai gran premi e campionati. Queste bestie sono più piccole e maneggevoli, e la loro minor potenza le rende perfette per iniziare a sperimentare l’eccellente sistema di guida che si cela dietro le linee di codice della grintosa creatura di Codemasters. Vi è una varietà mai vista in una produzione del genere, considerando la presenza delle vetture storiche (con le new-entry Ferrari F10 e McLaren MP4-25, entrambe del 2010), oltre a quelle dell’anno corrente.

Sebbene non sia ancora visibile il deterioramento delle gomme, tutto ciò che ruota attorno alla manovrabilità del veicolo è fenomenale, dalla sensibilità dello sterzo alla gestione della frenata, e vige un adattamento encomiabile del gamepad sui controlli. Torna il meteo dinamico, così come la grande scalabilità dell’esperienza, che dà al giocatore gli strumenti di personalizzazione per modificare il livello di difficoltà a proprio piacimento, dalla complessità della fisica all’aggressività dell’ottima intelligenza artificiale che anima i rivali: non hanno paura di difendere l’interno senza esagerare, ma prendono penalità e subiscono problemi meccanici tali da spingerli alla ritirata. L’ingegnere di gara dispensa consigli alimentando il coinvolgimento e offrendo informazioni utili, sebbene la sua voce italiana sia poco intensa, e le visuali in gioco rispettano ogni esigenza, enfatizzando l’effetto velocità come pochi, pochissimi altri titoli di corse sul mercato odierno.

Ovviamente anche il comparto multigiocatore accoglie dei miglioramenti, grazie all’implementazione delle leghe, una funzionalità che consente ai piloti di trovare e creare i propri tornei, di partecipare a sfide settimanali costruite appositamente, e persino di personalizzare (finalmente) la vettura da corsa con telai e tute. La novità sarebbe anche interessante, se non fosse per la presenza alquanto discutibile di alcune livree a pagamento, vendute a 2,49€ l’una circa. Peraltro, queste livree non è che siano così eclatanti, né dal punto di vista numerico, né qualitativo. Come se non bastasse, il pacchetto leggendario che dà l’accesso alla rivalità Senna-Prost è a pagamento, e contiene otto sfide a tema nei panni dei due noti piloti, oltre alle loro vetture e ad un paio di livree aggiuntive: lo si può acquistare singolarmente al prezzo di 13,49€, oppure bisogna optare per la Legendary Edition, venduta ad un prezzo maggiorato rispetto alla semplice standard. Nell’industria dei titoli sportivi su licenza si è visto di peggio, molti di peggio, ma non vogliamo che questa sia una scintilla che precede qualcosa di più sgradevole.

Sul fronte grafico, infine, segnaliamo delle golose migliorie visive, che toccano sia la qualità dei materiali, nettamente migliorati soprattutto nelle fasi fuori pista, sia nella gestione dell’illuminazione, decisamente più complessa e verosimile. I tracciati notturni godono di un’estetica più matura di grande pregio, ma anche quelli nelle ore diurne sono stati rinfrescati a dovere, completando un quadro sempre più vicino alla perfezione. Certo, anche se l’espressività dei personaggi è stata vivacizzata, i filmati d’intermezzo mostrano ancora una volta una sincronizzazione labiale deficitaria, e vi è un piccolo strato di tearing nelle sequenze di attesa, nel pre-gara, eppure il risultato complessivo è ottimo e gira sempre a sessanta fotogrammi al secondo su PS4 Pro. Nel comparto audio sottolineiamo un’operazione di ripulitura per i rombi dei motori, affiancate a delle musiche dei menù tutt’altro che memorabili. Infine, una chicca: per la telecronaca della Formula 2 è stato scelto Gianluca Iacono (Vegeta, per intenderci) come figura portante, e ci sta alla grande!

8.5

Giudizio Finale

Recensione F1 2019 – Giudizio Finale – F1 2019 è un F1 2018 più rifinito, più grosso, più bello, come lecito aspettarsi dai titoli sportivi basati su grandi licenze. Eppure, lontano, si scorgono delle idee non ancora ben definite che Codemasters vorrebbe coltivare, prima o poi. Sembra che voglia provare a fare qualcosa di inedito, pare voglia raccontare la genesi di una rivalità per mezzo di una narrazione che va oltre i semplici punteggi. Peccato che l’edizione di quest’anno abbia fatto solo un tentativo, malgrado il prezzo da pagare in negozio sia lo stesso. Si fa perdonare con tante novità, dalle leghe ai telai, dal trasferimento piloti all’introduzione della Formula 2. Tuttavia, se la direzione narrativa fosse costruita a dovere, e godesse della stessa cura riservata a quella piccola parentesi appena esplorata, F1 2020 potrebbe riservarci grandi cose. Speriamo solo non si calchi la mano con i contenuti extra a pagamento.

PRO CONTRO
  • Il trasferimento dei piloti vivacizza le stagioni
  • L’introduzione della Formula 2 è più che gradita
  • Migliorie grafiche tangibili, specie nell’illuminazione
  • Multigiocatore farcito con livree personalizzate e leghe
  • Interessante la deriva narrativa per la carriera…
  • … peccato si esaurisca nel giro di una manciata di gare
  • A pagamento sia rivalità Senna-Prost che alcune livree

Trailer

Screenshot

  • Paolo Campagnuolo

    Tra i contro dovreste mettere anche la prestazione sballata di alcune auto. Ferrari non è l’auto più veloce in rettifilo, lo è ancora la racing point, la McLaren ancora una volta ha scarsissima efficienza sul dritto (non vero), la Williams è decisamente troppo veloce, dovrebbe essere un fanalino di coda